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Mini partite Iva, l’imposta scenderà al 7/8%

Di fronte al rischio di penalizzare i «lavoratori della conoscenza», il governo Renzi sta studiando come modificare l’intervento sulla tassazione agevolata delle partite Iva, prevista nella manovra. Secondo Il Messaggero, Palazzo Chigi sta riflettendo su una serie di emendamenti promossi dal sottosegretario dell’Economia, Enrico Zanetti: la versione attuale, inserita nella legge di Stabilità, prevede una tassazione del 15% (con tetto del reddito a quota 15mila euro), oltre alla possibile decontribuzione per artigiani e commercianti. Un meccanismo che rischia però, di svantaggiare una categoria di lavoratori come designer, grafici e chi lavora nel settore della comunicazione. E soprattutto i più giovani.

PARTITE IVA, SI PENSA A RIFORMULARE L’ALIQUOTA AL 7-8% – Se oggi, per i primi 5 anni di attività e fino a 35 anni, esiste un’aliquota forfettaria del 5% – inferiore di dieci punti percentuali rispetto a quella nuova ipotizzata dall’esecutivo – , la nuova idea prevede un’aliquota al 7/8% che possa valere però non soltanto per il primo quinquennio. E con una quota di reddito a 30mila euro. Chiarisce il quotidiano romano:

 

«Per garantire che il costo dell’operazione (circa 900 milioni di euro) non salga, l’emendamento prevede l’eliminazione della decontribuzione (che vale circa 500 milioni e che comunque riguarderebbe solo commercianti e artigiani). “Sarebbe – spiega al Messaggero lo stesso Zanetti – un passo in avanti che permetterebbe di dare un segnale positivo a oltre un milione di partite Iva. È vero che avremmo un’aliquota leggermente più alta di quella attuale, ma in cambio la tassazione forfettizzata verrebbe resa stabile”», si legge.

 

COSA CAMBIA NELLA MANOVRA – La modifica sull’aliquota delle partite Iva non sarà l’unico intervento. Altre modifiche sono in cantiere su fondi pensione e Tfr. Si punta ad abbassare la tassazione degli investimenti nel risparmio previdenziale, dopo che nella manovra era stato deciso l’aumento dall’11,5 al 20%. Una tassazione maggiormente favorevole, sottolinea il Messaggero, potrebbe essere scelta anche sul Tfr in busta paga.  Ma non solo, nella legge di stabilità dovrebbe trovare spazio anche la «local Tax», ultima versione della tassa unica comunale che accorpa Imu, Tasi e non solo.