Clamoroso: per una volta Vittorio Feltri la dice giusta. Quando attacca il ministro del Welfare perché fa finta di non capire che la previdenza va riformata. A partire dalla parificazione delle regole per uomini e donne, in cambio di un potenziamento di servizi e istituti contrattuali per la conciliazione di lavoro, carriera e responsabilità familiari
Il ministro Brunetta, in risposta anche a un pronunciamento della Corte di giustizia europea riguardo alle regole previdenziali dei dipendenti pubblici, ha suggerito di innalzare a 65 anni l’età pensionabile delle donne. Giulio Tremonti da Davo
s ha fatto riferimento a nuovi interventi sulle pensioni, facendo poi subito marcia indietro quando il ministro del welfare Sacconi ha risposto che le pensioni non si toccano. Vittorio Feltri, in un suo editoriale su Libero, ha duramente attaccato il ministro Sacconi, invitandolo ad andare in pensione (anticipata). Se usciamo per un momento dalla retorica, e riflettiamo seriamente sul tema, vedremo che – per quanto incredibile possa sembrare – hanno ragione Brunetta e Feltri.
VIVIAMO A LUNGO E VIVIAMO BENE – Cominciamo con delle buone notizie: gli italiani sono uno dei popoli con la più lunga aspettativa di vita d’Europa, oltre 2 anni in più rispetto alla media Ue : secondo le più recenti stime Istat l’aspettativa di vita è vicina ai 78,5 anni per gli uomini. Le italiane hanno un’aspettativa di vita ancora più lunga: 84 anni.. L’Italia è anche tra i paesi con la più lunga esistenza in buona salute. Secondo i dati dell’Eurostat statistical yearbook 2008, il valore dell’Healthy Life Years (Hly) italiano è tra i più alti d’Europa (oltre 70 anni). Inoltre, in Italia chi arriva ai 65 anni può aspettarsi di vivere più a lungo che altrove in condizioni di buona salute (circa 12 anni). Per questo motivo abbiamo un alta percentuale di popolazione anziana, attualmente unici in Europa con oltre il 20% di ultra 65enni.
MA ANDIAMO PRIMA IN PENSIONE – Ma siamo anche uno dei paesi con la più bassa età di pensionamento. Secondo i dati del “Transition of women and men from work to retirement“, Statistics in focus 97/2007 di Eurostat, l’età mediana effettiva di pensionamento è di oltre due anni più bassa rispetto alla media Ue. E le pensioni pesano molto più che altrove sulla spesa sociale italiana: secondo l’Ocse, circa il 14% del Pil rispetto all’8% dei paesi più sviluppati; in compenso, in caso di disoccupazione mancano i soldi per gli ammortizzatori sociali. Ci sarebbero quindi buoni motivi per portare l’età pensionabile per tutti e subito a 65 anni, agganciandola poi davvero ed effettivamente all’evoluzione dell’aspettativa di vita.




vabbeh, ma ha proprio ragione-ragione? Non si potrebbe dare torto ad ambedue?
Ah, io non ho problemi..diamogli pure torto a entrambi. Ma se uno dice una cosa giusta per una volta (anche se è Vittorio Feltri) si può fare un’eccezione..:-D
Poi, per non essere d’accordo con Feltri, basta poco: ad esempio, immagino che lui sulle politiche di conciliazione vita lavoro e sul ruolo della donna nella società abbia idee PROFONDAMENTE diverse dalle mie..
Io non so dove si voglia arrivare, ma chi è che scrive tutte queste scemenze e si deiverte a calcorare i danni che subiranno i dipendenti? Lo sa chi scrive che il potere d’acquisto delle pensioni è sempre minore? Lo sa che siamo il paese europeo (visto che l’UE viene citata) con i salari e le pensioni più basse? per favore i conti fateli in tasca vostra che prendete in meno di un mese quello che un dipendente prende in un anno. Vergognatevi.
guarda, davvero, se becco chi è che si diverte a scrivere tutte ‘ste scemenze lo gonfio di botte.
ho cominciato a lavorare a 14anni e mezzo, se vado in pensione a 65 anni ci vado con 50 anni di anzianità lavorativa…
@Luca:
Chi scrive tutte queste scemenze è un lavoratore dipendente con 3 figli e appartiene a una famiglia monoreddito.
Chi scrive tutte queste scemenze sa che ci sono in Italia milioni di persone (non qualche miliardario con la villa in Sardegna) che non hanno una copertura con ammortizzatori sociali in caso di crisi
Chi scrive tutte queste scemenze sa che i salari sono bassi perchè gravati di contributi sociali che hanno tra l’altro onere di finanziare il sistema pensionistico (come è giusto)
Chi scrive tutte queste scemenze pensa che è assurdo tenere a bagnomaria le forze fresche del paese, che non hanno diritti e tutele, compensandoli con il fatto che c’è la “rete” familiare che prevede garantiti e privilegi (di varia natura) per quelli meno giovani (e chi scrive è un meno giovane, per la precisione…)
Chi scrive tutte queste scemenze pensa che le donne hanno diritto a pari opportunità di carriera e a un trattamento pensionistico uguale a quello degli uomini, mentre attualmente ne hanno uno peggiore “compensato” da un regalino sull’età (che poi significa fare le nonnine arzille per allevare i nipotini mentre il nonnino continua a lavorare e a “mantenerle” (sic!)”
Comunque, sono pronto ad essere menato. Dico solo che essere di sinsitra per me significa leggere il mondo che cambia e trovare delle soluzioni “giuste” che tengano conto dei problemi di tutti.
@Io:
Mi sono laureato a 23 anni e lavoro da quando ne ho 23 e mezzo. Se andrò in pesnione a 67 anni avrò lavorato 44 anni. Ma non mi lamento, penso che – eccetto i lavori usuranti, che meritano un trattamento a parte – un sistema pensionistico e di welfare debba essere “sostenibile” ed equo, tenendo conto delle giovani generazioni E garantendo uguali tutele e diritti per tutti.
@Tutti:
il sistema pensionistico è una delle grandi storure di questo nostro paese. Far finta di non vederlo è sbagliato, come è sbagliato far finta di non vedere che c’è un evasione fiscale eccessiva, una PA poco efficente, un economia di mercato dove al mercato si preferisce sempre la furbata.
Il nostro è un paese che ha bisogno di riforme. Illudersi che questo non significhi ridiscutere gli status quo e mettersi in gioco: questo è davvero una cosa che non possiamo far finta di non vedere e di non sapere.
Un sorriso a tutti!
Non ti meno però facciamo così. Discutiamo prima della disoccupazione femminile ?
Vogliamo parlare dei livelli retributivi diversi e delle carriere ?
Vogliamo parlare della reintroduzione della possibilità di dimissioni in bianco ?
Vogliamo parlare del part time ?
Vogliamo parlare delle discriminazioni della maternità ?
Vogliamo parlare del fatto che tutte le aziende in crisi stanno buttando fuori donne e precari ? E se sei donna e precaria non hai scampo ?
Questi sono i veri temi da portare sui tavoli per evitare che le donne siano sempre le vittime del mercato del lavoro.Servono servizi, asili nido, congedi parentali obbligatori per
i padri, compresi quelli per gli anziani o i portatori di handicap.
Perché dove sta scritto che deve essere tutto a carico delle donne ?
C’è qualcuno che riconosce il doppio lavoro oggi ? Facciamo così. Risolviamo prima questi piccoli inconvenienti. Sai com’è Carlo ?
Io di questi qui, mica mi fido
@Tess:
Non menarmi. ^_^
Direi che siamo d’accordo, l’articolo parla ESATTAMENTE di quello che hai scritto tu: Conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, riconoscimento (anche contributivo) del lavoro di cura (per chi lo assolve, donna o uomo che sia) ecc…
Ah, di questi qui mi fido poco anch’io: e anche per questo Sacconi (e molti altri) si dovrebbero dimettere.
^_^
avete fatto tanto clamore perchè volevano far lavorare 2 anni in + gli uomini … ora feltri ha ragione …… chi vi capisce è bravo, cmq pari doveri pari diritti negli stipendi allora si parlerà di parità tanto le donne son meno frignone degli uomini son sicura che si adegueranno presto il mondo va avanti perchè ci sono le donne ……..non in senso creativo ma perchè se non ci fosse bisognerebbe inventarla
@renny:
“avete fatto tanto clamore”
Avete chi?
“Chi vi capisce è bravo”
Quelli che hanno voglia di farlo, con la stessa umiltà che abbiamo noi, di solito…
“pari doveri pari diritti negli stipendi allora si parlerà di parità”
esattamente quello che c’è scritto qui
“le donne son meno frignone degli uomini”
Chi mi conosce sa come la penso al riguardo
In linea di massima, sarebbe bello che chi non ha argomenti per difendere l’indifendibile ministro Sacconi lo dicesse semplicemente, senza voler per forza arrampicarsi sugli specchi. ;-D
Un sorriso in ogni caso
completamente d’accordo.
Le diverse età pensionabili sono un’abile “inculata” per far gravare sulle femmine tutti i doveri familiari (mocciosi, nipotini, vecchietti antipatici e bavosi).
Il tutto mentre l’ometto lavora e guadagna quasi un terzo in più (facendosi di solito l’amante di 20 anni più giovane)
Sinceramente penso che la nostra sia tutta una società da riformare.. e non basterà una riforma pensionistica.
C’è chi ancora pensa che il ruolo della donna sia figliare e pulire casa, non dimentichiamolo.
Tanto per farvi ridere, il famoso tempo pieno lo può avere chi si iscrive prima. Indovinate chi ha tempo per fare file chilometriceh? Le casalinghe
Qua c’è un’intera classe di figli-di-casalinghe che usufruiscono del tempo pieno.. mentre questi “angheli del focolare” passano il tempo al bar, dal parrucchiere, aperitivo…mentre le mamme che lavorano devono barcamenarsi con babysitter e nonnetti in pensione. Sì le casalinghe mi stanno abbondantemente sul cazzo. Le m anderei tutte in miniera!!! Sono la rovina di questo paese. Insieme alle loro famiglie “perfette”.
@penelope:
“Sinceramente penso che la nostra sia tutta una società da riformare.. e non basterà una riforma pensionistica.”
Sì, hai ragione…ci sono un sacco di coase da fare. ma quelle del superamento della visione arcaica della donna (fattrice a angelo del focolare) è perticolarmente importante, per motivi sociali ed anche economici.
Mi permetto invece di dissentire sulle casalinghe: Perchè un’altra cosa che andrebbe (FINALMENTE) affrontata è il tema del valore del lavoro “casalingo”. Che in questa curiosa società che “misura” tutto”, non viene mai “misurato” adeguatamente. Ancora una volta, a scapito delle donne (che se ne accollano il peso maggiore)
Un sorriso semplice
C.
il valore del lavoro casalingo.. mah guarda. A me le casalinghe han fatto sempre una pena immensa. Non tutte, ovviamente. C’è persona e persona e ovviamente tutto dipende dal neurone che ti ritrovi.
Però sto notando che le casalinghe (che io chiamerei propriamente Le Mantenute) odierne sono più che altro delle scansafatiche assurde che odiano tenersi i marmocchi a casa e fanno DI TUTTO per tenerli vicino e ciucciarseli. Queste donne perfette (solitamente grandi devote e pettegole) demandano tutto alla società.. asilo scuola campetto comunale. I figli li fanno per mostrarli come orecchini ai matrimoni; quando rompono li scaricano sulla società.
Queste sono, ahimè, le casalinghe che vedo io.
Le donne che lavorano devono fare, invece, i doppi turni. Pochi diritti, molti doveri. A cominciare dalla cura della prole e della casa.
Sono veramente pochi gli uomini che “aiutano” in casa.
Ma in questa frase sta tutto il problema. Gli uomini non devono aiutare le donne. Le faccende devono essere compito di entrambi. Perchè entrambi si vive in quella casa, la si sporca, la si occupa. I figli si fanno in due e le responsabilità dovrebbero essere equamente divise.
La differenza genitoriale dovrebbe finire con l’allattamento. Un uomo non ha il seno per allattare, ma una volta svezzato può dargli il biberon.
Quando si parla di lavoro casalingo, si dovrebbe pensare a una cosa che riguardi tutti indistintamente, non solo le mantenute del bar di fronte (che quando le vedo mi vien voglia di scaricar loro addosso una raffica di mitra).
Ma è anche vero che, francamente, non voglio sulle spalle dello stato della gente che obiettivamnte non produce.
Curare la famiglia è un dovere a prescindere dal mestiere che si fa e anche dal sesso.
Sì, c’è molto da riformare inq uesta italia se stiamo ancora a parlà de casalinghe.
@penelope:
“Le faccende devono essere compito di entrambi. Perchè entrambi si vive in quella casa, la si sporca, la si occupa. I figli si fanno in due e le responsabilità dovrebbero essere equamente divise.”
Sacrosanto!
Io invece conosco casalinghe che sono persone eccezionali, che non si risprmiano mai. Ma non è questo il punto. Il punto è che il lavoro di cura e di organizzazione della vita domestica va “considerato” (anche economicamente) esattamente come il lavoro “fuori”.
Anche perchè questo significa che le donne che lavorano fanno 2 lavori, di cui uno completamente gratis.
Pensioni alle donne a 65 anni. Il tira e molla del governo è poco trasparente
Quel commercialista da strapazzo (con la erre moscia) che percepisce uno stipendio mensile a quattro zeri pagato dagli italiani va dicendo al mondo intero di essere fiero del paese Italia. Anche io sono fiero del mio paese, MA NON CERTO DI QUESTO GOVERNO ILLEGALE CHE LO RAPPRESENTA e, a differenza di questo parassita con la erre moscia, dopo aver dato tanto non percepisco nulla cioè una misera pensione di € 460.00 con 45 anni di lavoro e quasi 30 di contributi versati; poiché la “casta” a cui lui appartiene, nel tempo ha svuotato e snaturato tutti i valori fondanti per i quali l’INPS è stato creato, azzerando (dolosamente) di fatto il principio ad ogni lavoratore di percepire una pensione decorosa al termine del ciclo lavorativo. Sono semplicemente disgustosi.