Interni

E il PD scacciò le mele marce…

5 febbraio 2009

Il partito di Veltroni ha finalmente preso una decisione: romperà l’alleanza con i responsabili di un’azione politica contrarian a quella dei DemocRats nostrani. E chi sono questi cattivoni che stanno per essere defenestrati?

A fare l’elenco delle grane con cui ha avuto a che fare il Pd negli ultimi mesi si rischierebbe di non finire mai. La notizia di questa settimana, però, è che finalmente la dirigenza dei democratici si è decisa a sbrogliare uno dei nodi che più degli altri ha causato danni e inciampi vari. La questione è quella delle alleanze, punto su cui il Pd ha avuto posizioni ondivaghe: le alleanze di nuovo conio e la vocazione maggioritaria di Veltroni, il proposito – poi disatteso – dell’andare da soli e le varie ritrattazioni che sono seguite alla sconfitta elettorale. Ora però il Pd ha deciso di affrontare di petto il problema: un’alleanza cattiva e inopportuna ha rappresentato infatti per i democratici un sostanziale autogol, un tradimento ai propri principi e un errore le cui conseguenze si sentono e si faranno ancora sentire. E’ ora – quindi – di chiudere definitivamente questo capitolo e dichiarare chiusa un’alleanza che non doveva mai essere siglata. Si parla dell’alleanza con Antonio Di Pietro? No: si parla dei radicali.

CACCIATELI VIA! - I radicali stipularono un accordo col Pd alla vigilia delle scorse elezioni politiche, trattando sul numero di membri eleggibili nelle liste e sui rimborsi elettorali: oggi la delegazione radicale in parlamento conta tre senatori e sei deputati, tutti appartenenti al gruppo parlamentare del Pd ma tutti con una notevole autonomia di movimento – i radicali «fanno eccezione», per dirla come il Veltroni di qualche tempo fa. L’autonomia dei radicali però ha creato nel corso dei mesi qualche malumore, e i nodi sono venuti al pettine in occasione della discussione sulla riforma della legge elettorale per le elezioni europee. I parlamentari radicali infatti sostengono che tale riforma sia «la solita legge italiota», «motivata partiticamente» e che «nessun paese europeo cambia la legge elettorale a febbraio». Conclusione: «In Italia lo stato di diritto gode di pessima salute». Apriti cielo!

CHE HA COMBINATO? – Il più arrabbiato di tutti è Antonello Giacomelli, deputato del Pd, popolare, caposegreteria di Dario Franceschini: «I bipartitisti americaneggianti del nostro Parlamento, i radicali, svolgono una patetica azione ostruzionistica sull’introduzione dello sbarramento del 4%». E poi: «Penso che il Pd abbia già commesso un errore alle elezioni politiche, che peraltro abbiamo pagato e stiamo ancora pagando. Spero che nessuno né Bettini né altro pensi di ripeterlo, altrimenti stavolta potrebbe essere, per il Pd, un errore mortale». Esultano rutelliani e teodem, ma non mancano le opinioni di diverso tenore, specie considerata la parte restante della polemica, che riguarda la presunta promessa fatta da Goffredo Bettini ai radicali alla vigilia delle elezioni politiche: «Pannella lo eleggiamo alle europee con 200mila preferenze». Bettini dice di non ricordarsi nulla, Giachetti e Realacci lo incalzano: «Pacta sunt servanda. Se questo è quello che è stato detto a Pannella da Bettini e da Veltroni all’epoca, questo va ripreso in considerazione». E’ il solito casino, insomma: i radicali rivendicano diritto di tribuna e autonomia di manovra, il Pd si chiede se è possibile ospitare nelle proprie liste persone che definiscono l’operato del partito come quello di «ladri di democrazia e moralità».

2 commenti a E il PD scacciò le mele marce…

  1. Io non dico piu niente su “questi”

  2. italiano

    vorrei capire per quale motivo i giornalisti nostrani continuino ad informarci sul nulla che fanno queste nullità di democratici che nulla rappresentano

    non sarebbe più opportuno soffermarci sull’ attività degli uomini di governo e valutare e criticare il loro operato o mancato operato ?

    capisco che è dovere dell’ informazione……ma ormai a tutti noi, che ce fraga ?

    sono pure brutti ed antipatici

    non ridono mai

    vedete, lo stesso Adipolpo Adipolpi, futuro capo del partito, ormai non reagisce più …..è diventato insensibile alle mazzate, nun parla, nun risponne agli amici,,,,,,

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