Ignazio Marino
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Ignazio Marino, “Ztl-gate” fa tremare il sindaco. Ma la maggioranza regge, per ora.

Ignazio Marino non è mai stato così in difficoltà. Dopo la conferenza stampa del Senatore Augello del Ncd, che ha smentito in maniera certosina la versione del sindaco di una supposta intrusione di pirati informatici nel sistema di gestione dei permessi ZTL, l’aria sul Campidoglio è piuttosto pesante.

Ignazio Marino, infatti, ha convocato un’urgente riunione di maggioranza, alla quale sono già presenti tra gli altri il coordinatore della maggioranza, Fabrizio Panecaldo, e il capogruppo di Sel, Gianluca Peciola, presente anche l’assessore alla Scuola, Alessandra Cattoi. Al termine della riunione è stata emessa una nota dai capogruppo della maggioranza che cerca di far quadrato intorno al sindaco Marino, senza chiarire nulla, però, rispetto alle accuse del senatore Augello.

“È del tutto evidente che il sindaco di Roma è bersaglio di un attacco politico a fronte di una mera dimenticanza amministrativa degli uffici competenti, nel processo di rinnovo del permesso di accesso allo ztl. I capigruppo e il coordinatore di maggioranza, respingono con forza e decisione il tentativo della destra di sminuire il nuovo corso impresso dal sindaco Marino all’insegna della trasparenza e della difesa degli interessi di Roma e dei romani. Saranno le autorità competenti ad accertare ogni eventuale responsabilità su quanto accaduto

Ignazio Marino, dopo aver limitato al minimo i contatti nel pomeriggio, appare sempre più isolato. Dal Pd romano e nazionale, non era arrivata nessuna espressione di solidarietà o dichiarazione di sostegno. “Ora il sindaco deve vedersela da solo” era stata la prima reazione dei consiglieri. Infatti, da più parti, sin dall’inizio di questa storia, al Sindaco era stato consigliato di pagare subito le multe, per chiudere sul nascere una polemica inutile e potenzialmente solo dannosa per l’amministrazione capitolina. Invece, il primo cittadino si è voluto intestardire nella difesa della sua posizione originaria, cosa che ora rischia di recare un serio danno alla sua stessa amministrazione.

E nel mirino era finito nel pomeriggio il suo capo gabinetto Luigi Fucito, che secondo alcuni sarebbe colui che avrebbe suggerito al sindaco Ignazio Marino la scelta di rivolgersi alle autorità di polizia per denunciare la supposta intrusione informatica. Ore talmente difficili al Campidoglio, dove qualcuno addirittura non escludeva neanche le dimissioni dello stesso Marino anche se la soluzione è sempre apparsa  piuttosto improbabile.

Intanto, questa mattina, come dicevamo, il senatore Augello aveva chiesto le dimissioni del sindaco in una conferenza stampa molto affollata.

LA CONFERENZA STAMPA DI QUESTA MATTINA “Il sindaco di Roma Ignazio Marino sulle multe e sulla Ztl ha mentito ai romani, all’Italia e al mondo intero. Non esiste nessun dossier informatico e non esiste nessun hacker che abbia violato i sistemi informatici del comune per far sparire il suo permesso di accesso alla Zona Traffico Limitato. Si è trattato di un colossale sbaglio, di un’ingenuità crediamo dolosa e per questo, per il ridicolo di cui il Sindaco ha coperto Roma, gli diamo 48 ore per dimettersi“: è questo il senso della conferenza stampa convocata dal Nuovo Centrodestra presso la Camera di Commercio di Roma in cui il coordinatore regionale Andrea Augello ha illustrato le prove, ottenute da “una fonte anonima”, in grado di dimostrare che l’intera polemica sugli accessi del sindaco alla Ztl sarebbe una colossale mistificazione.

IL VIDEO E IL COMPLOTTO – Come ci si ricorderà, il Sindaco con un video pubblicato sul suo profilo Facebook ha sostenuto che un hacker avesse violato i sistemi del comune e confezionato un “fascicolo informatico” nel quale, da un certo punto in poi, era sparito il permesso Ztl del Sindaco; il tutto orchestrato ai danni del Sindaco perché Ignazio Marino sarebbe d’ostacolo a coloro che vogliono che Roma venga governata a “mazzette e tangenti”. Il Nuovo Centrodestra ha convocato i giornalisti per illustrare due stampate dall’archivio permessi Ztl, ottenute grazie “ad una fonte anonima” e probabilmente in maniera illegittima (“ma siamo tutti pronti a ricevere un avviso di garanzia per questo”, hanno precisato i vertici dell’Ncd), nelle quali si dimostrerebbe che di nessun fascicolo o complotto si sarebbe trattato: in due interrogazioni a distanza di un minuto effettuate la mattina dell’11 novembre, dunque poco prima della conferenza stampa, prima il permesso di accesso del Sindaco è presente, successivamente invece scompare.

 

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Questi i dati che aveva diffuso il sindaco nei giorni scorsi:

 

 

QUESTIONE DI PERMESSI – Ma non c’è da stupirsi perché tutto dipende semplicemente dal filtro applicato alla ricerca digitale: il permesso Ztl del sindaco non esiste e non è mai esistito perché il sindaco ha a disposizione un permesso generale di passaggio per motivi istituzionali “che comprende anche le corse preferenziali, le strisce blu ed altro”; un permesso che, dunque, per questo motivo non appare nella stampata restringendo la ricerca ai soli permessi Ztl; in qualsiasi momento si cerchi dunque, un permesso Ztl non è registrato a nome di Ignazio Marino; analogamente in qualsiasi momento si cerchi, c’è sempre un permesso generale registrato a nome del sindaco. “Si tratta di una faccenda senza precedenti nella storia delle amministrazioni delle grandi città, sembra di essere finiti in un film di Totò o di Sordi, solo che il protagonista è il sindaco di Roma”, ha detto Augello: “Chi è costui, un piccolo truffatore o la brutta copia dell’ispettore Clouseau? In nessuno dei due casi questa persona può aspirare a guidare la  città di Roma. C’è un’intera catena di comando comunale che non ha dato questa informazione, nonostante intere strutture del Campidoglio siano state messe sotto pressione, ci sono persone che hanno dovuto lavorare di notte. Si tratta di una situazione vergognosa per la Capitale e a questo punto il sindaco si deve dimettere”, dice il coordinatore regionale del Nuovo Centrodestra.

 

 

QUATTRO DOMANDE AL SINDACO – “Gli diamo 48 ore, possiamo arrivare a 4 giorni. In ogni caso giovedì presenteremo la mozione di sfiducia e ci sarà una manifestazione che da Equitalia arriverà, con motorini e automobili, al Campidoglio”, ha detto Roberta Angelilli. “Ci sono delle forze di polizia, c’è un procuratore della Repubblica che sta indagando su quella che è una figuraccia internazionale”, ha continuato Augello, che ha concluso con quattro domande al sindaco Ignazio Marino: “Primo, dov’è l’atto di autotutela che secondo il Sindaco avrebbe annullato le multe? Tale atto può essere firmato o dal comandante dei Vigili Urbani, che ha detto di non averlo firmato, o dalla dirigente del Comune, che analogamente ha smentito. Secondo, chi ha retrodatato il permesso di Ignazio Marino? Lo chiediamo perché non esistono permessi retrodatati o retrodatabili. Terzo, perché ci sono quattro contravvenzioni non notificate ferme all’ufficio notifiche? Il nostro capogruppo è da 48 ore accampato all’agenzia della Mobilità e il dirigente si rifiuta di firmare l’accesso a questi atti. Quarto: chi ha dato queste due stampate al Sindaco perché le desse alla polizia? Chi ha presentato queste due stampate come se fossero la stessa interrogazione al sistema quando così, lampantemente, non è? Questa persona è un delinquente e va identificata”, conclude il senatore del Ncd.