La Rai non può più sperperare a carico nostro

29/11/2011 - Le News con televideo, meno sedi estere, basta esterni: le misure contro la crisi di viale Mazzini L’integrazione delle redazioni di Rainews con Televideo, la riduzione delle sedi estere, la cessione di immobili non operativi. Sono alcune delle misure approvate

     
 

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Le News con televideo, meno sedi estere, basta esterni: le misure contro la crisi di viale Mazzini

L’integrazione delle redazioni di Rainews con Televideo, la riduzione delle sedi estere, la cessione di immobili non operativi. Sono alcune delle misure approvate all’unanimita’ dal consiglio di amministrazione della Rai, che dovrebbero consentire risparmi a regime per 85 milioni di euro in grado di mettere un freno al passivo previsto per il prossimo anno. A Viale Mazzini si e’ discusso anche del rinnovo del contratto per i diritti sportivi in chiaro. Le richieste dalla Lega Calcio sono considerate eccessive e, se non diminuiranno, ‘Novantesimo minuto’ verra’ tagliato. Per ora e’ certo che un altro programma storico non verra’ piu’ trasmesso: ‘Mi manda Rai3′, ma questa volta per gli ascolti non positivi.

LE MISURE - La Rai precisa che le misure si aggiungono alla manovra di 70 milioni di euro varata a maggio 2011, saranno seguite da altri interventi nel budget 2012 e troveranno completamento nel Piano Industriale 2012-2014 in fase di predisposizione. Le sedi estere passeranno dalle 15 attuali a 9: verranno chiuse Madrid, Istanbul, Nairobi, Mosca, Buenos Aires e Beirut, mentre resteranno operative Berlino, Bruxelles, Il Cairo, Gerusalemme, Londra, New York e Washington, Parigi e Pechino. Un’agenzia esterna fornira’, invece, il supporto logistico ai corrispondenti. Tra gli interventi, oltre all’integrazione delle testate giornalistiche Rai News e Televideo, il taglio della produzione di Rai Italia, destinata agli italiani all’estero, che proporra’ il meglio dell’offerta dei canali generalisti e specializzati.

INTERVENTI SULLE ESTERNE – Risparmi dovrebbero essere garantiti anche da interventi sull’utilizzo delle riprese esterne e da una rivisitazione delle policy aziendali. Plaude all’unanimita’ della decisione il consigliere Antonio Verro, mentre il collega Giorgio Van Straten chiede che ‘con la nuova situazione politica si proceda il piu’ possibile con scelte condivise’. ‘Le misure rappresentano un primo indispensabile passo sulla via del risanamento ma non sono ancora sufficienti’, sostiene invece l’altro consigliere Nino Rizzo Nervo. ‘Non accetteremo tagli al prodotto. Men che meno mentre proseguono sperperi altrove’, e’ la prima reazione dell’Usigrai che chiede un incontro urgente all’azienda. Secondo il segretario della Slc Cgil, Emilio Miceli ‘si taglia il prodotto diminuendo la qualita’ della offerta, anziche’ intervenire sulle collaborazioni’ che rappresentano ‘un’area discrezionale al servizio della politica’.

I DIRITTI SPORTIVI – Sul tema dei diritti sportivi, la Rai precisa che ‘sono ancora in corso complesse trattative con la Lega Calcio’. I consiglieri hanno ritenuto eccessiva la richiesta della controparte che per i diritti in chiaro per il 2012-2015 chiede 25 milioni di euro. Se non ci sara’ una riduzione della richiesta, l’azienda pubblica potrebbe decidere di conservare i diritti per la Domenica Sportiva, tagliando Novantesimo Minuto, Stadio Sprint e Sabato Sprint. La decisione sara’ comunque presa entro i primi dieci giorni di dicembre.
Il cda si riunira’ nuovamente giovedi’ prossimo e all’ordine del giorno tornera’ un piccolo pacchetto di nomine: Carlo Nardello per lo Sviluppo strategico, Valerio Fiorespino alle Risorse Televisive e Giancarlo Biacca alla vicedirezione Abbonamenti. (ANSA).

     
 

8 Commenti

  1. Rai Merda scrive:

    pagare il canone rischia di diventare un optional…

    • brain_use scrive:

      Per quel che mi riguarda è uno spreco.

      Guardo pochissima tv: natgeo e discovery (su sky), qualche telefilm (rigorosamente americano, sempre su sky).
      News sul web e film in dvd: quelli di sky costano troppo e sulla tv generalista il convento non passa granché.

      Praticamente zero time sulla generalista, compreso il cosiddetto “servizio pubblico”, i suoi reality, i suoi boyager e le sue trasmissioni di propaganda politica. Nonché la sua pubblicitò, mica tanto inferiore a quella delle tv “aggratiss”…

      Ma, essendo una tassa invece che una tariffa… tocca pagare, pur sapendo bene che sono soldi buttati.

  2. rokko scrive:

    se si pensa che si sono permessi il lusso di chiudere annozero, che fruttata circa dieci milioni l’anno di utile..

  3. amen scrive:

    un altro esempio –dove i partiti mettono le mani”sporche”,….. ma quando qualcuno dirà che i partiti devono arretrare nei limiti costituzionali e finire di intromettersi nella gestione di enti…fanno solo danni creando apparati a loro servizio costosi ed inutili-1000giornalisticon grande percentuale di non laureati- eccezion fatta per il personale tecnico,….

  4. '' - '' scrive:

    Rinunciare a trasmissioni e conduttori ”in attivo”, che portavano soldi alla rai, e tenersi conduttori ”in passivo”, conseguenti ad ascolti sempre più bassi ha portato a questo, il tutto per far piacere ad un vecchio porco corrotto, che da questo ci guadagna doppiamente perchè portano soldi alle sue aziende, ed in più non ha contradditorio mediatico alle sue cazzate.

  5. Clà scrive:

    Chiudere la sede di Buenos Aires che ha milioni di italiani residenti ma lasciarne una marea in Europa…che scelta intelligentissima!!!

  6. Jonathan scrive:

    Almeno abbiate il coraggio di salvare Tutto il Calcio Minuto x Minuto se intanto di tagliare tutto il tagliabile…

  7. vilcoijote scrive:

    Potrebbe intanto richiedere indietro i soldi spesi, al direttorissimo funzionale al biscione, ed anche i danni, causati da quel gran figlio di mignotta di masi, che pensa come berluschino, che la gnocca, li premia perchè sono portatori sani di una gran faccia da kulo….

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