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Gli assurdi costi del Quirinale: la prima sfida di Mattarella

In tempi di crisi della rappresentanza politica la necessità di ridurre la spesa per i “palazzi della Casta” può riguardare anche il Presidente della Repubblica e quindi chiamare in causa il neoeletto Sergio Mattarella? La risposta non può che essere affermativa, se si considera che uno dei costi eccessivi che lo Stato mette a bilancio è proprio quello della residenza del capo dello Stato. Il Quirinale ci costa circa 23o milioni di euro l’anno. Molto di più, troppo, rispetto alle spese per l’Eliseo in Francia e Buckingham Palace nel Regno Unito, che si fermano rispettivamente a circa 110 e 60 milioni.

 

Camera dei Deputati - Giuramento del Presidente della Repubblica(Foto di Roberto Monaldo da archivio LaPresse)

 

Dunque, da dove si può cominciare? Innanzitutto va precisato che i margini per riuscirci ci sono. Alcuni numeri parlano chiaro. Il bilancio di previsione del Quirinale per l’anno finanziario 2015 parla di spesa per l’acquisto di beni e servizi per 15 milioni. Di questi ultimi 660mila euro vengono spesi per la gestione di autoparco e mobilità, 338mila per la locazione e la gestione degli automezzi e i mezzi agricoli della Tenuta di Castelporziano, 198mila per la movimentazione di materiali, 190mila per carburante e lubrificante, 73mila per materiali di consumo per uffici e reparti, 190mila per la cancelleria, 270mila per biancheria e vestiario da lavoro, 290mila per l’hardware, 733mila per i software, 470mila per gli arredi e 2 milioni 600mila per immobili e impianti. Senza considerare il conto salato delle forniture di energia. Per l’elettricità il Quirinale si presume spenderà quest’anno 1 milione 730mila euro, 420mila per l’acqua, 750mila per gas e combustibili, 15mila per canoni radiotelevisivi. E non va dimenticato il principale dei costi, quello relativo al personale (oltre 1.600 unità), che grava sul bilancio del Quirinale per 113 milioni 803mila euro.

 

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E cosa è stato fatto finora? Il doppio mandato alla presidenza della Repubblica di Giorgio Napolitano ha senz’altro cominciato a segnare un’inversione di tendenza rispetto al passato.  Lo scorso dicembre, ad esempio, il capo dello Stato ha firmato un decreto per l’introduzione di nuove norme e tabelle stipendiali per il personale del Colle (riducendo in media il trattamento retributivo per il personale di futuro reclutamento del 15%), e per l’introduzione per il collocamento a riposo anticipato del limite di età di 60 anni. Scelte che si sono aggiunte al tetto di 240mila euro annui lordi previsti dal dl n. 66 dello scorso 24 aprile, alla proroga del blocco di ogni adeguamento autometico e contrattuale delle retribuzioni e delle pensioni, al taglio delle indennità per il personale distaccato da altre amministrazioni, al rallentamento della progressione per i livelli retributivi più elevati. ma non solo. Va aggiunto che negli anni il personale del Quirinale è stato sensibilmente ridotto, dalle 2.181 unità del 31 dicembre 2006 alle 1.636 del 31 dicembre 2014, con un calo di ben 545 unità.

Missione possibile? Tutto questo lavoro lascia presagire un netto calo della spesa. In realtà il calo c’è stato, ma solo in maniera limitata a quanto auspicato. Ciò dipende anche dal fatto che in Italia la spesa pensionistica dei dipendenti del Quirinale non è imputata (come avviene invece negli altri Paesi) ai bilanci di distinte gestioni previdenziali. Qundi su 236,8 milioni di euro di costi complessivi del Quirinale di oggi ben 92,1 (nel 2008 erano 78,2) sono destinati al personale in pensione. In ogni caso la dotazione a carico del bilancio dello Stato è stata riportata oggi al livello del 2007 ed è inferiore di 7 anni rispetto al 2009. Di più si può certamente fare. Il Quirinale ha comunicato nei mesi scorsi di aver consolidato il riequilibrio strutturale del bilancio. Poi ha avvertito: «Sono state poste le premesse per la conseguente realizzazione di ulteriori economie negli anni successivi». Bene. Ora a Mattarella l’onere di premere sull’acceleratore.

(Foto di copertina di Ufficio Stampa Quirinale da archivio LaPresse)