“La mamma di Langone era meglio se leggeva qualche libro in più”
30/11/2011 - Gli utenti di Twitter se la prendono con Camillo e la sua teoria secondo la quale più scolarizzazione per le donne vuol dire meno bambini Come ormai tantissimi sul web sanno già, Camillo Langone, giornalista di Libero, si è guadagnato
Gli utenti di Twitter se la prendono con Camillo e la sua teoria secondo la quale più scolarizzazione per le donne vuol dire meno bambini
Come ormai tantissimi sul web sanno già, Camillo Langone, giornalista di Libero, si è guadagnato il suo quarto d’ora di celebrità odierna di wahorlesca memoria con un pezzo dal titolo: “Togliete i libri alle donne e torneranno a fare figli”
ANTEFATTO - Nel pezzo Langone ha voluto specificare come ormai numerosi studi leghino “la scolarizzazione femminile e il declino demografico” fino alla conclusione illuminata: “se vogliamo riaprire qualche reparto maternità bisognerà risolversi a chiudere qualche facoltà”. Come dire che l’emancipazione femminile, lo studio e la possibilità di una carriera possano limitare la formazione di famiglie future. La soluzione è la più semplice. Donne restate a casa a far la calza e badare ai piccoli, al resto ci pensa papà. Con tanto di citazione di un ministro conservatore inglese, David Willets, e la seguente chiusura: “Questo dicono i numeri, non prendetevela con me”. Come dire, se ne lava le mani con la scusa dei numeri.
REAZIONI SU TWITTER…- Inevitabile la reazione rabbiosa della gente, specie di quella femminile. Ovvia cassa di risonanza per le proteste internet. In queste ore Twitter è carico di messaggi contro l’autore del pezzo, tanto che con una rapida ricerca utilizzando l’hashtag #langone, si arriva a questi risultati:
Io credo che a #Langone, ma più in generale a #Libero si possano applicare le leggi fondamentali della stupidità
Secondo #Langone, la Durex, la Hatù e la Akuel sono famose case editrici.
Laurea, dottorato, ricerca… praticamente anni buttati secondo #Langone
Lettera a un bambino mai nato. Suca #Langone
Vorrei dire a #Langone che ho amiche laureate e incinte…il problema in questo Paese è il #welfare…e sì, pure una misoginia latente.
La mamma di #Langone era meglio se leggeva qualche libro in più.
…E SU FACEBOOK – Ovviamente la notizia non poteva non essere commentata anche sul social network per eccellenza. Al di là della richiesta di scuse da parte di qualche utente maschio, come se l’essere appartenenti al genere dell’autore porti automaticamente nello schieramento “misoginia & affini” con conseguente smarcamento, sono molti che attaccano senza mezze misure l’autore e il giornale per aver assecondato una linea nella quale, in soldoni, ci si augura il ritorno della famiglia “tradizionale”.
Grazie Camillo Langone. Da qualunque capsula spazio temporale sei stato riesumato, grazie. Ci riporti a piè pari in un medioevo di cui nessuno sentiva la mancanza, e riabiliti la nobile dignità riproduttiva da allevamento dei conigli.Credo fortemente nella libertà di parola e di stampa e i toni provocatori sono sempre i benvenuti ma…Si avverte un disturbante compiacimento nel definirsi “sincero xenofobo”, subisce immediato raccapriccio all’illuminante prescrizione di “un’atomica al giorno per impedire gli arrivi dalla Siria, Libia o Egitto”. Tralasciando l’assoluta inutilità della parentesi teologico-statistica, ti segnalo che esistono svariati ambiti e contesti in cui poter inserire il termine “fertilizzante”: non ho remore nell’inserire il tuo articolo nella categoria dei concimi naturali.
camillo langone………fa rima con co…..in un nome un destino!!!!Vai a lavorare!!!
Ma chi è sto scemo?? Già siamo uno de paesi europei in cui si legge meno, (agli ultimi posti, come al solito per le cose importanti e nei primi per le puttanate e futilità) togliamo pure i libri alla gente? Ma va………..
che poi questo dà per scontato che più le donne sono scolarizzate e meno vogliono fare le mamme, quando potrebbe essere il contrario cioè: le donne che non vogliono saperne di fare figli non si pongono problemi a pensare solo a farsi una posizione sempre migliore e a scolarizzarsi sempre di più!
La madre dell’autore avrebbe dovuto leggere.
e poi scommetto che langone camillo è un pseudonimo ,chi può aver coraggio di firmare ‘sta schifezza?!?
OGGETTO DELLA DISCORDIA - Se ancora non vi siete imbattuti in questa pietra miliare del giornalismo, qui troverete il motivo del contendere. Oltretutto non può mancare l’attacco frontale contro i figli “che una volta erano braccia per i campi, ora bisogna mantenerli vita natural durante come stabilito dalla Corte di Cassazione”. Provocazione o convinzione? Non si sa. Resta una tesi sfortunata, che un quotidiano nazionale mai avrebbe dovuto pubblicare.












oddio, che in troppe siano più protese alla carriera che non alla famiglia, è una verità indissolubile, è altrettanto vero che non ci sia nulla di male: un figlio deve essere un atto d’amore, non un numero, non un egoismo.
fare figli per dovere è assurdo e medioevale, sarebbe anzi ora che si evolussero anche africane e asiatiche
Io già me lo immagino mentre va in giro per trasmissione televisive, o si organizzano puntate per discutere di questa “tesi” del presunto giornalista e lui tutto tronfio e vanaglorioso che spiega ed argomenta ahahahahaha ….in un mondo perfetto sarebbe già stato castrato e sottoposto ad inseminazione artificiale plurima …cosi giusto per fargli capire qualche cosa.
Un paio di anni fa se l’era presa pure con Piero Angela reo di essere un ateo amico di drogati e rockettari:
http://fabristol.wordpress.com/2009/09/21/il-calzino-bianco-ateista/
minc…. sono andata a leggere il pezzo su Piero Angela… ma per quale alchimia strana un visionario incompetente come Langone trova lavoro nella stampa? Va bene, si tratterà pure di Libero ma di bravi giornalisti che faticano a trovare un piccolissimo spazio sottopagato ce ne sono una marea!
giustamente una coppia può sopravvivere con uno stipendio solo e mantenere 3 figli…
Langone ha ragione. Se le donne fossero analfabete farebbero più figli. Il problema è proprio che Langone desidera un mondo dove le donne sono analfabete (e dove ci sono più figli). Talebani di tutto il mondo unitevi. E noi, che possiamo fare per contrastare imbecilli come Langone?
In realtà il problema non è certamente la scolarizzazione delle donne quanto il potere sociale che hanno raggiunto nel 20esimo secolo, naturalmente secondo il mio punto di vista forzato da una situazione preoccupante. Tempo fa lessi un articolo di psicologia inerente alla scarsa natalità e alla sterilità sempre in aumento dell’uomo moderno, una tesi affascinante che ne uscì parlava appunto del condizionamento inconscio, sempre più marcato, che la donna imprime all’uomo, indebolendolo. Le ragioni risiedono per l’appunto alla forte posizione sociale assunta dalla donna moderna rispetto a quella della prima metà del secolo scorso. Non possiamo bandire tutto ciò che è scomodo e che all’apparenza reputiamo superficiale, considerate che un articolo di questo tipo ci scandalizza ora ma avrebbe ricevuto vivi complimenti non molti anni fa. Di fronte ad una storia millenaria che saranno mai alcuni decenni? Aspettiamo a parlare, io davvero non escluderei nulla, stiamo vivendo un processo di forte deumanizzazione di cui ancora è difficile prevedere le conseguenze. Ci dimentichiamo che siamo animali e spesso ci rifiutiamo di guardarci indietro rammentando i nostri istinti primordiali. L’uguaglianza dei sessi è un fenomeno incalzante, tra i mammiferi, solo nella razza umana, inammissibile in altre specie. Qualche domanda è d’obbligo porsi. Purtroppo è un fenomeno davvero complesso che di certo si manifesterà quando ormai sarà troppo tardi .
Stavo pensando a come porre la mia risposta nel modo migliore per non risultare offensivo, ma temo di non averlo trovato. Se il tuo ragionamento venisse esteso, farei fatica a spiegarmi come mai non continuiamo a volteggiare felici sugli alberi, saltando di ramo in ramo…l’evoluzione deve sembrarti una gran brutta bestia, Franco.
L’evoluzione fintanto che non viene intaccata da agenti prettamente antropici è sempre positiva, il problema secondo me si verifica nel momento in cui la ragione si pone come guida suprema limitando ontologicamente ciò che siamo, ovvero semplici animali. La ragione ci ha condotto ad un’evoluzione nuova costruita su delle convinzioni umane e probabilmente effimere, stiamo cercando di trovare un ordine in una società che è già al di fuori degli schemi e non ci fermiamo a chiederci se è giusto perseguire questa strada. Se potessi berrei volentieri un caffè con qualche grande giurista dell’antica roma, sarei curioso di sentire il suo pensiero.
ALTRE DUE RISATE? http://corpifreddi.blogspot.com/2011/12/una-vita-da-camillo-langone.html
Gentile Franco,
a meno di non credere ad un’ipotesi di invasione aliena o ai supereroi, il cervello che abbiamo è anch’esso parte dell’evoluzione e della nostra natura, così come lo è la parola o meglio il linguaggio.
Se oggi si cerca la parità dei sessi a cercarla non sono alieni mascherati da esseri umani, sono esseri umani dotati dello stesso cervello che li ha da sempre portati a cambiare ciò che avevano di fronte (altrimenti non useremmo la ruota, anzi, ci saremmo estinti per il freddo o per il caldo perché nessuno ha mai visto dei bonobo o dei gorilla con il maglione di lana o che costruiscono abitazioni per ripararsi) pertanto tale cambiamento, tale ricerca fa parte dell’essere umano.
Vede Signor Franco, le persone con idee come le sue (non le persone come lei, si badi: sono le idee che critico, e tra l’altro almeno lei si esprime in una lingua corretta) mi fanno orrore, paura, schifo e pena in egual misura.
Perché lei dice che saremmo “semplici animali”.
Ebbene lei sbaglia. Non esistono “semplici animali” e seppure fosse noi non lo siamo perché abbiamo una serie di caratteristiche che ci rendono completamente diversi anche dai nostri parenti più prossimi del regno animale.
Non sfruttare questa caratteristica sarebbe un fatto molto grave, sarebbe un tradimento alla nostra specie, sarebbe l’unico comportamento davvero CONTRO NATURA che si potrebbe avere.
Io sono ateo quindi non ritengo di avere una scintilla divina in me, ma se lei crede in Dio dovrebbe pensare che noi siano stati fatti a Sua immagine e somiglianza.
E davvero Dio vorrebbe che nel nostro essere noi stessi, nel nostro vivere, continuiamo ad essere ignoranti e a comportarci come gli animali perché in fondo quello siamo?
Io non credo proprio.
Lo sa, Signor Franco, che quella dell’animale, dell’istinto, della primordialità è la scusa preferita di chiunque (e sottolineo chiunque) voglia commettere un crimine o cerchi una scusa per un atto immorale?
Se un tizio mi incontra per strada e mi spacca la testa a martellate perché secondo lui ho guardato troppo a lungo la sua compagna (o suo figlio, o la sua “tana” cioè la casa), quella persona si sta comportando come un animale. Cioè secondo lei dovrebbe andare bene.
Molti animali sono monogami, mi si dirà. Ma altrettanti non lo sono e sono promiscui, quindi chi è “innaturale”, l’uomo che si lascia morire dopo aver perduto la compagna di una vita (crimine, crimine, crimine dal punto di vista che so, di un bonobo o anche semplicemente di un gatto) o quello che fa sesso con chiunque?
Ma ora lei mi parlerà della morale, dell’etica, e quant’altro.
Ma quelli Signor Franco sono costrutti, sovrastrutture, pure invenzioni del genere umano! Eppure non ci vogliamo rinunciare, o sì?
Il matrimonio (civile o religioso che sia)?
Un’invenzione tutta umana!
Che facciamo, aboliamo?
Il tabù dell’incesto? Un tabù tutto umano!
Cuocere il cibo, o addirittura conservarlo???? ORRORE! STUPRO ALLA NATURA!!! SE LA CARNE PUZZA DOPO DUE GIORNI, CHE PUZZI!!!
Siamo più che animali, Signor Franco.
Per cui se lei crede nella famiglia tradizionale, questa è una sua idea che ha pieno diritto di avere e difendere, ma non la mascheri con scuse pseudonaturalistiche. La sostenga perché secondo lei è giusta, ma lasci stare la natura.