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Non si ferma la vendetta della Giordania

I jet della Giordania non si fermano e dopo il raid su Mosul di ieri, oggi hanno portato morte e distruzione su Raqqa, la roccaforte dell’ISIS in Siria. Tuttavia la notizia (riportata anche da noi) della presenza sui caccia di Re Abdulla è stata in seguito smentita dai militari giordani. Qui spieghiamo come è nata la falsa notizia.

abdullah

LA VENDETTA DELLA GIORDANIA – Vendetta, tremenda vendetta, la chiedono i giordani e il re Abdullah II è d’accordo, così dopo l’esecuzione dei prigionieri dell’ISIS detenuti in Giordania si è passati ai bombardamenti aerei sugli uomini del Califfato.

IL RE CHE BOMBARDA – L’orrenda esecuzione del pilota giordano Muath Al-Kaseasbeh ha fatto andare su tutte le furie i giordani, che una volta dato sfogo alla commozione e al lutto sono passati all’azione, con il re Abdullah II che ha preso personalmente in mano il comando delle operazioni.

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LA DICHIARAZIONE DI ABDULLAH – Il re ha annunciato un guerra senza quartiere all’ISIS in un lancio dell’agenzia Petra: «La risposta della Giordania e del suo esercito arabo a quello che il loro figlio ha sofferto nell’atto criminale e codardo, sarò dura, perché questa organizzazione terroristica non sta solo combattendo noi, ma il vero Islam e i suoi valori. Combattiamo questa guerra per proteggere la nostra fede, i nostri valori e i principi umanitari, e la nostra lotta per questi valori sarà senza soste, cercheremo questi criminali e li colpiremo nelle loro case» .

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