Ai ragazzi italiani piace mandare foto porno

Si chiama Sexting ed è una pratica troppo diffusa tra i giovani iper connessi, che inviano foto osé anche a...

Si chiama Sexting ed è una pratica troppo diffusa tra i giovani iper connessi, che inviano foto osé anche a sconosciuti

I nativi digitali sono sempre piu’ multitasking e iperconnessi: il 37,7 per cento trascorre quotidianamente da due a piu’ di quattro ore del proprio tempo su Internet; il 41,4 per cento usa il cellulare piu’ di due ore al giorno, di cui il 27,4 per cento oltre le quattro ore. Tra i nuovi rischi di Internet e dell’uso di cellulari il sexting, ovvero l’invio di immagini e video a sfondo sessuale ad amici, fidanzati, adulti, persone conosciute e non: il 6,7 per cento dei giovani italiani ha inviato sms o video a sfondo sessuale col proprio cellulare, mentre il 10,2 per cento ne ha ricevuto almeno uno.

NUMERI - Sono alcuni dei dati che emergono dall’Indagine conoscitiva sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza realizzata nelle scuole italiane da Telefono Azzurro ed Eurispes per il dodicesimo anno consecutivo. L’indagine, che ha coinvolto bambini e adolescenti dai 12 ai 18 anni, verra’ presentata nella sua forma integrale il 6 dicembre a Roma. L’esposizione alle immagini sessuali sembra essersi moltiplicata per i “nativi digitali”: su Internet e attraverso i cellulari con grande facilita’ essi possono guardare, inviare e ricevere immagini a sfondo sessuale. Spesso i ragazzi ignorano i rischi legati alla visione, alla produzione e allo scambio di immagini sessuali, proprie o altrui. In alcuni casi l’invio e la pubblicazione on line sono strumento per atti di bullismo, legati alla volonta’ di ferire il protagonista delle immagini stesse. In molti casi, inoltre, i ragazzi non sono consapevoli di scambiare materiale pedopornografico, aumentando cosi’ il rischio di entrare in contatto con soggetti malintenzionati. Il tema dei pericoli delle nuove tecnologie, che ha reso molto piu’ facile e immediato l’accesso alla pornografia e lo scambio di materiale pedopornografico, oltre a essere tra i punti focali della Carta di Roma, siglata lo scorso 3 novembre presso il Senato della Repubblica da Telefono Azzurro e Icmec (International Centre for Missing and Exploited Children), in collaborazione con l’Ospedale pediatrico Bambino Gesu’ e la Mayo Clinic, sara’ anche tema centrale del convegno organizzato da Inhope (International Association of Internet Hotlines) a Roma il 17 e 18 novembre. Il network internazionale, di cui Telefono Azzurro e’ membro dal 2006, ha fatto della lotta alla pedopornografia e ai contenuti dannosi del web il suo cavallo di battaglia, promuovendo la cooperazione tra 40 hotlines di 31 Paesi sparsi in tutto il mondo. A fronte della diffusione di queste problematiche e delle insidie nascoste nelle nuove tecnologie, da anni Telefono Azzurro promuove un uso sicuro di Internet e cellulari, ed offre l’opportunita’ di confrontarsi con personale esperto su potenzialita’ e rischi delle nuove tecnologie. Bambini e ragazzi possono rivolgersi alla linea gratuita 19696 e alla chat (www.azzurro.it); genitori, insegnanti e altri educatori possono invece chiamare l’199151515; coloro che navigano in Rete possono segnalare tempestivamente contenuti illegali o potenzialmente dannosi per bambini e adolescenti sul sito www.azzurro.it nella sezione “clicca e segnala”. Sul medesimo sito e’ possibile trovare consigli per genitori, insegnanti e ragazzi, nonche’ una descrizione delle attivita’ formative di prevenzione realizzate dall’Associazione presso le scuole.