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Di Battista e il comizio 5 stelle nel distretto della fabbrica di famiglia

Il deputato 5 stelle più amato dai grillini torna nella sua Civita Castellana, per un comizio: davanti però alla sua fabbrica. L’evento, rilanciato domenica sera sulla pagina fan del Dibba, si è tenuto ieri sera, in compagnia del collega Ivan Della Valle, Massimo Bernini e Gianluca Castaldi, nonché Fabio Massimo Castaldo, europarlamentare M5S e il vicepresidente alla Camera Luigi Di Maio. Come spiega anche il Fatto Quotidiano l’appuntamento si è tenuto nel distretto in cui c’è anche la sua azienda, la DI.bi.tec, dove la famiglia dell’onorevole detiene l’80 per cento della proprietà, divisa tra lui, la sorella e il papà Vittorio.

 

di battista azienda

 

UN PORTAVOCE E DUE GRUPPI – L’onorevole più seguito del web ha raccontato passo dopo passo l’avventura verso il distretto, con tanto di viaggio sul treno. «Solo prendendo questi treni lenti e sporchi – raccontava ieri pomeriggio il deputato in rete – ti rendi conto della follia dei nostri governi. Vogliono buttare decine di miliardi di euro nel TAV (dietro alcune aziende che hanno preso appalti per il TAV c’è la ‘ndrangheta) quando abbiamo treni vecchi di 60 anni». Ma oltre ai treni c’è dell’altro. L’iniziativa non è piaciuta agli “ex” di Occupy Palco e spulciando in rete, tra applausi e fischi della manifestazione, spuntano due pagine fan. Una si chiama “Cinque Stelle CivitaCastellana”, l’altra “MoVimento CinqueStelle Civita Castellana”. La differenza? I secondi detengono logo i primi, invece, sono fortemente critici verso il loro rappresentante, accusato di indifferenza cronica verso il distretto industriale:

Durante le comunali di Maggio in città si creò una incresciosa situazione dove a discapito di una lista a 5 stelle venne certificata una lista non conforme alla certificazione che lo staff richiedeva. Furono mandate centinaia di mail e interessati dello scandalo tutti i portavoci regionali ed anche Alessandro Di Battista. Nessuno è venuto in soccorso e la città è stata volutamente riconsegnata al PD.

Il gruppo si chiede il perché della presenza del padre di Di Battista, persona definita molto distante «da quella assemblea di democrazia che spesso si è ispirata alla moralità di Enrico Berlinguer». Il passato politico del padre del deputato 5 stelle, negli anni ’70 consigliere MSI a Civita, è noto a tutti. Ma esattamente cosa è successo ieri pomeriggio?

L’ARRINGA DEL PADRE DAL PASSATO FASCISTA – All’evento c’era anche il padre di Alessandro, Vittorio, che ha illuminato il pubblico presente: “Dovete reagire tutti per risollevare le ceramiche di Civita Castellana”, riporta il quotidiano locale Corriere di Viterbo. La testata racconta anche della partecipazione, piuttosto scarsa:

C’erano circa 150-200 persone.Molti militanti dei vari meetup grillini, compresi quelli dissidenti di Civita, della zona e una discreta presenza di ceramisti. Ma non ci sono state solo rose e fiori. Infatti all’incontro c’erano anche i “dissidenti” civitonici. Che si sono fatti sentire.

Insomma il clima non era dei migliori. Il distretto industriale soffre da diverso tempo ed è in profonda crisi. I critici di Civita spiegano in una lunga nota come si sia chiesto un «unico intervento» da parte del loro gruppo. «Già un anno e mezzo fa il nostro meetup portò i portavoce Bernini e Blasi, iniziando un lavoro che è quello che oggi, dopo un anno e mezzo, vuole fare Alessandro Di Battista». Il gruppo ha chiesto delucidazioni sul disinteresse M5S durante le ultime comunali. «Magari oggi con un sindaco a 5 stelle tutto sarebbe stato più facile», prosegue la nota.

Magari. Ora la lotta si sposta davanti alle fabbriche di Civita Castellana, con un distretto da “salvare”: non senza polemiche.

— UPDATE —

Alessandro Di Battista replica sui social in merito alle notizie uscite stamane. In un lungo post parla del fatto da lui definito la “balla del giorno”:

ECCO LA BALLA DEL GIORNO. SONO TROPPO DIVERTENTI!
Ieri siamo entrati in una fabbrica di Civita Castellana e abbiamo parlato con imprenditori e operai di proposte concrete per dare sostegno al distretto ceramico della zona.
Cosa intitola oggi Libero (ma anche l’Huffington e purtroppo Il Fatto)? Che quella fabbrica sarebbe mia!
PER-FE-TTO, abbiamo un assist formidabile. Prendete quest’immagine, stampatela e fatela vedere a tutti i cittadini del distretto. Tutti sanno che la Ceramica Esedra SRL non ha nulla a che vedere con me (cari pennivendoli bastava richiedere una visura camerale per evitare una figuraccia del genere).
Queste sono occasioni preziosissime, come quando scrissero che “volevo proibire le bistecche per legge”. Quando le menzogne sono così stupide, puerili, facilissime da smontare, diventano uno strumento utilissimo per noi cittadini per mostrare quanto mentono i mezzi di comunicazione. Purtroppo tutti quanti.
Anche oggi, quindi, mi tocca ringraziare tali sedicenti giornalisti. Le vostre menzogne rafforzano le nostre verità (e a me fate anche tanta pubblicità). Continuate così. Mentite, mentite e mentite!
P.S. Sono in attesa di ricevere gli ultimi commenti/suggerimenti/correzioni da operai e imprenditori sulla mozione che ho scritto per il distretto industriale di Civita Castellana. Poi la depositerò e vi terrò aggiornati. Grazie a voi per il bellissimo incontro di ieri in fabbrica.

(In copertina il comizio nel distretto, fonte Luigi Di Maio FB)