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Il papavero della discordia

La Fifa prima vieta alle squadre di calcio del Regno Unito di indossare dei fiori simbolo del Remembrance Day, sulle maglie ufficiali. Poi ci ripensa

Durante le scorse settimane, la FIFA aveva stabilito che tutte le squadre inglesi, scozzesi e gallesi che avrebbero giocato nel week end del 12 e 13 novembre, non avrebbero potuto indossare il papavero sulle loro maglie. Questo perché la Federazione Internazionale di Calcio ha stabilito che i giocatori non possono mostrare alcun simbolo politico, religioso o commerciale sulle maglie e considera questo fiore un simbolo politico. Oggi, dopo un intervento di Cameron, la FIFA ci ha ripensato. Che significato ha questo papavero?

IL REMEMBRANCE DAY – Il papavero è un simbolo che viene utilizzato da tutti i paesi del Commonwealth per ricordare i caduti durante le due guerre mondiali del secolo scorso, e altri conflitti. Conosciuta anche come Giornata dell’Armistizio, o Poppy Day (Il giorno del papavero), la commemorazione avviene durante la domenica più vicina all’11 novembre perché in questo giorno terminò la prima guerra mondiale, nel 1918. La Germania firmò l’armistizio alle 5 di mattina del giorno 11 dell’undicesimo mese dell’anno. Formalmente però, l’armistizio divenne effettivo alle ore 11. Durante il Remembrance Day ci sono eventi speciali, che si tengono nei cimiteri di guerra, o nelle chiese di tutta la Gran Bretagna. C’è anche una cerimonia nazionale, durante la quale la Regina depone la prima corona di fiori al cenotafio a Whitehall, a Londra.

PERCHÈ IL PAPAVERO? – Mettete dei fiori nei vostri cannoni. Così cantavano i Giganti nel 1967. Nell’immaginario comune, il fiore può essere associato alla pace. Nel caso di questa celebrazione, i significati associati con il papavero sono molteplici. Innanzitutto, i papaveri sono i primi fiori che spuntarono sui campi di battaglia devastati di Francia e Belgio. In più, nell’immaginario folcloristico dei soldati, il rosso dei papaveri viene dal sangue dei propri compagni d’armi, sparso sul terreno. Inoltre, durante la battaglia di Ypres nel 1915 la vista dei papaveri nei campi ispirò il tenente colonnello John McCrae nel comporre la poesia In Flanders Fields (nei campi delle Fiandre). Qui il testo integrale. Nel XIX secolo poi, il papavero simboleggiava il sonno, o uno stato di oblio. Infine, nella letteratura della Prima Guerra Mondiale il papavero si è rivestito di un nuovo significato: il sacrificio del sangue versato. Divenne il simbolo del Remembrance Day prevalentemente grazie all’opera di due donne. La prima, Moina Michael,  che lavorò per il YMCA americano, dopo aver letto la poesia di McCrae rimase talmente colpita che scrisse a sua volta un’altra poesia e decise di indossare sempre un papavero, come simbolo di fede. L’altra donna, Anna Guérin, iniziò a vendere papaveri per raccogliere denaro per le vedove, gli orfani e i veterani bisognosi di soldi. In seguito il papavero venne accettato da tutte le nazioni alleate come simbolo della commemorazione della Giornata dell’armistizio.

IL PAPAVERO COME SIMBOLO POLITICO? Cosa c’è quindi di politico relativo ai papaveri del Remembrance Day? Il dailymail spiega che , in effetti non c’è alcuna connessione politica associabile ai papaveri.

La FIFA ha questa convinzione che il papavero sia un simbolo politico. […] Chiaramente è un simbolo opposto alla politica. Non supporta alcun partito, classe o nazione. Il suo scopo è quello di onorare chi ha donato la vita combattendo per la propria nazione. Questa commemorazione però non è limitata alla Gran Bretagna. In Canada, ad esempio, sono stati venduti 18 milioni di papaveri per il Remembrance Day di quest’anno.

Cameron ha dichiarato al popolo: “L’idea che indossare un papavero per ricordare chi ha donato la propria vita per la nostra libertà rappresenti un simbolo politico è assurda. Mi auguro che la FIFA ci ripensi”.

UN RISVOLTO POLITICO C’È – Il motivo per cui la FIFA abbia posto il divieto, non è chiaro, al di là del fatto che la federazione ritiene il papavero un simbolo politico. È importante però considerare che, in effetti, un significato politico e religioso, sebbene collaterale, c’è. Oggi, infatti, Theresa May, Ministero dell’Interno inglese, ha interdetto la comunità Musulmani contro le crociate. Il gruppo prevedeva di boicottare proprio le cerimonie durante il Remembrance Day. L’organizzazione lo scorso anno aveva bruciato due grandi papaveri vicino al Royal Albert Hall a Londra, durante il minuto di silenzio nel Remembrance Day. L’interdizione nasce dalla volontà di bandire tutti i gruppi che inneggiano al terrorismo, come fa questa organizzazione.La comunità musulmana ha dichiarato che l’opposizione al Remembrance Day ha lo scopo di sottolineare le atrocità commesse in Iraq e Afghanistan e nei campi di concentramento di Guantanamo e Abu Grahib. Certo, questo risvolto politico relativo al papavero è solo una conseguenza. Infatti, precedentemente, lo stesso gruppo aveva dato fuoco alle bandiere americane davanti all’ambasciata americana a Londra, durante le celebrazioni in ricordo delle vittime dell’11 settembre. Allora la FIFA avrebbe dovuto vietare l’esposizione di bandiere americane durante le partite giocate l’11 settembre. Non l’ha fatto perché non avrebbe avuto alcun senso. Però, qualcosa di politico c’è sicuramente, ovvero l’intervento del Primo Ministro, che ha sentito l’esigenza di intervenire in un’occasione che in teoria non dovrebbe riguardare il primo cittadino di una nazione.  Cade quindi il cliché secondo cui solo in Italia, quando si tratta di calcio, si muovono mari e monti. E no, non parliamo di Mario.