La Soyuz riporta gli astronauti a casa
22/11/2011 - L’equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale ha completato con successo il cambio Sono atterrati sani e salvi – anche se un po’ infreddoliti – i componenti dell’equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale nelle fredde steppe del Kazakistan, riportati a terra dalla missione
L’equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale ha completato con successo il cambio
Sono atterrati sani e salvi – anche se un po’ infreddoliti – i componenti dell’equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale nelle fredde steppe del Kazakistan, riportati a terra dalla missione russa Soyuz che dopo la soppressione del programma Shuttle è l’unica navetta a fare avanti e indietro e garantire il cambio agli astronauti che orbitano intorno alla Terra: il comandante Mike Fossum e lo staff tecnico Satoshi Furukawa e Sergei Volkov, rispettivamente americano, giapponese e russo, sono così rientrati sani e salvi. “Voglio tornare a casa”, dice Fossum una volta a Terra.
CHI TORNA… – “L’atterraggio è stato pazzesco. Va tutto bene”, ha detto Volkov, mostrando il pollice alzato. La Soyuz TMA-02M è atterrata alle 9 sul suolo dell’ex-Repubblica Sovietica; era l’astronauta Volkov a guidare la navicella al momento del rientro: l’atterraggio è perfettamente riuscito, “il che non era scontato date le condizioni atmosferiche: tempo ventoso e non favorevole ad un’operazione così delicata. I tre hanno subito un pesante screening medico che ne ha verificato lo stato di salute complessivo, per poi essere lasciati liberi di telefonare a casa. “Non ci sono parole per esprimere la gratitudine alle nostre famiglie”, ha detto Fossum, “che ci hanno sostenuto in anni di addestramento e in questa missione”. Dalla Stazione Spaziale il mondo, dall’alto, era bellissimo: “Chiamavamo a casa entusiasti nel vedere i paesi di notte in un’esplosione di luce, con un bagliore di aurora all’orizzonte, mentre loro si occupavano dei bambini, dei compiti e delle automobili da riparare, roba da vita reale”.

La prima luce mostra la navetta che rientra; la seconda luce è il propulsore, correttamente sganciato e in fiamme nell’atmosfera.
…E CHI PARTE – Dopo la chiusura da parte dell’amministrazione Obama, come dicevamo, l’appoggio russo è l’unico possibile per mandare uomini nello spazio. E il successo delle missioni Soyuz era tutt’altro che scontato – e c’era molta paura intorno a questa nuova prova – visto il fallimento di un lancio di una navetta senza equipaggio nello scorso agosto; vicenda che aveva portato alla “sospensione delle missioni con uomini a bordo”. Per fortuna si è comunque provveduto al lancio di un nuovo equipaggio che è già operativo sulla ISS: si tratta di Daniel Burbank della Nasa e dei russi Anton Shkaplerov e Anatoly Ivanishin. Con il lancio della scorsa settimana, dice il Guardian, si è “scongiurata l’ipotesi che la stazione rimanesse vuota per la prima volta in oltre un decennio”. Burbank, il comandante del nuovo equipaggio, ha inviato i suoi saluti a terra.
Grazie per averci lasciato una nave così magnifica. La stazione è in perfette condizioni, è un onore e un privilegio prendere il comando.













Speriamo che questi cosmonauti non mangino le provviste anche dei loro successori e soprattutto non si mangino le cose migliori lasciando i “fagioli” a chi segue