Jihadisti senza passaporti
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La Francia ritira i passaporti ai jihadisti

La Francia ha vietato l’espatrio a sei persone sospettate di essere jihadiste che progettavano di partire per la Siria al fine di combattere per l’Isis. Per la prima volta le autorità transalpine hanno applicato la sanzione del ritiro del passaporto, una misura adottata recentemente per contrastare il terrorismo.

LA FRANCIA E I JIHADISTI –

La Francia ha confiscato per la prima volta i documenti di espatrio a sei jihadisti che secondo gli inquirenti sarebbero partiti in tempi molto rapidi verso la Siria. I sei jihadisti a cui sono stati ritirati il passaporto così come la carta di identità hanno un’età compresa tra i 23 e i 28 anni, e provengono dalle regioni della Rhône-Alpes e dalla Provenza. Secondo le fonti riportate dall’AFP, l’agenzia di stampa francese, alcuni di loro sarebbero già stati in Siria. La nuova normativa antiterrorismo introdotta dopo le stragi di Parigi dello scorso gennaio prevede che la confisca dei passaporti duri sei mesi, e possa essere rinnovata più volte nel corso di due anni. I sei jihadisti sottoposti a questa misura sono stati segnalati alle autorità grazie all’intercettazione telefonica di colloqui con i loro reclutatori. Il primo ministro francese Manuel Valls ha rimarcato come presto verranno adottate simili misure restrittive della libertà nei confronti di altre persone sospettate di essere jihadiste o intenzionate a partire per la Siria. Il ministro degli Interni transalpino, Bernard Cazeneuve, ha rimarcato come potranno essere confiscati i passaporti di una quarantina di persone. La normativa francese è stata adottata nei mesi scorsi per frenare l’ondata di “foreign fighters” che si è diretta verso Siria e Iraq in questi mesi per ingrossare le file dell’Isis. Secondo le stime citate da Cazeneuve dalla Francia sono partiti circa 1400 jihadisti per combattere per il califfato di al-Baghdadi.

Photocredit: AHMUD HAMS/AFP/GettyImages