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Quando Grillo minimizzava anche sulla camorra

Quando parla in terra di mafia o camorra Beppe Grillo è abituato a pronunciare frasi che ridimensionano, minimizzando, la portata del problema criminalità. Lo ha fatto ad esempio ieri a Palermo, sostenendo, durante un comizio, che «bisognerebbe quotare la mafia in Borsa», che «la mafia è stata corrotta dalla finanza» e che «non c’è differenza tra un uomo d’affari e un mafioso». Ma lo ha fatto anche a Napoli, nel corso della campagna elettorale per le Europee.

 

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COSA DICE GRILLO – Era l’8 maggio quando il leader del Movimento 5 Stelle interveniva sul palco di piazza Sanità spiegando che i camorristi «si difendono con un po’ di contrabbando» e che nelle associazioni a delinquere di stampo mafioso «a volte non c’è neanche un mafioso».

…perché poi bisogna che ci accordiamo su che cos’è la mafia, che cos’è oggi un’associazione a delinquere. Signori, non c’è più il mafioso, il camorrista che pensa… c’è ancora il camorrista che può dettar legge nei quartiere: per l’amor di Dio, non nego mica questa evidenza. Ma ormai che pizzo prendono dai negozi che sono tutti chiusi? Si difendono con un po’ di contrabbando… qui ci sono questi quartieri qua, come nei quartieri di Genova… c’è un’economia alternativa che si sviluppa, perché qua non c’è mai lo Stato e allora uno sopravvive facendo un’economia alternativa. Cos’è un’associazione a delinquere? Ve lo dico io cos’è un’associazione a delinquere di stampo mafioso. Da chi è composta un’associazione a delinquere di stampo mafioso? Velo dico io. Da un uomo d’affari, da un banchiere, da un politico, da un commercialista e da un notaio, ed a volte non c’è neanche un mafioso. Ed è quello che sta succedendo. La mafia, la ‘ndrangheta la camorra vanno dove ci sono i soldi, dove c’è il grano, dove ci sono i grandi lavori, va nel Tav. E allora per fare gli scavi del Tav hanno bisogno di una legge in Parlamento fatta per fare gli accordi con la mafia.

 

 

COSA DICE LA DIA – Per la cronaca, nell’ultima relazione del Ministero dell’Interno (relativa al secondo semestre 2013) su attività svolta e risultati conseguiti dalla Dia (Direzione investigativa antimafia) si legge:

Nel quartiere Sanità, l’indebolimento del clan Misso ha determinato una contrapposizione tra un gruppo che fa riferimento alla famiglia Lo Russo, ed un sodalizio che fa capo a due pregiudicati ex affiliati del clan Misso. Numerosi episodi di danneggiamento in danno di esercizi commerciali, verificatisi nel mese di luglio, sono un eloquente segnale del tentativo di affermazione della supremazia da parte dei clan opposti. Il neo costituito sodalizio Savarese-Sequino si sarebbe avvicinato al gruppo legato ai Giuliano a Forcella, con l’intento di cementare un’alleanza per prevalere contro i rispettivi clan antagonisti, Lo Russo e Mazzarella. Nella stessa area si rileva l’aspirazione di alcuni membri del sodalizio Tolomelli-Vastarella, tradizionalmente legato al clan Licciardi di Secondigliano ed antagonista del clan Misso, di riappropiarsi di parte del quartiere Sanità cercando funzionali appoggi da parte anche di elementi del clan Contini.

(Foto di Guglielmo Mangiapane da archivio LaPresse)