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I 7 momenti di Sanremo che hanno creato un pandemonio

Il Festival di Sanremo anche quest’anno ha catalizzato l’attenzione degli italiani che ora, grazie ai social network, possono commentare in tempo reale cosa accade sul palco dell’Ariston. Le cose belle vengono apprezzate, quelle che non incontrano il favore del pubblico sono criticate. E noi ci occupiamo di queste ultime, presentandovi i sette momenti del Festival che negli ultimi anni hanno fatto arrabbiare tutti.

I 7 momenti di Sanremo che hanno fatto arrabbiare tutti
Fabio Ferrari – LaPresse

 

  • Il monologo di Adriano Celentano (Sanremo 2012)

Adriano Celentano fu l’ospite di punta del sessantaduesimo Festival di Sanremo, condotto da Gianni Morandi. Il suo monologo parte con sirene e boati. E lui emerge dal caos lanciando un attacco alle testate come Avvenire e Famiglia Cristiana, accusandole di occuparsi di politica anziché parlare di Dio. Il Molleggiato se la prese anche con la religione, elogiando allo stesso tempo Don Gallo: «Quello che non sopporto di preti e frati è che non parlano mai della cosa più importante e cioè del motivo per cui siamo nati». Celentano attaccò poi Montezemolo ed i suoi treni veloci in un periodo in cui i dipendenti della Wagon Lits lottavano su una torre per il loro posto di lavoro e se la prese con la Consulta che bocciò i referendum abrogativi del Porcellum.

I 7 momenti di Sanremo che hanno fatto arrabbiare tutti
LaPresse
  • Adriano Celentano contro i collegamenti nelle zone di guerra (Sanremo 2004)

Otto anni prima il Molleggiato fu nuovamente nell’occhio del ciclone per via di una sua affermazione nel corso della 54esima edizione del Festival, condotto da Simona Ventura: «amo i carabinieri… ma cosa c’entra il collegamento col festival a Nassiriya?». Eravamo nel pieno della guerra in Iraq ed in città nel 2003 ci fu un attentato che costò la vita a 25 membri della Benemerita. Brusio in sala, sorpresa, qualche urlo. E Celentano che continua a parlare. In Iraq è il delirio. Alcuni se ne vanno, il cappellano è scuro in volto, i vertici locali delle forze armate sono sconcertati. Simona Ventura commentò così: «So che a Nassirya si sono arrabbiati moltissimo per le parole di Celentano. Io non sono d’accordo con lui ma ognuno deve poter esprimere la propria opinione».

I 7 momenti di Sanremo che hanno fatto arrabbiare tutti
(lapresse)

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  • La performance dei Placebo con tanto di amplificatore sfondato (Sanremo 2001)

Quattordici anni fa i Placebo fecero discutere tutta Italia per una performance sicuramente sopra le righe per una platea compassata come quella di Sanremo. Tale performance si chiude in un modo sconcertante per alcuni, incredibile per altri. Brian Molko, leader del gruppo, nella serata di venerdì 2 marzo al termine dell’esibizione con la chitarra distrusse un amplificatore facendolo poi cadere dal palco. Il pubblico accolse la cosa con vibranti fischi. Davidemaggio a tal proposito ci propone le parole di Brian Molko che si accorse che il Festival non era proprio il luogo giusto per una loro esibizione:

Ci sembrava la reazione più adatta, a quel tempo. Non dormivamo da due giorni e l’unica maniera per restare svegli era bere fin dal pomeriggio. E poi eravamo scazzati perchè nessuno ci aveva detto come era il Festival. Ci sembrava di essere finiti in mezzo a una sciarada. A nessuno gliene fregava assolutamente niente di noi. Quando venne il nostro momento, c’erano in platea tutti questi vecchi grassi in giacca e cravatta, con le loro donne in abito da sera. Qualcosa ha fatto click nella mia testa ed è scattata una reazione primordiale. Vaffanculo tutta ’sta roba, mi sono detto; non dovrei nemmeno essere qua! La sola cosa che mi è rimasta impressa nella memoria era la gente che dallla sala mi gridava: “Pezzo di merda”…

I 7 momenti di Sanremo che hanno fatto arrabbiare tutti
(lapresse)
  • Povia, i gay ed i cartelli (Sanremo 2009)

«Nessuno in fondo sa com’è fatto un altro». «Serenità meglio che felicità». «Ognuno difende la sua verità». Povia spacca Sanremo con la sua canzone, «Luca era gay» e con i cartelli recanti i tre messaggi sovracitati. Nel brano, secondo l’accusa delle associazioni per i diritti della comunità Lgbt, l’omosessualità viene trattata come una malattia dalla quale il protagonista sarebbe guarito. Le polemiche non mancarono già prima dell’esibizione, con il conduttore Paolo Bonolis che prese le difese del cantante. Per la cronaca, il testo parla di un certo Massimiliano che a causa di una situazione difficile a livello sentimentale, familiare ed emotivo viene spinto ad un’esperienza omosessuale prima di scoprire la sua vera natura grazie ad una donna, donna che allontana la presenza di una madre morbosa. Il brano arrivò secondo, venne premiato con il premio Mogol per il miglior testo dell’anno.

I 7 momenti di Sanremo che hanno fatto arrabbiare tutti
(lapresse)
  • Gianni Morandi e gli attacchi della comunità gay (Sanremo 2012)

Gianni Morandi, conduttore di quell’edizione del Festival, venne preso di mira dalle associazioni gay per via del suo continuo ripetere «non ho nulla contro gli omosessuali» durante uno sketch de «I soliti idioti», sketch in cui è stato inscenato un matrimonio gay e che si è concluso con un bacio sulla bocca tra Morandi, preso alla sprovvista, e Fabrizio Biggio. L’indomani Morandi si definì «sorpreso» dalle polemiche promettendo un’ammenda che sarebbe arrivata la sera stessa, come riportato da Tv Blog:

Morandi (dal nulla, cambiando argomento): «A proposito di ieri sera, io amo i gay eh…». Gelo. Poi quasi si ripete: «Non ho niente contro…»
Papaleo lo interrompe: «Adoro…»
Morandi: «Adoro i gay».
Papaleo: «Bisogna dire così. Adoro i gay…»
Morandi: «Si sono incavolati..»
Papaleo: «E se qualche sera sono un po’ brillo…»

I 7 momenti di Sanremo che hanno fatto arrabbiare tutti
Fabio Ferrari/LaPresse
  • Maurizio Crozza, Berlusconi ed i contestatori (Sanremo 2013)

Maurizio Crozza non ha passato un bel momento in quell’edizione del Festival condotta da Fabio Fazio. Il comico genovese ha iniziato imitando Silvio Berlusconi, ricevendo in cambio grida ed insulti, oltre che inviti ad abbandonare il palco. La contestazione durò un minuto abbondante, con Crozza visibilmente imbarazzato e colpito da quanto stava accadendo. Fabio Fazio, intervenuto per ristabilire la calma, ci mise un po’ per far ripartire lo show. Uno dei contestatori fu individuato in Letterio Munafò, pugliese, esponente del Pdl:

Il discorso di Crozza è stato violento. Se avesse iniziato criticando gli altri avrei fatto la stessa cosa. Si poteva chiamare Crozza o con un altro nome, io ero andato a Sanremo per la canzone italiana e invece mi sono ritrovato a “Tribuna politica”. Volevo essere trattato da italiano e invece sono stato trattato come un rappresentante del popolo più stupido del mondo

 

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(rai.tv)
  • Alessandro Siani, Brunetta e le gag che hanno perplesso l’Italia (Sanremo 2014)

L’esibizione di Alessandro Siani al Festival ha lasciato uno strascico decisamente inaspettato negli uffici della Rai. Dalle battute al bambino sovrappeso (Ce la fai a entrare nella poltrona? Da lontano pensavo fosse una comitiva, invece era uno solo) all’auto blu di Brunetta (scambiata per quella di un papà che accompagna il bimbo a scuola “col seggiolone”) passando per Pupo, Matteo Renzi e la Salerno-Reggio Calabria (poi dicono che Gesù Cristo si è fermato ad Eboli, e ti credo: ha visto il traffico, ha messo la freccia ed è uscito a Battipaglia), in Rete è stato un fiorire d’accuse nei confronti del comico napoletano che certo sperava come il suo impegno durato circa mezz’ora avesse ben altra accoglienza.