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Il ministro Madia e il giornalismo di rinnovamento

Marianna Madia colpisce ancora. Il ministro della pubblica amministrazione ha presenziato alla Leopolda in questo fine settimana, esattamente come molti suoi colleghi. Ma mentre molti di loro hanno parlato con tanti giornalisti in maniera assolutamente cordiale e tranquilla, il ministro Madia ha estratto un vero e proprio coniglio dal cilindro.

Pur essendo probabilmente il ministro più anonimo dell’esecutivo di Matteo Renzi e probabilmente il meno preparato, il ministro Madia è riuscita ancora una volta a colpire l’immaginario collettivo.

Le era già riuscito ai tempo dell'”Ice Bucket Challenge”, dando vita probabilmente alla performance più goffa del globo terrestre, dando vita ad un filmato dove oltre a non dire una parola sul perché si stesse rovesciando un pentolino di acqua in testa, non ricordava cosa fare per contribuire alla lotta contro la Sla.

Questa volta, incredibilmente, è riuscita a superarsi. Avvicinata dai giornalisti per una battuta, il ministro, silenziosamente, ha iniziato a scappare declinando ogni invito a rispondere alle domande.

Inseguita dai colleghi, Madia ad un certo punto si è arrestata per regalarci una perla di rara saggezza sul giornalismo. «Sapete perché non rispondo alle vostre domande? Perché questo secondo me non è giornalismo di rinnovamento».

Ora a me piacerebbe che l’avesse detta – che so – negli Stati Uniti questa cosa la Madia, per vedere la reazione dei giornalisti anglosassoni. Che forse, e questo può essere vero, non si ammucchierebbero come facciamo noi intorno ad un politico qualunque (giuro che ho visto resse per strappare una battuta a dei veri e propri signor nessuno).

Mentre aspettiamo che il ministro Madia ci illumini sulla sua idea di giornalismo di rinnovamento (e anche di cosa diavolo significhi giornalismo di rinnovamento) saremmo curiosi di sapere se il giornalismo di rinnovamento tanto caro alla Madia prevede le domande ed, eventualmente, anche le risposte.

 

Nel frattempo, mentre aspettiamo che il ministro Madia si degni ad informare anche noi mortali operatori della comunicazione sulle progressive fortune del giornalismo di rinnovamento, abbiamo deciso di rassegnarci al suo silenzio.

In fondo è una buona notizia per tutti: per lei che non avrà meno a che fare con i giornalisti, a noi che non dovremo più ascoltare certe risposte, e ai cittadini che se ne faranno una ragione in pochi decimi di secondo.