“Quel cocainomane di La Russa”

Un intercettato dell’inchiesta Finmeccanica accusa il ministro e Paolo Berlusconi di “sniffare”. Subito le smentite Nell’articolo pubblicato da Repubblica oggi...

Un intercettato dell’inchiesta Finmeccanica accusa il ministro e Paolo Berlusconi di “sniffare”. Subito le smentite

Nell’articolo pubblicato da Repubblica oggi a firma di Carlo Bonini e Maria Elena Vincenzi sulla Finmeccanica spuntano insulti e facezie nei confronti del ministro Ignazio La Russa e su Paolo Berlusconi. A parlare però è il responsabile delle relazioni esterne di Finmeccanica, Fabio Borgogni. E le parole sono pesanti. Scrive Bonini:

Nella primavera del 2010 — come documentano centinaia di intercettazioni telefoniche sulle utenze dei vertici di Finmeccanica (Guarguaglini, il potente responsabile delle relazioni esterne Lorenzo Borgogni, il direttore generale Giorgio Zappa, l’allora superconsulente, poi arrestato, Lorenzo Cola, il responsabile della sicurezza aziendale Vittorio Savino) — le indagini della Procura di Roma hanno un effetto devastante. L’ipotesi investigativa che “Digint” sia né più e né meno che un “format” utilizzato dalla holding per la creazione di “fondi neri”, scatena, insieme, la furia e la preoccupazione di Guarguaglini e Borgogni. Ma, soprattutto, eccita la caccia al colpevole.

Il 9 marzo di quell’anno, Guarguaglini chiama Tremonti:

La storia di “Digint” ha messo il ministro di pessimo umore. «Vorrei la mappa — gli dice — di tutte le società, dirette, indirette, di sopra e di sotto, del gruppo tuo, estere, interne. Perché quell’episodio non è bello. Vorrei sapere quante società di questo tipo ci sono all’estero, con soci strani. Quella società autorizza a pensare che non sia la sola, no?». Passano neppure due mesi. Nel maggio 2010, l’inchiesta su “Digint” ha ormai la copertura assidua dei principali quotidiani del Paese. E i vertici di Finmeccanica si convincono che «regista dell’operazione » sia il ministro, «che ha già fatto fuori Scajola con la Guardia di Finanza». Borgogni, in una telefonata al presidente di Enav, Luigi Martini, usa toni violenti: «Questi hanno giocato troppo sporco. Sono traditori della patria. Mascalzoni. Bisogna fargliela pagare». Martini lo interrompe: «Sì, ma bisogna capire chi è». «Come chi e? — lo investe Borgogni — È il professor Giulio Tremonti con tutti i suoi scagnozzi: Marco Milanese, Ignazio La Russa, Paolo Berlusconi ».

Al telefono con Martini, Borgogni prefigura una campagna di ritorsione che deve aggredire il nemico “Tremonti” e i suoi “scagnozzi”, colpendoli nel privato. Poco importa se con notizie vere, verosimili, o false:

«Mi hanno rotto i coglioni», si inalbera. Quindi, con sorprendente anticipo su quanto le indagini della Procura di Napoli e Roma scopriranno, evoca barche (quella di Milanese) e affitti (quello del ministro dell’Economia) pagati da altri. «La gente che va in barca, perché gliela pagano, che ha la casa in affitto e gli pagano l’affitto a Roma… A me mi hanno rotto i coglioni, sta gente qui». Non è finita, l’uomo più vicino a Guarguaglini si abbandona a grevi riferimenti sulle asserite inclinazioni sessuali del ministro. Sulle sue compagnie, che Borgogni dice di «conoscere» e dunque di sapere «dove andare a trovare». Fa di più e di peggio. Annuncia a Martini che «la cosa comincia a dirsi in giro». Che, insomma, quello schizzo di fango che lui sta sputando al telefono, può farsi valanga, se veicolato a dovere.

E poi arrivano le incredibili accuse a La Russa:

Anche perché, parlando con «Simone » (altro dirigente di Finmeccanica) il 28 maggio, aggiunge: «da lunedì comincia un po’ di controffensiva, di documenti, di cose, di barche a 20 mila euro al mese». Ce n’è anche per Paolo Berlusconi e Ignazio La Russa. Borgogni li accusa di essere due cocainomani. Peggio, di essere i due che lavorano alla sostituzione di Guarguaglini con Cattaneo: «Quello è matto (Paolo Berlusconi ndr) Con La Russa, si sono messi in testa, tra una sniffata e l’altra, che vogliono portare Cattaneo lì».

Paolo Berlusconi intanto ha inviato una smentita alle agenzie di stampa:

‘Con riferimento agli stralci di conversazioni telefoniche intercorse tra il signor Lorenzo Borgogni (capo delle relazioni esterne di Finmeccanica) ed il signor Luigi Martini (Presidente di Enav) apparsi in data odierna su ‘La Repubblica’ (pag. 23, articolo a firma di Carlo Bonini e Maria Elena Vincenzi, intitolato ‘Tremonti e’ contro Finmeccanica, la paghera’) e altri quotidiani, nell’ambito delle quali, del tutto gratuitamente, si attribuisce al sottoscritto ed al ministro Ignazio La Russa condotte sconvenienti e riprovevoli quali, su tutte, l’uso di sostanze stupefacenti, si precisa quanto segue. Le affermazioni del signor Borgogni, cosi’ come riportate nel suddetto articolo di giornale, ancorche’ rese nell’ambito di una conversazione telefonica privata oggetto di pubblicazione giornalistica solo poiche’ contigua all’inchiesta sui fondi neri Digint, sono manifestamente lesive del mio onore, della mia immagine e della mia reputazione, umana e professionale’. Lo dichiara Paolo Berlusconi. ‘Mai ho fatto uso, infatti, di simili sostanze illecite, delle quali ho in piu’ occasioni pubblicamente stigmatizzato il consumo, esprimendo al riguardo il mio personale favore ad iniziative legislative volte a reprimerne quanto piu’ severamente possibile la diffusione. Resta naturalmente inteso che il signor Borgogni sara’ chiamato a rispondere della gravita’ delle dichiarazioni profferite nei miei confronti innanzi a tutte le competenti sedi giudiziarie’, conclude.

Quello che ha dell’incredibile è che i vertici di Finmeccanica siano ancora lì.