“Fumo 30 canne al giorno”

Lo ha detto una giovane pusher davanti al giudice E’ più facile credere ad una strategia difensiva che punta a...

Lo ha detto una giovane pusher davanti al giudice

E’ più facile credere ad una strategia difensiva che punta a dimostrare un ingente uso personale di sostanze stupefacenti che ad un reale, abnorme, ricorso alle droghe leggere. Una ragazza sarda di 19 anni, arrestata per spaccio di hascisc, si è difesa davanti al giudice sostenendo di fumare “30 canne al giorno”.

40 GRAMMI DI HASCISC - Lo racconta oggi L’Unione Sarda:

«Fumo trenta canne al giorno», ha spiegato ieri al giudice Alessandra Manca, 19 anni, di Iglesias, al secondo arresto nel giro di tre mesi. L’accusa, in entrambi i casi, è di detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio: in agosto era stata trovata in possesso di un modesto quantitativo di cocaina e, al processo per direttissima, aveva patteggiato una pena a nove mesi da scontare agli arresti domiciliari; domenica scorsa, però, gli agenti del commissariato di polizia guidato dal commissario Gabriella Comi sono andati a trovarla in casa, nel quartiere di Serra Perdosa, e ci hanno trovato poco meno di 40 grammi di hascisc, cartine e filtrini, un coltellino con la lama sporca e un bilancino elettronico. Per la ragazza è scattato l’arresto.

SPACCIATRICE O TOSSICODIPENDENTE? - Le prove a sostegno delle tesi dell’accusa sono convincenti. Ma la difesa della presunta pusher è inamovibile. E scatena un vero e proprio braccio di ferro:

Per gli investigatori, che la tenevano d’occhio e si sono mossi quando, anche in base ai suggerimenti di una fonte confidenziale, sapevano di poter trovare droga in casa, Alessandra Manca è una spacciatrice. Per il suo difensore, l’avvocato Gianluca Aste, è invece una tossicodipendente. Ieri mattina, all’apertura del processo con rito direttissimo, il legale ha spiegato al giudice che la sua cliente è in cura al SerD di Iglesias, e lei stessa ha confermato uno stato di dipendenza: «Fumo trenta canne al giorno». Il giudice ha convalidato l’arresto ma non ha disposto misure restrittive: Alessandra Manca torna così agli arresti domiciliari. La prossima udienza si terrà la settimana prossima. L’accusa punterà sul rinvenimento, oltre che dell’hascisc, del coltellino e del bilancino: materiale compatibile con il confezionamento delle dosi da rivendere. La difesa, invece, sottolineerà il processo terapeutico in corso e il fatto che a casa della diciannovenne siano stati trovati filtrini e cartine, compatibili con il consumo personale.