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Ecco i nomi della lista Falciani: 7mila sono italiani

LISTA FALCIANI, CENTOMILA CONTI SVIZZERI SVELATI

Politici, imprenditori, evasori, vip e star di Hollywood, modelli e campioni dello sport, ma anche faccendieri, mediatori di tangenti, trafficanti di armi e di diamanti. La pubblicazione della lista Falciani, l’archivio trafugato dall’ex funzionario della banca Hsbc e svelato dopo anni di indiscrezioni, ha fatto emergere un lungo elenco di circa centomila clienti che hanno deposito tra il novembre 2006 e marzo 2007 180 miliardi di euro nei forzieri della filiale svizzera Hsbc Private Bank. Fondi sui quali c’è l’ombra pesante dell’evasione fiscale. Un tesoro nascosto al Fisco. Come ha spiegato l’Espresso (che fa parte del consorzio di giornalismo investigativo “Icij”, con sede a Washington, che ha lavorato all’inchiesta, ndr) nella lista Falciani ci sono anche 7mila clienti italiani. Nel 2007 custodivano circa sei miliardi e mezzo di euro nei forzieri della banca, in parte leciti e in parte illegali. E nella lista compaiono per il nostro Paese anche i nomi dello stilista Valentino Garavani, di Flavio Briatore e di Valentino Rossi. I quali hanno però replicato all’Epresso di non avere più conti in sospeso col Fisco italiano.

 

Lista Falciani
L’inchiesta del consorzio giornalistico ICIJ

LISTA FALCIANI, TUTTI I NOMI

L’ex funzionario di Hsbc Hervé Falciani era stato accusato dalla banca svizzera di avere sottratto informazioni, ma quando era stato arrestato in Costa Azzurra su richiesta delle autorità svizzere l’uomo aveva collaborato con i magistrati francesi e consegnato una lista di 3mila nomi di evasori fiscali transalpini, come riporta anche il Corriere della Sera. Ora, con le nuove rivelazioni, emerge un lungo elenco di persone in tutto il mondo, in un’inchiesta ribattezzata “Swissleaks“:

«Tra le quali gli attori John Malkovich e Gad Elmaleh, il re del Marocco Mohammed VI oggi in visita a Parigi e quello giordano Abdullah II, i cantanti Phil Collins e Tina Turner, gli sportivi Fernando Alonso e Valentino Rossi, Flavio Briatore e lo stilista Valentino, l’attrice Joan Collins e la modella Elle McPherson, il banchiere spagnolo Emilio Botín (morto nel settembre 2014) del Banco Santander. Il consorzio «Icij» precisa peraltro che la presenza di alcuni nomi nell’inchiesta non significa automaticamente che abbiano commesso reati, o che non abbiano regolarizzato la loro posizione con i rispettivi governi», si legge sul Corriere della Sera.

In particolare, Valentino aveva negli anni ’06-’07 oltre 100 milioni di euro sui conti della Hsbc, mentre l’ex patron del Billionaire aveva depositato 73 milioni in diversi conti. Il campione di motociclismo Valentino Rossi aveva invece 23 milioni.

ITALIA QUINTA PER NUMERO DI CLIENTI

Come emerge dall’inchiesta, per numero di clienti il nostro paese si piazza al quinto posto in classifica per numero di clienti (7499 per la precisione) che hanno fatto uso dei servizi di uno dei più grandi gruppi bancari mondiali. Al vertice c’è la Svizzera (11.235 clienti), poi Francia (9.187), Regno Unito (8.848) e Brasile (8.667). In merito alle somme depositate nei conti svizzeri, invece, l’Italia è al settimo posto, con 7,4 miliardi di dollari. E, si precisa, il cliente italiano che aveva affidato alla filiale svizzera la quantità di denaro maggiore aveva depositato un miliardo e 200 milioni di dollari.

Già nel 2010 il governo francese aveva distribuito la lista Falciani ad altri Paesi, in modo tale che potessero sondare e verificare le posizioni dei loro cittadini. Alcuni Stati, come la Gran Bretagna, la Spagna e la Francia, sono riusciti a recuperare centinaia di milioni di imposte arretrate (220 milioni nel Paese iberico, 188 Parigi). Anche nel nostro Paese diverse sono state le indagini per frode fiscale, ma c’è stata una disputa sulla possibilità di usare i dati e diversi sono stati i ricorsi aperti.

Come riporta l’Espresso nell’articolo a firma di Gianluca Di Feo e Leo Sisti, si spiega come, coperti dall’anonimato garantito dalla filiale svizzera, politici e uomini d’affari di tutto il mondo avessero depositato ingenti somme di denaro:

«Ci sono numerosi conti di Rami Makhlouf, cugino del presidente siriano Bashar al Assad considerato la mente finanziaria del regime di Damasco. […] Rachid Mohamed Rachid, ministro egiziano del Commercio con l’estero, scappato dal Cairo durante la rivolta contro Mubarak, aveva una procura su un conto del valore 31 milioni di dollari: non a caso è stato condannato in contumacia per aver dilapidato fondi pubblici. Ad Haiti operava Frantz Merceron, ora deceduto, ritenuto l’uomo delle tangenti per conto dell’ex presidente Jean Claude “Baby Doc” Duvalier. [..] Personaggi colpiti dalle sanzioni americane per i rapporti con le dittature. Come ad esempio, Selim Alguadis, uomo d’affari turco, sospettato di aver fornito alla Libia di Gheddafi componenti dual use suscettibili di essere impiegate per un progetto di armi nucleari. O come Gennady Timchenko, miliardario e amico intimo dal presidente russo Vladimir Putin, finito nel mirino degli Stati Uniti dopo la crisi ucraina. E c’è un deposito perfino riconducibile a Li Xiaolin, figlia dell’ex primo ministro cinese Li Peng, protagonista della repressione di piazza Tienammen. Ma ci sono anche i conti di numerosi imprenditori che hanno finanziato la fondazione di Bill Clinton, l’ex candidato repubblicano alla presidenza statunitense Mitt Romney e le conferenze dell’ex sindaco di New York Rudolf Giuliani»

LA POSIZIONE DI HSBC

Di fronte alle domande del Guardian , la banca Hsbc ha ammesso i comportamenti irregolari della filiale svizzera, precisando però come per diversi anni dopo l’acquisto nel 1999 la stessa Hsbc Private Bank a Ginevra fosse rimasta sostanzialmente indipendente all’interno del gruppo. Di conseguenza, si è difesa Hsbc, questo avrebbe comportato «standard molto più bassi in termine di controllo».