Togli un posto a tavola che c’è un boiardo in meno
01/12/2011 - Pier Francesco Guarguaglini si è dimesso dall’incarico. Ma a caro prezzo Testo da: Adn Kronos, Agi Il presidente di Finmeccanica, Pier Francesco Guarguaglini, si e’ dimesso dall’incarico. E’ quanto si apprende al termine del Cda straordinario della societa’. IL COMUNICATO
Pier Francesco Guarguaglini si è dimesso dall’incarico. Ma a caro prezzo
Testo da: Adn Kronos, Agi
Il presidente di Finmeccanica, Pier Francesco Guarguaglini, si e’ dimesso dall’incarico. E’ quanto si apprende al termine del Cda straordinario della societa’.
IL COMUNICATO – “Il consiglio di amministrazione di Finmeccanica, riunitosi con all’ordine del giorno la revisione delle deleghe e il conferimento dei poteri di cui alla delibera del 4 maggio 2011, ha deciso di concentrare le deleghe relative alla gestione sociale in capo all’amministratore delegato, Giuseppe Orsi, e, preso atto delle conseguenti dimissioni di Pier Francesco Guarguaglini dalla carica di presidente, ha nominato lo stesso Giuseppe Orsi quale presidente e amministratore delegato”. E’ quanto si legge in una nota della la societa’. “E’ stato cooptato nel consiglio di amministrazione Alessandro Pansa- prosegue la nota- confermando allo stesso i poteri e le attribuzioni gia’ conferitegli in qualita’ di direttore generale, carica che mantiene”. “All’ing. Guarguaglini, in carica in qualita’ di presidente e amministratore delegato dal 2002 al 2011, l’intero Consiglio esprime i piu’ sentiti ringraziamenti per l’altissima professionalita’ e il proficuo impegno che hanno consentito la crescita e l’affermazione del Gruppo nei mercati mondiali”, afferma Finmeccanica.
SIPARIO - Cala così il sipario sull’era Guarguaglini in Finmeccanica. Il top manager di Castagneto Carducci, dove e’ nato il 25 febbraio del 1937, lascia e la sua uscita di scena si chiude un decennio che lo ha visto dominus incontrato della holding dell’aerospazio e difesa. Un addio sofferto, il suo, che, soltanto, fino a pochi mesi fa, se non addirittura poche settimane fa, sembrava quasi impossibile. Ma la situazione e’ precipitata. La grande corazzata e’ stata investita dal ciclone delle inchieste giudiziarie, che oltre allo stesso Guarguaglini hanno riguardato anche sua moglie Marina Grossi, ad di Selex Sistemi Integrati. E come se non bastasse e’ scoppiata anche la bufera sui conti: dopo una lunga serie di esercizi in utile, Finmeccanica chiudera’ il 2011 con pesanti perdite.
IL GUARGUA – Guarguaglini, detto da tutti ‘Guargua’, come, peraltro, anche lui stesso scherzosamente si era autoribattezzato, o semplicemente Piero, come veniva confidenzialmente chiamato dai suoi colleghi top manager nei grandi appuntamenti internazionali, e’ approdato sulla plancia di comando di Finmeccanica nell’aprile del 2002 con l’incarico di presidente e amministratore delegato, insieme a Roberto Testore, nominato ad e direttore generale. Sulla poltrona piu’ importante del gruppo, Guarguaglini era arrivato dopo aver ricoperto molteplici incarichi manageriali.
INGEGNERE ELETTRONICO – Laureatosi in ingegneria elettronica presso l’Universita’ di Pisa e il Collegio Pacinotti, attuale Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, e dopo aver conseguito il Ph.D. presso l’Unversita’ della Pennsylvania, tra i suoi molteplici incarichi, Guarguaglini e’ stato direttore generale delle Officine Galileo, ad di Oto Melara e Breda Meccanica Bresciana, responsabile del settore difesa di Finmeccanica e presidente di Alenia Marconi Systems, amministratore delegato di Fincantieri. Ed e’ da Trieste, sede del gruppo navalmeccanico, che nel 2002 Guarguaglini arriva a Roma come numero uno di Finmeccanica. Dopo essere stata a un passo dal fallimento e dalla liquidazione e aver rischiato lo ‘spezzatino’, il gruppo aveva cominciato a risalire faticosamente la china con la gestione di Alberto Lina e Giuseppe Bono. Gestione che, presto, diventa una diarchia a causa delle tensioni e divergenze tra i due manager.
IL CAMBIO DI PASSO - L’arrivo di Guarguaglini segna un cambio di passo strategico. Da una holding di partecipazioni viene trasformata in una holding industriale. La parola d’ordine e’: concentrazione sul core business dell’aerospazio e difesa. Per le attivita’ del settore del civile si pensa a farle confluire in’altra holding o subholding (comincia, va ricordato, cosi’ il ‘tormentone’ sulla eventuale nascita di una ‘Finmeccanica 2′, che poi non andra’ in porto). ‘obiettivo perseguito da Guarguaglini e’ focalizzare bene quei punti di forza che fanno massa critica e che nelle joint venture internazionali consentono al gruppo italiano di avere una quota di maggioranza, chiudendo cosi’ la stagione delle jv paritetiche. Una strada, quella intrapresa da Guarguaglini, che lancia il gruppo sulla scena internazionale con una vera e propria campagna acquisti.
ELICOTTERI MON AMOUR - Finmeccanica acquisisce la societa’ elicotteristica britannica Westland per creare l’AgustaWestland. Altro colpo grosso e’ l’acquisizione dell’americana Drs. Nel giro di pochi anni, il mercato inglese e quello statunitense sono considerati da Finmeccanica mercati domestici. Aumenta pero’ il debito che ora pesa come un macigno sul gruppo. I critici diranno poi che Drs e’ stata pagata a caro prezzo. Gli anni d’oro della gestione Guarguaglini sono poi segnati dai grandi colpi messi a segno con l’acquisizione di maxicommesse internazionali. Nel 2005, Finmeccanica vince la gara per l’elicottere presidenziale, battendo in casa la concorrenza dell’americana Sikorsky. E’ la prima volta che la produzione dell’elicottero presidenziale viene commissionata a una societa’ non statunitense. Commessa che verra’ poi annullata dal presidente Obama. Altro colpo grosso e’ la commessa Usa per il C27j. Fatto sta che nel giro di pochi anni Finmeccanica diventa uno dei principali player mondiali dell’aerospazio e difesa.
ADDIO TESTORE – Dopo l’uscita di Testore, Guarguaglini diventa monarca assoluto di Finmeccanica. Questo fino al 4 maggio scorso quando viene nominato Giuseppe Orsi, ad di AgustaWestland, amministratore delegato. Guarguaglini rimane presidente con deleghe importanti sulle strategie e alleanze internazionali. Ma la sensazione e’ che, forse, proprio quella data segna l’inizio della fine. Nonostante le dichiarazioni di sintonia e accordo tra i due top manager, le cose sembrano stare diversamente. Dissidi che, certo, non aiutano a tenere la barra diritta nel mare agitato della crisi. Le turbolenze din un quadro economico fortemente peggiorato non risparmiano il gruppo, con i budget dei governi che si riducono nei settori strategici in cui opera Finmeccanica. E poi le tensioni geopolitiche su mercati importanti come il Nord Africa.
ANNUS HORRIBILIS – E’ l’annus horribilis di Finmeccanica, come certificheranno i conti dei primi 9 mesi e le previsioni per l’intero anno. Il fronte giudiziario diventa incandescente. Guarguaglini respinge, per mesi, le accuse di frode fiscale e false fatturazioni nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti assegnati dall’Enav a Selex Sistemi Integrati. Ma da questa battaglia uscira’ sconfitto. Nell’atto finale, a lui il cda del gruppo esprimera’ ‘i piu’ sentiti ringraziamenti per l’altissima professionalita’ e il proficuo impegno che hanno consentito la crescita e l’affermazione del gruppo nei mercati mondiali’.












