Christa Wolf, il ricordo del New York Times
01/12/2011 - La scrittrice proveniente dall’ex Germania dell’Est è deceduta a Berlino per cause ancora da indagare “Il passato non è morto; non è nemmeno passato”. Christa Wolf, nata Christa Ihlenfeld a Landsberg an der Warthe il 18 marzo 1929, è morta
La scrittrice proveniente dall’ex Germania dell’Est è deceduta a Berlino per cause ancora da indagare
“Il passato non è morto; non è nemmeno passato”. Christa Wolf, nata Christa Ihlenfeld a Landsberg an der Warthe il 18 marzo 1929, è morta a Berlino. La notizia della morte è stata diramata dall’editore Suhrkamp Verlag; non se ne conoscono le cause per il momento. Il New York Times on line le dedica questo ritratto.
GLORIA E DOLORE - Christa Wolf è stata spesso considerata una delle più importanti scrittrici tedesche. Dopo la gloria, ha conosciuto anche il dolore, a causa dell’accusa al momento delle Riunificazione di collusione con il regime comunista della Repubblica Democratica Tedesca. Celebrata in tutto il mondo come una degli autori che hanno contestato la Repubblica Democratica Tedesca ai temi della Guerra Fredda, è nata nel 1929 nella Prussia orientale (attuale Polonia) ed ha rappresentato il confronto tra l’ideale socialista e la realtà di una Germania devastata dalla divisione e poi riunita nel dolore. Dalle sue opere traspira tutta l’angoscia per la propria nazione, il futuro di una vita in una Germania riunita e tante domande sul ruolo della scrittrice e l’impegno politico. I suoi eroi vivono un conflitto con se stessi e con i tempi che vivono, sono poetici, ma inquieti, a volte angoscianti.
IL SENSO DELLA SCRITTURA - “Non dovremmo scrivere se non siamo costretti da una necessità interiore”, ha spiegato una volta in un’intervista, raccontando di essersi immaginata più come professoressa o insegnante. Giovane donna al termine della guerra, figlia di commercianti, è per ideali che si iscrive al Partito Comunista SED, seppur criticando le autorità del paese non ha mai rinnegato il proprio impegno per “l’altra Germania”. Nel 1989 sembrava non comprendere ancora la portata del cambiamento in corso, tanto da parteggiare per un’altra Repubblica Democratica Tedesca più umana e autenticamente democratica.
RAPPORTI CON LA STASI - La Wolf conquista il titolo di “stella decaduta” dopo che la sua immagine è stata macchiata ulteriormente dalla rivelazione del 1993 dei sui suoi contatti con la Stasi, la polizia segreta della Repubblica Democratica Tedesca nei primi anni ’60. Mentre la stampa la critica, la Wolf si ritira in California. Scrive “Un giorno all’anno. 1960-2000″, un testo dalle sfumature autobiografiche che raccoglie le pagine di diario scritte ogni 27 settembre di ognuno di quegli anni. Dal testo emergono i conflitti interiori e l’analisi lucida della società tedesca fino all’unificazione ed oltre. La Wolf si descrive come un “testimone di un tempo”, piuttosto che come un’autrice “contemporanea”. Nei romanzi “Riflessioni su Christa T.” (1968) e “Trama d’infanzia” (1976) esegue l’autopsia del nazismo, mentre è “Cassandra” del 1983 a renderla celebre nel mondo.












Collaborò anche con Alberto Stasi.