«Il cioccolato nel mondo sta finendo»
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«Il cioccolato nel mondo sta finendo»

Il cioccolato nel mondo sta finendo. Potrebbe sembrare una bufala, invece non è così. Si tratta di un allarme serio, lanciato da due colossi della produzione dolciaria, Mars Inc. e Barry Callebaut. Tutta colpa dei consumatori che mangiano più cioccolato di quanto non ne venga prodotto.

«Il cioccolato nel mondo sta finendo»
(Lapresse)

UNO SBILANCIO DI 70.000 TONNELLATE – Secondo quanto riportato dal Washington Post, nel 2013 il mondo ha consumato 70.000 tonnellate di cioccolato in più rispetto a quanto ne è stasto prodotto in quell’anno. Il mercato cinese inoltre continua a crescere così come la moda di consumare cioccolato fondente, un prodotto che contiene una percentuale più alta di cacao puro rispetto alle barrette al latte, con un consumo maggiore dei frutti della pianta. Di questo passo, secondo le due aziende produttrici, il deficit potrebbe arrivare a due milioni di tonnellate nel 2030 mentre nel 2020 la differenza tra produzione e consumo dovrebbe attestarsi ad un milione di tonnellate.

COLPA DELLA SICCITÀ E DELLE MALATTIE – Non va però sottovalutata la prolungata siccità in Africa occidentale, siccità che ha colpito Ghana e Costa d’Avorio, paesi in cui si produce il 70 per cento del cacao mondiale. Un ruolo determinante è stato poi giocato da una malattia che ha colpito le piante e che ha distrutto, secondo l’Organizzazione internazionale per il cacao, tra il 30 e il 40 per cento del raccolto. Per finire, molti agricoltori hanno abbandonato il cacao e deciso di passare a colture più sicure, come il mais. Per questo motivo nei mercati internazionali i prezzi del cacao sono saliti del 60 per cento in due anni.

 

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LA CRESCITA DELLA CINA – Tornando al consumo, lo squilibrio è dovuto alla passione sempre crescente da parte del mercato cinese. In Cina in media ogni abitante mangia all’anno il 5 per cento di quanto consuma un europeo occidentale. Questo però sta aumentando, così come la popolarità del cioccolato fondente nel mercato asiatico. E con l’aumento del consumo si è arrivati anche ad un aumento di prezzo, il cui valore è iniziato a crescere dal 2012. Hershey è stata la prima azienda ad alzare il prezzo del cioccolato, una mossa a cui è stata costretta dal mercato ed in futuro toccherà anche agli altri.

LE SOLUZIONI AL VAGLIO – L’emergenza ha portato gli agricoltori e le imprese a trovare una soluzione. In Centro Africa stanno studiando una pianta in grado di produrre sette volte il raccolto di un normale albero di cacao. L’abbondanza però potrebbe causare danni alla qualità del frutto. Allo stesso modo, un abbassamento repentino del prezzo ed un aumento della diffusione, necessario per venire incontro alle richieste di mercato, ha portato ad una diminuzione della qualità del prodotto finito, con il risultato che molte tavolette sono ormai insapori. Con il risultato che oggi di cioccolato non ce n’è più. (Photocredit Lapresse)