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Pinotti sull’aereo di Stato: il piano di volo cambiò poco prima del decollo

Non si placano le accuse contro Roberta Pinotti per l’utilizzo di un aereo di Stato per ritornare da Roma a Genova. A rilanciarle è oggi il Fatto Quotidiano in un articolo di Marco Lillo che riprende a sua volta una rivelazione del Tg La7 di ieri.

 

Festa della Repubblica - Parata Militare(Foto di Roberto Monaldo da archivio LaPresse)

 

VOLO DI STATO PER IL MINISTRO PINOTTI, NUOVE ACCUSE – Dai documenti inediti dei piani di volo presenti nel cervellone dell’Enav, Ente Nazionale Assistenza al Volo, risulterebbe che il piano del Falcon 50 dell’Aeronautica Militare, a bordo del quale all’aeroporto di Ciampino sarebbe salito il ministro della Difesa il 5 settembre scorso, è stato cancellato alle 18.04 per poi essere riscritto due muniti dopo, alle 18.06, in concomitanza dell’orario del decollo stimato dell’Airbus del premier Matteo Renzi, sul quale c’era Pinotti. In sostanza, il piano di volo del velivolo, che in teoria doveva essere in missione di addestramento, non sembrava ritagliato su misura delle esigenze dei piloti, bensì su quelle dell’unico passeggero civile, ovvero il ministro della Difesa, di rientro a casa dopo il vertice Nato in Galles. Il Falcon 50 secondo la ricostruzione non sarebbe partito da Ciampino prima dell’atterraggio dell’Aibus 319 che, dopo aver scaricato Renzi a Firenze, sarebbe atterrato a Ciampino di ritorno dal Regno Unito.

VOLO DI STATO PER IL MINISTRO PINOTTI, REGOLE -La vicenda era emersa grazie ad un’interrogazione parlamentare presentata alla Camera dai deputati M5S Alessandro Di Battista e Luca Frusone, i quali sottolineavano l’assenza dei requisiti affinché Pinotti usufruisse di un volo di Stato. Le regole in vigore, infatti, stabiliscono infatti che «i voli di Stato devono essere limitati al presidente della Repubblica, ai presidenti di Camera e Senato, al presidente del Consiglio dei ministri, al presidente della Corte Costituzionale» e che «eccezioni rispetto a questa regola devono essere specificamente autorizzate» e una volta autorizzato il volo di deve procedere alla «pubblicazione, con cadenza mensile, sul sito internet della Presidenza del Consiglio dei ministri». Ciò non sarebbe avvenuto nel caso del Falcon 50 con a bordo il ministro Pinotti. Intanto, interpellato dai giornalisti sul caso, il procuratore di Roma Giuseppe Pignatone preferisce non commentare.

(Foto di copertina di Fabio Cimaglia da archivio LaPresse)