|

Liberalizzazioni, cosa cambia per i medicinali di fascia C

Liberalizzazioni, i medicinali di fascia C rimangono in farmacia: assieme ai decreti attuativi del Jobs Act, il consiglio dei Ministri ha licenziato ieri il testo del Disegno di Legge sulle liberalizzazioni, che dovrà dunque approdare in Parlamento: un testo, dice Matteo Renzi, sul quale “si scaglieranno” le lobby che il governo intende “affrontare” senza esclusione di colpi.

LIBERALIZZAZIONI, I FARMACI RIMANGONO IN FARMACIA

Uno dei provvedimenti più importanti riguarda i farmaci: “Passa la linea del ministro Lorenzin: farmaci di fascia C venduti solo in farmacia”, scrive l’ufficio stampa del ministero della Salute. I farmaci di fascia C comprendono prodotti ad alto rischio come gli psicofarmaci, che dunque rimarranno vendibili solo in una farmacia vera e propria. Non molto contente le associazioni dei consumatori: “Non si capisce perché le prescrizioni fatte da un medico per l’acquisto di un farmaco debbano andare bene per comprare in farmacia, ma non in parafarmacia”. Secondo Beatrice Lorenzin è invece “una vittoria dei cittadini”. Viene inoltre rimosso il vincolo esistente di 4 licenze per farmacia, giudicato “anacronistico” nelle parole del ministro Federica Guidi. La politica farmaceutica però è solo una delle questioni che il governo, con la sua proposta di legge, va a toccare.

LEGGI ANCHE: Padoan su Ocse: “Governo nella giusta direzione”

LIBERALIZZAZIONI, NOTARIATO E ASSICURAZIONI 

Ad esempio sarà coinvolto il notariato: “Per le srl, per una serie di atti laddove è prevista la firma digitale, quest’ultima diventerà sostitutiva del ricorso al notaio e all’ atto pubblico”, scrive il TgCom: anche per “transizioni su immobili non ad uso abitativo sotto i 100mila euro” basterà la firma dell’avvocato. Capitolo assicurazioni: chi offre pacchetti RC Auto potrebbe avere l’obbligo di praticare forti sconti se il cliente accetta alcune misure, come l’istallazione della scatola nera o il controllo preventivo dei veicoli”, scrive ancora il canale news del gruppo Mediaset. Il ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi si è detta fiduciosa: riportando dati Ocse, il governo è pronto a scommettere che le liberalizzazioni porteranno incrementi di Pil sostanziali.

“Il disegno di legge punta a far calare le tariffe o diminuire i prezzi e aprire pezzi di mercato oggi non tanto accessibili per nuove iniziative imprenditoriali. Ccome ha detto l’Ocse, potrebbe portare a un aumento del Pil fino a 2,6 punti in 5 anni