Dominique Strauss-Kahn prosciolto
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Dominique Strauss-Kahn, le prostitute raccontano le “serate libertine”

«C’erano sette o otto ragazze intorno al letto. Lui camminava nudo, con il pene eretto. Poi un carnaio. Gambe, tette, culi, sopra e sotto di lui. Non c’erano preservativi». È il racconto di chi a quelle “serate libertine” ci è stato. Sono le parole di Jade, un’escort che ricorda le notti con l’allora candidato all’Eliseo: «tutte le donne pensavano solo a lui, doveva essere soddisfatto in ogni modo. Era il Re della Festa».

IL PROCESSO – Dominique Strauss-Kahn, oggi alla sbarra per sfruttamento aggravato della prostituzione, è imputato assieme ad altre 13 persone, tra cui due poliziotti, per un giro di squillo d’alto bordo tra il 2007 e il 2011, con un volume d’affari di circa 100mila euro. Tra le carte dei magistrati la ricostruzione di 17 orge tra Parigi, Bruxelles, Washington e New York. Anais Ginori, inviata di Repubblica ha raccolto le testimonianze che 13 prostitute hanno fornito ai magistrati. Alla base della tesi difensiva c’è il fatto che Dsk sostiene di “non aver mai saputo che le ragazze erano pagate”, dato che le prestazioni venivano finanziate da altri due indagati: Fabrice Paszkowski e David Roquet. «Monsieur Strauss-Kahn – racconta una ragazza ai pm – vuole davvero farci credere che è molto naïf oppure è convinto che siamo tutti coglioni. Immaginava che tutte queste ragazze giovani, presenti unicamente per soddisfarlo, fossero lì per i suoi occhi?».

LE SERATE LIBERTINE – Nessun giro di prostituzione secondo la difesa, ma “serate libertine” tra persone consenzienti. Dsk spiega al pm come si svolge una serata libertina e gli atti dell’inchiesta vengono ricordati dalla giornalista di Repubblica. «Generalmente – dice Strauss-Kahn – dopo che si è consumato un pasto, si formano delle coppie che hanno delle relazioni sessuali». Cristallina come ricostruzione. Inès, altra escort coinvolta, descrive le orge come «una mattanza», la stessa Jade le ricorda come «un carnaio».

“QUANTO È BUONO IL POTERE” – «Trovavo che l’atmosfera fosse davvero bestiale – racconta un’altra delle ragazze – mi sembrava strano vedere dei tipi passeggiare nudi gli uni vicini agli altri. Alcuni si masturbavano senza vergogna. Era puro consumo sessuale». Marion, che aveva offerto i suoi servigi per 2500 euro, più le spese, racconta di essersi sentita “oggetto” quando David Roquet, al culmine del piacere avrebbe esclamato «ah, quanto è buono il potere». Lo stesso Roquet avrebbe poi immobilizzato i polsi di Marion mentre Dsk tentava di sodomizzarla. Un episodio confermato anche da un’altra testimone. «Ero stupita – ricorda – l’escorting non è la prostituzione a 30 euro, di solito incontri gentleman». Ma l’ex direttore generale del Fondo monetario internazionale assicura che «non ci sono mai stati rapporti sotto costrizione». Il racconto delle escort sarebbe quindi solo «una bugia, un errore, o il frutto di una pressione».

L’ORDINANZA – Secondo i magistrati, tuttavia, Dominique Strauss-Kahn sapeva bene come si guadagnavano da vivere le sue partner sessuali e nell’ordinanza scrivono «non solo conosceva lo statuto delle ragazze presenti, ma era l’istigatore di serate a carattere sessuale, agevolando un sistema fondato sulla compiacenza del suo entourage per soddisfare i suoi bisogni sessuali, favorendo così la prostituzione». Una tesi che non piace a Dsk che ha tagliato corto: «Non ho aspettato Paszkowski per soddisfare i miei bisogni sessuali. Li soddisfo altrove, da decenni, e senza di lui».