La rivincita della nullità

28/11/2011

     
 

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Da noi non ha mai avuto buona fama. Eppure Lao-tzu l’aveva scritto circa duemila e seicento anni fa nel Tao Te Ching. Adesso lo certifica la rivista New Scientist che, nel suo ultimo numero, esalta l’importanza della nullità.

Gli italiani – che sono il popolo più saggio dell’occidente – spesso non resistono al suo fascino: non a caso, siamo il Paese degli Scilipoti. Ma anche da noi il nulla ha un suono negativo, anzi spaventoso: “sei una nullità”, “l’ozio è il padre dei vizi”, la paura del vuoto, le carriere dei Bossi, padre e figlio,  e via disprezzando.

Ma scherzi a parte, dovremmo davvero cominciare a riappropriarci del valore positivo del silenzio e del nulla, vere essenze del nostro mondo: cosa sarebbe la ruota della bicicletta senza il vuoto attorno ai mozzi? E una casa senza finestre?

Vale la pena di rifletterci: la riconquista del vuoto, del silenzio, dopo decenni troppo “pieni” e rumorosi, potrebbe persino essere un nuovo inizio.

     
 

1 Commento

  1. Fireman scrive:

    Quando hai bisogno di un recipiente in realtà hai bisogno del vuoto che esso delimita e contiene. Vale anche per Scilipoti.

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