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Tutta la storia dei 5 Stelle e del volo del ministro Pinotti

Denunciare il ministro della Difesa Roberta Pinotti per “utilizzo improprio di un aereo di Stato”. Oggi i deputati 5 stelle Alessandro Di Battista e Luca Frusone hanno presentato due denunce, alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica, in cui chiedono spiegazioni su un volo di stato che ha accompagnato la titolare del dicastero a casa, senza, secondo i 5 stelle, i titoli necessari. «Riteniamo che abbia utilizzato un aereo-blu per farsi accompagnare a casa sua. Lei sostiene di aver semplicemente usufruito di un volo di addestramento già previsto. Caso strano un volo partito 10 minuti dopo l’arrivo della Pinotti a Ciampino (veniva da Cardiff) e diretto, caso ancor più strano, a Sestri, cioè a casa sua», spiega il Dibba sulla sua pagina Facebook. Le denunce dei 5 stelle sono solo l’ultimo tassello del caso Pinotti, raccontato a settembre dal Fatto Quotidiano e su cui il ministro ha già fornito una sua spiegazione. Eppure, nonostante ciò, la vicenda va avanti. E adesso, davanti al tam tam del “volo di Stato” l’Aeronautica militare comunica di aver querelato «tutti i responsabili della diffusione di comunicazioni strumentalmente diffamatorie e infondatamente denigratorie».

Le denunce  presentate sui social
Le denunce presentate sui social

I FATTI – Partiamo dall’inizio, ovvero dall’articolo di Marco Lillo apparso sul Fatto il 25 settembre:

Il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, ha usato un Falcon 50 dell’Aeronautica militare italiana per farsi accompagnare a casa a Genova, il 5 settembre scorso, approfittando di un volo di addestramento programmato dal 31esimo stormo dell’Aeronautica proprio in coincidenza con le sue necessità.

Come racconta Lillo nel pezzo tutto iniziò con il volo di ritorno dal vertice Nato di Newport, vicino a Cardiff in Galles. Cosa accadde il 4 settembre? L’airbus A319 della Presidenza del Consiglio decollò da Roma: dentro Matteo Renzi, Roberta Pinotti, Federica Mogherini accompagnati dallo staff. E al ritorno? L’airbus A329 mollò il premier nella sua Firenze (come sottolinea Lillo con i relativi costi atterraggio e decollo). Successivamente il volo si fermò a Fiumicino per lasciare alle 21.30 Mogherini e Pinotti. L’ultimo volo però per Genova, dove il ministro della Difesa doveva fare ritorno, era già partito alle 21 e 20. Per tal motivo Pinotti ususfruì del Falcon 50, spiega il Fatto «un piccolo jet executive usato per i politici e le missioni umanitarie e sanitarie, da nove posti». Il ministro, sul veivolo, risultava all’epoca l’unica civile. Il volo però non decollò solo per lei, ma per un addestramento programmato dal 31esimo stormo dell’Aeronautica. Tratta Roma-Sestri. Insomma un caso, o no? Il volo su cui volò il ministro della Difesa ha una media di costo orario di circa 3mila e 400 euro. Costo che comunque, a fronte di un addestramento programmato, si doveva comunque sostenere.

L’INTERROGAZIONE DEI 5 STELLE – Si può parlare di spreco? Pinotti poteva fare tutto ciò? I deputati Frusone e Di Battista presentarono una interrogazione parlamentare in merito, rivolta sia al premier che alla Pinotti:

In conformità alla predetta disposizione, con direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri del 23 settembre 2011, viene specificato che «il trasporto aereo di Stato fornisce supporto all’espletamento delle funzioni istituzionali delle più elevate autorità, alla tutela della sicurezza nazionale, e … concorre alla protezione dei soggetti esposti a minaccia o pericolo, alla salvaguardia della vita umana e della salute»;
la direttiva, all’articolo 8, stabilisce che «la Presidenza del Consiglio dei ministri costituisce il centro di riferimento per la gestione amministrativa, tecnica e finanziaria, nonché sede di coordinamento unitario del trasporto aereo di Stato in ogni sua forma»

LA REPLICA DEL MINISTRO – Eppure il ministro, quando uscì l’articolo sul Fatto fu contattata direttamente dalla redazione. Replicò spiegando che anziché usufruire di un benefit ha invece “risparmiato” per lo Stato. A spiegarlo è il suo portavoce: «Il ministro aveva prenotato il 2 settembre, due giorni prima di partire per Cardiff, un volo di linea da Roma a Genova per il sabato 6 settembre alle 10 e 20 di mattina (come da mail dell’agenzia di viaggi, ndr). Nei giorni successivi ha scoperto che c’era un volo addestrativo programmato dal 31esimo stormo dell’Aeronautica da Roma a Genova in notturna con istruttore e due piloti». Eppure Di Battista si chiede sui social se sia un caso la destinazione “Sestri”. «Quello scalo – ha sottolineato al Fatto il portavoce – come Reggio Calabria e Bolzano, è considerato particolarmente adatto per i voli di addestramento a causa dell’orografia del terreno e del frequente vento di traverso e di caduta». E per i costi? «Il volo di addestramento ci sarebbe stato comunque e quindi abbiamo risparmiato tre biglietti, comprendendo i due agenti di scorta. Perché il ministro della difesa è soggetto a eccezionali misure di sicurezza».

IL COMUNICATO DELLA AERONAUTICA MILITARE – Non solo, alla luce del rilancio della notizia in queste ore, l’Aeronautica ha diffuso un comunicato che smentisce la versione fornita dai 5 stelle e che riportiamo integralmente qui sotto:

In relazione alle dichiarazioni rilasciate da alcuni parlamentari concernenti una denuncia all’Autorità giudiziaria ordinaria e contabile riguardante il volo effettuato il giorno 5 settembre u.s. da un velivolo del 31° Stormo di Ciampino recante a bordo anche il Ministro della Difesa, l’Aeronautica Militare ritiene necessario far ora conoscere, per completezza d’informazione, di aver già dato mandato per l’inoltro di una denuncia – querela a carico di tutti i responsabili della diffusione di comunicazioni strumentalmente diffamatorie e infondatamente denigratorie del Reparto interessato e dei militari che in esso lavorano con passione, professionalità e assoluta correttezza, delle Forze Armate e dei vertici istituzionali delle stesse.

e ancora…

Quanto al merito del volo in questione, del quale hanno dato notizia alcuni organi di stampa nei giorni scorsi, e in particolare in modo diffamatorio da un quotidiano, l’Aeronautica Militare specifica che si è trattato di un volo di “routine” addestrativo.
Questi tipi di voli sono distinti in voli per qualificazione sulle macchine svolti con appositi istruttori e dove non è consentito imbarcare altri passeggeri, e voli di verifica del mantenimento delle qualifiche periodiche.
Su quest’ultima tipologia di volo è previsto il trasporto di passeggeri autorizzati, come avvenuto per il trasporto del Ministro della Difesa nella serata del 5 settembre 2014.
Non si trattava quindi di volo di Stato, come impropriamente riportato da alcuni organi di informazione.
L’Aeronautica esprime profonda amarezza dovendo registrare come la diffusione di informazioni infondate e tendenziose, immotivatamente ledano la reputazione di una Forza Armata istituzionalmente votata, insieme a tutte le altre, al servizio di tutti i cittadini.

(Copertina Foto Roberto Monaldo / LaPresse)