Il fungo dell’Himalaya che somiglia al Viagra
22/11/2011 - Scatena battaglie ed eccidi tra abitanti dei villaggi e ricercatori C’è un territorio, situato nel Nord-Ovest della Cina, che si chiama Qinghai. E’ una provincia la cui altezza sul livello del mare inizia a quasi tremila metri e raggiunge punte
Scatena battaglie ed eccidi tra abitanti dei villaggi e ricercatori
C’è un territorio, situato nel Nord-Ovest della Cina, che si chiama Qinghai. E’ una provincia la cui altezza sul livello del mare inizia a quasi tremila metri e raggiunge punte molto più alte. Possiede giacimenti importanti di più di centoventi minerali diversi; possiede gas naturale e petrolio, laghi salati da cui si ricava sale ed energia idroelettrica. Vivono lì poco più di cinque milioni di abitanti, quattrocento specie di vertebrati e mille qualità diverse di piante selvatiche, di cui seicentottanta sono erbe medicinali.
LA CATENA MONTUOSA – A Sud-Ovest di questa regione, ad una distanza di un migliaio di chilometri, c’è la catena montuosa dell’Himalaya, il tetto del mondo, con le cime più alte del pianeta. Siamo nel massiccio montuoso del Nepal centrale: a Sud c’è l’India, a Nord la Cina. E c’è un posto che si chiama Annapurna, intorno ai tremilacinquecento metri sul livello del mare. Si tratta di un luogo conosciuto da chi fa turismo in alta montagna, perché da lì si accede a un circuito attraverso le cime, che si snoda attorno ai cinquemila metri di quota. Le condizioni di vita sono difficili. La terra è sterile e la popolazione è povera. Che cosa accomuna questi due luoghi?
IL FUNGO – In primavera e in estate, emerge da quelle superfici, come un fungo, una specie di erba rara, molto rara, il cui nome locale più conosciuto è Yarsagumba, ma che ha un corrispondente in latino, Cordyceps sinesis. Non è proprio una pianta nel senso tradizionale, se pensiamo a come nasce. E fa anche un certo effetto sapere che c’è chi la mangia. E’ il parassita di una larva che si sviluppa proprio in quei due territori, una larva che vive sottoterra e che viene attaccata dal parassita, il quale germina all’interno di essa, la uccide e la mummifica, uscendo infine attraverso la testa. Attorno alla raccolta e alla vendita di questo prodotto si è creata una esile economia, che per alcune comunità, in particolare nella parte nepalese, rappresenta l’unico sostentamento. Questo fungo viene cercato e raccolto e poi venduto, soprattutto al confine cinese, dando anche luogo a fenomeni di contrabbando, dopo che le rispettive autorità ne hanno regolato, pur senza vietarla la raccolta.
UNA BATTAGLIA – Nel 2009 ci fu una piccola battaglia nei pressi di un villaggio nepalese che si chiama Nar, tra gli abitanti del posto e un gruppo di cercatori che si erano lì avventurati per trovare le larve mummificate. Morirono in sette e proprio qualche giorno fa, la BBC ha documentato gli esiti del processo a carico di un gruppo di nepalesi che hanno compiuto l’eccidio. Questo episodio offre l’idea delle proporzioni che ha raggiunto il fenomeno della vendita del Cordyceps, i cui prezzi raggiungono ormai cifre ragguardevoli. A questo fungo si attribuiscono, secondo la tradizione, proprietà benefiche sull’organismo, non ultimo quella di stimolare l’attività sessuale. Si tratterebbe, in altre parole, di una specie di Viagra, ma più naturale.
CONOSCIUTO DA ANNI – In Cina e in Nepal questo fungo è conosciuto da centinaia d’anni, ma da noi se ne sente parlare raramente, soprattutto in ambito erboristico. C’è da aggiungere che è possibile e relativamente semplice, produrre tale organismo anche in forma di coltivazioni, senza necessità di arrivare fino in cima all’Himalaya. E infatti si è creato un costoso mercato i cui prodotti sono facilmente acquistabili in apposite confezioni e tipologie. Qualcuno attribuisce a questo fungo dall’aspetto e dalla storia tutt’altro che rassicuranti, proprietà terapeutiche straordinarie su moltissimi aspetti della salute umana. Tuttavia, in mancanza di solide basi scientifiche, è davvero difficile fidarsi e lasciarsi convincere a mangiarne.













Mi soffermo alla sola ultima affermazione dell’articolo: utilizzando quell’approccio, poco scientifico e basato su un “buon senso” che si rivela controproducente, non avremmo mai utilizzato la penicillina oppure vivremmo con orrore il fatto che l’assimilazione dei cibi da parte del nostro organismo avviene grazie a batteri parassiti che albergano nel nostro intestino. Il “buon senso” comune va bene per l’ambito ristretto delle vicende quotidiane, ma e’ assolutamente inadatto ad esplorare quanto di ancora sconosciuto si presenta alla nostra esperienza sensoriale e intellettuale. A questo proposito ricordo un esempio appreso durante il corso: se uniamo una parte di un componente altamente infiammabile con due parti di un altro componente comburente, avremo necessariamente, in presenza di un innesco una combustione? Si? Allora siete pronti per accendere… l’acqua! (H idrogeno, O ossigeno= H2O)
si chiama miscela tonante ed in condizioni di pressione e temperatura adeguate esplode effettivamente!
Grazie per il rilievo, caro Fireman. Se provi a guardare in rete troverai molti siti commerciali, fino a prova contraria privi di ogni autorevolezza, che propagandano le “eccezionali” qualità del prodotto. La prudenza su cui ponevo l’attenzione si fermava solo a questo, alla possibilità cioè, da parte di un eventuale utente imprudente, di dare per scontate proprietà e benefici che scientificamente ancora non ho visto certificati da nessuna parte. Probabilmente gli estratti o alcuni derivati del fungo di cui stiamo parlando sono già usati dalle case farmaceutiche o da istituti di ricerca.
scusi signor pasquale veltri
allora mi puo´spiegare a cosa servono quelle migliaia di medicine che vendono
in farmacie , dove nessuno sa la vera potenzialita´e il vero contenuto
spiegami a cosa servono e perche´sono scientificamente provate !!!
io posso dirti che stanno solo tentando …. avolte ci azzeccano
cosi e´la vita
Egregio signor lu-caz non capisco la domanda, mi spiace. (Lu è il Suo nome o il Suo cognome?)
eccellente