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Lista Falciani: i consigli di Hsbc ai clienti per evadere le tasse

La banca forniva consigli ai suoi clienti su come aggirare il Fisco ed evadere le tasse sui depositi senza rischiare di essere scoperti. È quanto raccontato dal quotidiano francese Le Monde e ripreso dal Corriere della Sera in un articolo del corrispondente da Parigi Stefano Montefiori. I fatti risalgono al febbraio 2005, quando la banca britannica Hsbc inviò una lettera ai suoi correntisti avvertendoli che a partire dal primo luglio di quell’anno sarebbe entrata in vigore una nuova tassa europea sul risparmio.

 

HSBC Bank ha aiutato i clienti ad evadere milioni di tasse(Foto: Daniel Leal-Olivas / LaPresse)

 

HSBC, CONSIGLI AI CLIENTI PER EVADERE LE TASSE – Non si trattava di un semplice messaggio di cortesia. Hsbc avvertiva i clienti che la nuova tassa avrebbe riguardato le persone fisiche e non le società e che avrebbero potuto aggirarla sfruttando «numerosi strumenti e strutture finanziarie». Scrive Montefiori:

Secondo la ricostruzione di Le Monde, ecco come funziona. Poniamo che il signor Mario Rosso abbia a disposizione almeno un milione di euro, la soglia di ingresso per farsi seguire da Hsbc Private Bank. Fa visita alla banca a Ginevra, o incontra un suo emissario in un grande albergo. Al signor Rosso viene attribuita un’identità numerica, associata a uno o più conti che serviranno per custodire il suo denaro. Il cliente smette di essere indicato come Rosso e diventa per esempio «67832 KJ». È «67832 KJ» a detenere i conti con il denaro. La banca propone poi a «67832 KJ» di aprire, a Panama o alla Isole Vergini britanniche, una società fittizia che chiameremo per esempio «Offshore Limited», alla quale vengono attribuiti i conti. Il signor Rosso agisce come mandatario della «Offshore Limited», e a questo titolo può disporre dei soldi della società (che sono i suoi), facendo operazioni negli uffici della banca a Ginevra, senza lasciare tracce.

 

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HSBC, INDAGINE A TORINO SULLA LISTA FALCIANI – Intanto prosegue l’indagine della procura di Torino sui nomi dei clienti italiani della Hsbc finiti nella cosiddetta «nuova lista Falciani». Gli investigatori della Guardia di Finanza lavorano a quell’elenco (rubato dall’informatico Hervé Falciani nel 2008 da una filiale di Ginevra) dalla primavera dello scorso anno. Una prima lista di 7mila nomi, in realtà, era stata già fornita nel 2010 dalla procura di Nizza, quando il caso Falciani venne alla luce. I dati più recenti sono invece giunti da Madrid, visto che Falciani collabora anche con le autorità spagnole. Nel nuovo elenco si troverebbero dunque i nomi dei clienti della prima lista e probabilmente altri 500 nominativi, tra persone fisiche e giuridiche. Fabrizio Massari sul Corriere della Sera fa il punto sulle indagini:

Il fascicolo è in mano al procuratore aggiunto Alberto Perduca. Per il filone del 2010 sarebbero circa 250 le persone su cui Torino sta ancora indagando. Gli altri nominativi erano stati girati alle procure territorialmente competenti per le verifiche. Ai pm di Milano arrivarono 2.100 posizioni, a quelli di Roma circa 700, oggi quasi tutte archiviate per prescrizione.

 Contemporaneamente anche la Guardia di Finanza aveva ottenuto dalla Francia la lista attraverso il programma di cooperazione amministrativa ai fini fiscali e aveva avviato le verifiche sul territorio. Ieri è stato tracciato un bilancio aggiornato: sui 5.439 nominativi segnalati ai vari reparti territoriali nel 2010 sono stati conclusi 3.276 interventi ispettivi, dai quali sono emersi 741 milioni di imposte sui redditi evase e 4,5 milioni di Iva non versata. Le altre posizioni non sono state esaminate perché i titolari non avevano effettuato movimentazioni. I denunciati per reati tributari sono stati 190, gli evasori totali scoperti 101. Fino ad oggi il Fisco ha potuto riscuotere circa 30 milioni di euro.

(Foto di copertina da archivio LaPresse. Credit: Reuters / Arnd Wiegmann)