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Rassegna stampadi Alessandro D'Amato (Gregorj)
pubblicato il 5 febbraio 2009 alle 09:30 dallo stesso autore - torna alla home

Noi ne parlammo qui, e ha scritto molte cose interessanti Madyur. Ed è un vero peccato che la storia sia caduta un po’ in disparte, perché rappresenta un po’ il caso in specie nel quale si misura il grado di garantismo disinteressato tanto dell’opinione pubblica quanto degli opinion makers. Intendendo con questo editorialisti, rappresentanti del mondo della cultura e della politica, e così via. Breve riepilogo dei fatti: “Ad accusare la ragazza è stata la madre della bambina: secondo la donna, A.V. si sarebbe introdotta in casa e avrebbe slacciato la neonata dal seggiolone in pochi istanti, uscendo dall’appartamento senza fare rumore. Solo a quel punto la donna avrebbe aperto la porta di casa e si sarebbe accorta del tentato rapimento, bloccando la ragazza e facendola arrestare“. Questo il testo; Madyur ci spiega il contesto: “La bambina è la nipote del “ ‘O Cardinale”, un personaggio molto noto del quartiere. Difficile che uno può rubare a casa sua. La donna abita in uno stabile di tre piani , tutto occupato dalla famiglia Martinelli. La rom era entrata più volte in quel palazzo , da testimonianze dei vicini. La donna afferma di trovarsi in una stanza accanto a quella dove si trova la bambina , non si accorge di 3254068340 5285c86b59 o Ricordate la zingara che rapì un bambino a Ponticelli?nulla e mentre torna nel salone dove si trova la bambina non trova nessuno. Vede la porta d’ingresso socchiusa , apre e vede la rom scendere di corsa le scale con la bimba in braccio. La storia per la polizia sembra inverosimile. Attraversare il salone , avvicinarsi alla porta, aprirla. E’ un’operazione che richiede una trentina di secondi , soprattutto se eseguita senza fretta , come confermato dalla donna. Per farsi trovare in quel punto la donna doveva andare lento, anche se aveva buone ragioni per andare veloci. La donna raggiunge la rom e gli strappa la bimba. Davanti alla rom il nonno Ciro, attirati dagli urli, se la lascia fuggire: anche se la scala è stretta e se la fa sfuggire. Dopo 500 metri d’inseguimento la riacciuffa. La zingara sta scappando e nessuno interviene“. 

A.V. è stata condannata a 3 anni e 8 mesi. Non è stato concesso nessun beneficio di legge alla minorenne, che risulta a sua volta abbandonata: i suoi familiari sono scappati dopo la devastazione del campo rom avvenuta a Ponticelli. “Eppure – ricorda secondo il Mattino in una nota l’associazione Soccorso legale Napoli , che difende la ragazzina rom – non è credibile che una quindicenne possa concepire da sola un tale piano, senza alcuna organizzazione alle spalle nè mezzi per fuggire“. Madyur dice anche altro: “Nel rapporto finale la Polizia scrive di un diffuso clima di omertà tra gli abitanti della zona, che prima parlano di una finzione e poi, chiamati a verbalizzare, tacciono“. Nota ancora benissimo Carmilla  (con cui continuiamo comunque a dissentire sul caso di Cesare Battisti): “L’avvocato Cristian Valle – difensore della ragazza rom – ha sottolineato alcune lacune procedurali emerse nel corso del processo“, che riassumiamo ancor di più: 1) l’imputata non ha avuto la traduzione degli atti legali nella sua lingua; 2) l’imputata non ha goduto del patrocinio gratuito; 3) “la madre della bambina protagonista della storia è stata considerata pienamente credibile, nonostante le contraddizioni e l’inverosimiglianza del suo racconto e nonostante una consistente letteratura giuridica abbia dimostrato l’inconsistenza di questi resoconti“; 4) ”nonostante fosse una minore, e una minore che si trova in uno stato di abbandono – visto che i suoi familiari sono scomparsi dal momento del pogrom – la ragazza non ha goduto di alcun beneficio di legge a partire dalla sua condizione già vulnerabile“. Ecco, in un caso come questo – ben diverso, bisogna rendersene conto, da quello del sottosegretario all’economia Nicola Cosentino  - un po’ si sente la mancanza di una presa di posizione garantista da parte di …non so più come finire la frase. I Radicali lo farebbero, è certo: la passione per le cause perse ce l’hanno. Nel Partito Democratico, chi? Gianni Cuperlo, forse, visto che nei confronti di Cosentino ha espresso argomentazioni di sicuro sincere, vista l’onestà intellettuale che lo contraddistingue. Poi, chi altro? Nel PD mi sa che sono finiti. Spostarsi verso l’Italia dei Valori? Uhm, la vediamo buia. Andare più in là, nel Partito delle Libertà? Per chiedere se c’è qualcuno dei più attenti ai temi “caldi” della giustizia, come Isabella Bertolini ad esempio  (è chiaro che si scherza, qui). Per il resto? Un editorialista del Corriere è disposto a sporcarsi le mani con una zingara? Se qualcuno pensa che sia il caso di chiederglielo, faccia pure. Dov’è il Riformista, ad esempio, così garantista nel caso del costruttore Romeo (forse perché si stavano preparando)? C’è qualcuno disposto a immolarsi? 

…mi sa che non c’è. E se non c’è, chiediamoci il perché.  (Su questa storia noi scriviamo una rassegna stampa perché Ricchiuti e Teresa stanno qui a scaldar le sedie. Che lo si sappia!)

***

Per i più balzani tra di voi, ecco l’esperimento dadaistico-marxista di un mio amico. Se non avete capito ancora di cosa si tratta, leggete le Faq: “Possono partecipare i nostalgici del PCI, di Rifondazione, dell’URSS o del Che Guevara?“ No. Ma il comunismo non era fallito/finito?“ Se per comunismo intendi l’URSS e i suoi stati satellite, la risposta è “Sì, per fortuna”. Per comunismo noi intendiamo le teorie esposte nel Manifesto e negli altri classici del marxismo e il movimento politico che ne deriva“.

(Vignetta fantastica di Marco Tonus, vista da Artefatti, dove si linka l’appello per il diritto alla libertà di cura)

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