Se l’America uccide “per tentativi”

Nel 2011 l’Unione Europea, che ha messo al bando la pena di morte, ha vietato l’esportazione del tiopentale sodico, conosciuto anche come pentothal, la sostanza usata negli Stati Uniti per le esecuzioni attraverso iniezioni letali. Da allora gli stati che ancora conservano la pena di morte devono ancora porre rimedio al problema e ci stanno provando andando per tentativi, finora andati abbastanza male.

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IL PROBLEMA DEI BOIA AMERICANI – La speranza dei boia americani per un po’ si è poggiata sul midazolam, una sostanza individuata dopo qualche ricerca su internet, che gli stati si sono procurati di nascosto per evitare che i loro fornitori potessero essere oggetto di contestazioni e denunce. Il problema è che così facendo, in questo nel caso di altri composti,  hanno impedito qualsiasi scrutinio sulle sostanze e il loro impiego, non c’è infatti letteratura scientifica che dica del loro impiego per togliere la vita e a fornirle sono piccole farmacie, spesso al di fuori degli stati dove saranno impiegate. In Missouri, prima di abbandonare il midazolam, lo andavano a comprare in Oklahoma, mandando un ufficiale con 11.000 dollari in contanti in modo da non lasciare tracce, come un corriere della droga.

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LE CONTROMISURE DEI GOVERNATORI – Per rimediare al fatto che le prime esecuzioni sono andate abbastanza male, con condannati che hanno sofferto per decine di minuti, od ore, e addirittura il caso di uno che è stato ucciso in due sessioni a distanza di tempo, alcuni stati hanno pensato bene di ridurre il numero dei testimoni presenti nelle camere della morte o anche di disattivare il microfono che dovrebbe registrare quel che dicono una volta somministrata l’iniezione letale. A seguito dei primi disastri infatti più di uno stato aveva dato l’alt alle esecuzioni in attesa di trovare soluzioni acconcie, ma poi la pausa non ha retto e sono ripartiti senza certezze.

LA RIVOLTA DEI MEDIA E DELLE ASSOCIAZIONI – Così in Oklahoma, Ohio, Missouri, Georgia, Tennessee, Pennsylvania e Arizona sono state presentate denunce da parte dei media e delle associazioni a tutela dei diritti umani e civili, rivendicando l’accesso ai dettagli delle esecuzioni, alle procedure come alle informazioni che riguardano le sostanze impiegate per dare la morte. David Schulz, co-director del Media Freedom and Information Access Clinic di Yale ha spiegato che «La trasparenza è fondamentale per sapere come sono condotte le esecuzioni. Un’esecuzione è probabilmente l’azione singola più importante che uno stato può compiere in nome dei suoi cittadini» e anche sui suoi cittadini, che hanno tutto il diritto come lo stato li mette a morte e quanto «umana» sa questa pratica negli stati che ancora praticano la pena di morte e tuttavia sostengono di farlo in modo non crudele e senza infliggere dolore o pratiche degradanti alle loro vittime.

 

 

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