Quel gran mito di Milito

La maglietta la onora e la curva, che si dà pure per molto meno, s’innamora. Sembra un orsacchiottone. Facciamo orsacchiottello, una via di mezzo. Mediana, come la sua passeggiata in campo preferita. Segna e si mette la mano sul cuore. Non abbisogna di avvicinarsi troppo al portiere, non è miope come i coevi suoi colleghi. Come ha la palla, basta un passo e tira. Un solo passo. No paso doble, please. Milito tira sempre (ops). Forse è solo un ansioso. Ha un corso d’autostima anziché il tiro che in effetti non è mai particolarmente potente, implacabile, spiazzante o bello da vedere. Ma che però ha tanto di quel carisma che i portieri gliela danno, la via libera, senza vergogna. Da furbacchione e calcolato eroe coraggioso non esita a impinguare il bottino coi rigori.

FA ANCHE IL FURBO – Tira sempre, a volte se ne dimentica e lo fa pure di sinistro da quanto è posseduto e specie nell’anno della promozione trascinato. Tira sempre, di tacco che usa in modo sobrio e non spaccone salvandosi così le gambe. Meno, di testa, centottantuno centimetri sprecati. Forse è perché ha i piedi ben ancorati a terra. Non a caso, dopo la retrocessione a tavolino del gigantesco e promosso Genoa di Cosmi per una vicenda di shopping mai chiarita, se ne va via. Con tutto il suo eterno e folle amore. E’ l’estate del 2005. Il Genoa tracimante e vittorioso e che per festeggiare ha appena acquistato per la serie A l’imberbe furetto Lavezzi per farne una coppia da trenta milioni di euro prima di tutti (e prima l’inventassero oggi come oggi trenta milioni di euro) è affondato due categorie sotto per una storia all’italiana di intercettazioni pare inutilizzabili. L’avvocato Biondi, l’eterno liberale, parlerà di una manovra a gamba tesa sul povero Preziosi. Per farlo fallire onde spogliarlo legalmente di alcuni suoi asset. La scena è sempre quella: tesi difensive che sui media passano per complici o aberranti, giudici che scambiandosi dei bigliettini ridono in faccia, ma mica a voi, tranquilli, a voi sia mai. A un uomo, il solito ometto che da colpevole è pure ignorante e bruttarello, lasciato solo che fa ragli al cielo. Niente da fare. non si scappa. Milito sì, però. ce la fa. E scappa dalla libbberale Italia alla liberata Spagna, al Saragozza. Prestito di due anni con riscatto pre-fissato. Il Mi(li)to non può farsi la C, come pure quasi tutti i suoi compagni. Confermati e con lo stipendio della A. Alla faccia di quel mostro.

NOBLESSE OBLIGE – Sto principe vero, ‘sto tre quarti di nobile postura, in Spagna si fa largo con una provinciale come destriero. Quattro goal al Real Madrid di Fabio Capello, dopo i due al Barcellona, e Don Milito riceve di persona l’investitura da un vero Re. E non solo. Oltre alla Coppa di Juan Carlos, c’è l’anno dopo, nel 2007, il vicereame dei marcatori. Vice Pichichi ad appena due lunghezze dallo stalliere di sua Maestà, Van Nistelrooy. Il terzo anno, è B. quella spagnola. Ed un conto è fare la fame, volevo dire, la B italiana. Un conto la fame spagnola. Preziosi si ricorda di Milito e lo riporta. Dove lo (ri)porta il cuore. E ora sta lì, di nuovo per la Nord, di nuovo a Genova. Due attaccanti al suo fianco, anziché uno. Come assistenti al soglio. Qualche acciacchetto. I trenta so’arrivati. Rigori a profusione. Pure una capocciata alla Sampdoria, a decidere un derby. Il Gasp lo vuole padre nobile. Potesse alzar la testa dalla gobba chissà. Noblesse oblio, direbbe cosa su principi e principii. Ancora ? Macché. Questo è uno che tira sempre. Tirerebbe avanti.

4 commenti a Quel gran mito di Milito

  1. daje, ricchiù, che l’ultima volta che hai parlato bene di qualcuno s’è preso l’ergastolo. Yes, you can.

  2. Non vale! L’avete fatto apposta che domenica mi gioca contro la Roma. Ricchiù, mi fai un eleogio del Catania in tempo utile? :-)

  3. ricchiuti

    Okkio che se si sparge la voce e mi danno la patente, ho svoltato. La Mia Martini di Giornalettismo.

  4. fossi più caruccio si potrebbe anche fare.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>