Domenica, maledetta domenica

3 febbraio 2009

La dimostrazione che il calcio è uno sport per veri uomini. Sputi, secchiate d’acqua, pallonate, calci, cazzotti e schiaffi: ecco quello che succede in una qualsiasi giornata nei campionati minori di pallone. Dove lo sport è genuino e ruspante

Siamo abituati a vedere sul giornale le squalifiche classiche, quelle decretate dal giudice sportivo per qualche falletto più o meno grave e ci meravigliamo per le squalifiche decretate dal  giudice sportivo  con la prova video di quaslche gomitata più o meno grave, come è successo ad Adriano o a Ronaldinho in questo periodo. Ma c’è di meglio, e noi, con cadenza settimanale, cercheremo di darvene un assaggio. Ormai in Italia, quando ci si riferisce alla violenza nel calcio, nessuno può fare a meno di pensare a biechi individui vestiti di nero, incappucciati, assetati di sangue e perdipiù volti a rovesciare l’ordine dello Stato (Amato ©) per instaurare una dittatura in cui il calendario preveda solo la domenica. Roma, Lazio, Juventus, non importa quale sia la fede: ciò che conta è la becera violenza. Verrebbe da dire: “mandiamo questi ultras a vedere cos’è davvero il giUoco del calcio, quello da figurine panini, quello della passione, delle risate e della giUoia! Mandiamoli a vedere le partite delle serie inferiori, e diamogli una lezione!”. Massì, mandiamoceli. Andiamo a dare un’occhiata a quello che succede nelle categorie minori; giusto per avere un assaggio del calcio vero, quello genuino, dilettantistico, ruspante, dove le passioni sono ancora pure. Per farlo, ci riferiremo ai referti con tanto di pene e squalifiche pubblicati ogni giorno dai siti internet dei comitati regionali arbitrali della Federazione Italiana Giuoco Calcio. Uno spettacolo nello spettacolo.

CAMPIONATO DI ECCELLENZA (Campania): 350 FORZA E CORAGGIO: Nel corso del 2° tempo propri sostenitori attingeva no con due secchi d’acqua gli occupanti della panchina ospitata e nel finale di gara attingevano con sputi un calciatore della società ospitata

ROCCELLA (Calabria) € 1.000,00 e DUE GARE A PORTE CHIUSE per avere, propri sostenitori durante la gara, colpito uno degli assistenti arbitrali con una “pallonata” alle spalle provocandogli forte dolore ad un fianco ed averlo colpito ripetutamente con terra, pietre e sputi “sulla faccia” (uno degli sputi era di colore rosso e lo colpiva vicino alla bocca).

CHIARAVALLE – Il Giudice Sportivo territoriale, a scioglimento della riserva di cui al C. U. n.86; letti gli atti ufficiali della gara dai quali risulta: – che al 41° del secondo tempo, a seguito della segnatura di una rete da parte della società Chiaravalle, il calciatore n.15 della A.S.D. Filogaso, Barba Bruno, entrava abusivamente sul terreno di gioco tentando di colpire reiteratamente un giocatore della squadra avversaria; – che, non riuscendovi per l’intervento dell’arbitro e dei propri compagni e dirigenti, colpiva involontariamente l’arbitro con un “forte schiaffo” in pieno volto provocandogli un forte dolore e un forte mal di testa;

- che, a seguito dell’accaduto, l’arbitro decretava la sospensione della gara, non essendo più nelle condizioni fisiche di proseguirne la direzione;

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- che, rientrato in sede, l’arbitro si portava presso il proprio medico curante il quale diagnosticava “contusione guancia sinistra” con prognosi di gg.3 s.c.;

Squalifica fino al 31/12/2009 al Sig. NIGRO MANUEL (TIME OUT RENDE CALCIO A 5) per avere a fine gara rivolto parole offensive nei confronti dell’arbitro e per averlo colpito al mento con un lieve schiaffo senza conseguenze non per avergli afferrato il polso stringendolo e causandogli dolore.

SQUALIFICA PER TRE GARE EFFETTIVE A MAIOLO GIANDOMENICO (PETRIZZI): per avere a fine gara scavalcato la recinzione e tenuto un comportamento minaccioso verso i sostenitori della squadra avversaria.

4 commenti a Domenica, maledetta domenica

  1. Carlo Ruggeri

    Il calcio non è uno sport, forse lo è stato.
    E’ una deriva, come per questo paese.

  2. Stefo

    Quello che avviene tutte le domeniche sui campi di calcio minore è lo specchio di quello che avviene tutti i giorni per strada. Non bisogna confondere “il calcio” con i molti psicopatici che nel calcio trovano una scusa per manifestare la propria violenza. Di per sè, lo sport è un’attività che consente di sfogare la propria aggressività in maniera controllata. Quindi lasciamo stare il povero bistrattato calcio e prendiamocela con i “calciatori”. Non credo che chi massacra gli arbitri la domenica, durante la settimana si cosparga di petali di rosa.

  3. Stefo, ti posso assicurare che molti padri poi durante la settimana cospargono petali… ma poi fridano arbitro cornuto etcetc. certo noi prendiamo casi divertenti letti così, ma abbastanza gravi, però non tutti coloro che commettono questi atti poi sono “delinquenti” nella vita.

  4. Carlo Ruggeri

    Balle.
    I calciatori sono la conseguenza, non la causa.
    Basta osservare i genitori (appunto) non la domenica allo stadio (temerari), ma già negli spalti delle partite giovanili.
    Che servano duemila poliziotti a week-end per consentire lo “sfogo controllato” dell’aggressività mi pare curioso.
    Hai senz’altro ragione sugli psicopatici, ma mi chiedo quale sia la percentuale necessaria per considerare l’intera pratica, una patologia.

    Ah, dimenticavo, la mia mascolinità non si sente per nulla sminuita. ;)

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