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In Grecia i disabili finiscono in gabbia

BBC torna sulla vicenda del centro per disabili di Lechaina, una struttura che da tempo desta scandalo in Grecia e oltre, perché ospita in gabbie una sessantina di giovani disabili.

ombudsman
Le conclusioni dell’inchiesta dell’Ombudsman greco nel 2011

MANCA IL PERSONALE – Sei persone, che diventano tre di notte, per assistere una sessantina abbondante di giovani disabili, niente fondi da anni per poter aumentare il personale, da qui «l’esigenza» di confinare i giovani ospiti all’interno di gabbie di legno, vere e proprie celle dalle quali non escono quasi mai. Questa la «soluzione» adottata per gestire gli ospiti con così poco personale e da quando la gestione del centro è diventata uno scandalo internazionale, si sono trovati i soldi solo per ridipingere le sbarre.

UNA PRIGIONE – I 65 ospiti vivono all’interno di gabbie e celle di legno, all’interno delle quali mangiano, dormono e trascorrono gran parte della giornata, visto che gli operatori che dovrebbero sorvegliarli durante le attività negli spazio comuni non ci sono. Di conseguenza non ci sono nemmeno le attività stesse, così come non ci sono oggetti personali dei ragazzi, manca il dottore, il personale specializzato e molto altro ancora. La struttura in pratica si risolve in un centro di detenzione per giovani colpiti dalla sindrome di Down o dall’autismo e i tre operatori presenti sono poco più che secondini.

LE GABBIE UNICA SOLUZIONE – La soluzione peraltro è «la migliore possibile» a detta di molti, viste le condizioni, perché i tre operatori non potrebbero materialmente controllare gli ospiti, alcuni dei quali possono diventare aggressivi o assumere comportamenti autolesionisti. La radice del problema è nello stato dei conti della Grecia e lo dimostra anche l’esistenza di un centro per disabili poco distante. Costruito secondo gli standard più moderni e con i finanziamenti dell’Unione Europea, resta desolatamente vuoto perché la Grecia non può o non vuole permettersi d’assumere il personale che servirebbe per farlo funzionare, la stessa direttrice del centro incriminato non prende lo stipendio da un anno.

È UNA VERGOGNA ILLEGALE, MA NON SUCCEDE NIENTE – La prima denuncia della situazione del centro di Lechaina è del 2009, furono degli studenti affiliati a un programma d’interscambio europeo a rimanere sconvolti dalla realtà che si parò di fronte ai loro occhi e a denunciarla alle autorità europee e alle associazioni per i diritti umani, e a diffonderne le immagini (nel video sopra) inutilmente. Poi nel 2011 l’ombudsman (altrimenti conosciuto come difensore civico) greco concluse un’inchiesta e produsse un rapporto devastante sulle condizioni nella struttura, che sono prima di tutto illegali per la stessa legge greca, perché di fatto a Lechaina c’è un centro di detenzione illegale per disabili, non certo una struttura per la loro cura, e i suoi ospiti non sono criminali o condannati, sono malati affidati alle cure dei sanitari pienamente titolari dei loro diritti costituzionali. Oltre a quest’ultimi, la soluzione lede i diritti umani ed è agli antipodi delle buone pratiche sanitarie. Una detenzione che non può certo migliorare la loro condizione, che così si tramuta in una condanna eterna a vegetare all’interno di una gabbia. Un istituto di cure trasformato in prigione nella quale bambini e ragazzi disabili sono richiusi in gabbie e celle, una vergogna per la Grecia, per l’Europa e per l’umanità.