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Vigili assenteisti, tre indagati per interruzione di pubblico servizio

ROMA – Tre agenti del corpo di polizia Roma Capitale sono stati iscritti nel registro degli indagati per la diserzione collettiva di Capodanno. L’avviso di garanzia è scattato contemporaneamente alle perquisizioni della Finanza negli uffici del I Gruppo. Al vaglio del Nucleo speciale frodi tecnologiche l’intero contenuto dei computer dei vigili, per tentare scoprire, dalle mail, se le assenze collettive furono organizzate o meno. Per i tre agenti già finiti nel mirino della procura l’accusa è di interruzione di pubblico servizio, ma a rischiare ci sarebbero altri 28 vigili, 4 comandanti e 31 medici.

LA VICENDA – Nella relazione che il vice comandante Raffaella Modaferri ha presentato al procuratore capo Giuseppe Pignatone si legge di 767 vigili assenti, di cui 571 per malattia, 63 per donazione del sangue, 81 per assistere un parente malato o disabile e 53 non si sono presentati a lavoro per gravi motivi familiari, in applicazione della legge 53. L magistratura intende accertare se dietro le assenze di massa del 31 dicembre ci fosse qualcuno a tirare i fili. I primi dissapori tra il Comandante Raffaele Clemente e i suoi sottoposti cominciano in seguito all’osservanza della legge anticorruzione, che prevedeva la rotazione di 100 dipendenti. La scelta non è piaciuta agli agenti che hanno manifestato contro il comandante con cartelli “Io ho le mani pulite”, come a voler dimostrare che la turnazione non fosse necessaria. Nei giorni successivi le sigle sindacali hanno fatto circolare tra gli agenti volantini che invitavano a non rendersi disponibili per gli straordinari dal 20 dicembre al 15 gennaio, giorno in cui avrebbe dovuto iniziare la rotazione.

Roma, sciopero dei vigili urbani contro il comandante Clemente

ULTERIORI ACCERTAMENTI – Sotto esame anche la posizione dei comandanti di alcuni gruppi, che non avrebbero controllato i certificati medici: «risultava infatti – scrive la Modaferri – che quattro dirigenti non avevano provveduto ad effettuare le prescritte richieste di visite fiscali nella giornata del 31 dicembre 2014», ma c’è di più, «Dall’analisi della documentazione è emerso che 31 medici hanno rilasciato certtificati a giustificazione delle assenze dei dipendenti sulla cui legittimità si avanzano dubbi. I sanitari hanno, fra l’altro, dato la prognosi comprendendo il giorno antecedente, in alcuni casi anche due, a quello della reale visita medica presso l’ambulatorio. In un caso, il sanitario ha certificato la visita presso un albergo».