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Le ‘nozze gay’ celebrate dal sindaco Marino finiscono sul Nyt

«La folla in una sala decorata al Comune di Roma è scoppiata in un applauso all’ingresso del sindaco, che indossava la sua formale fascia verde, bianca e rossa. Le spose e gli sposi si sono piegati in avanti per firmare un registro ufficiale. Gli ospiti hanno sollevato i bambini, scattato foto, asciugato le lacrime».

«BUROCRAZIA LABIRINTICA» – Comincià così il racconto del New York Time di quanto accaduto in Campidoglio la scorsa settimana, ovvero della registrazione di 16 matrimoni omosessuali contratti all’estero. L’inziativa del primo cittadino Ignazio Marino e la polemica che essa ha generato hanno conquistato l’attenzione della stampa americana, che ha approfittato del caso per fornire uno spaccato di un paese che fa ancora fatica a riconoscere i diritti delle coppie composte da persone dello stesso sesso. Il Nyt, nell’articolo firmato da Gaia Pianigiani, riporta il pensiero del sindaco di Roma espresso il giorno delle firme in Comune («Oggi è un giorno speciale, ma abbiamo ancora molta strada da fare affinché questo possa diventare un giorno normale») ma nello stesso tempo parla anche di della necessità per le coppie omosessuali di superare una «burocrazia labirintica» anche quando si tratta di affrontare problemi quotidiani come il congedo parentale.

 

Ignazio Marino registra matrimoni gay in Campidoglio

 

«CAOS GIURISDIZIONALE E POLITICO» – «Anche se il matrimonio gay non è legalmente riconosciuto in Italia – ricostruisce il Nyt – i funzionari locali hanno sempre dovuto far fronte alle richieste di coppie per il riconoscimento dell’unione contratta in nei paesi in cui le nozze tra persone dello stesso sesso, come gli altri paesi dell’Unione Europea, Belgio e Spagna, il Canada e un numero crescente di stati americani». Poi si passa al botta e risposta nelle istituzioni. «Molti uffici governativi – scrive ancora Pianigiani – hanno esortato i funzionati della città ad annullare le registrazioni. Marino e molti altri si sono rifiutati, sulla base del fatto che solo i magistrati possono annullare gli atti di sindaco». Si parla ovviamente anche della via d’uscita: «Nel caos giurisdizionale e politico che ne è seguito il governo del premier Matteo Renzi ha recentemente proposto una legge nazionale per consentire le unioni civili e l’adozione del figlio naturale, ma non il matrimonio omosessuale». In mezzo l’incertezza degli sposi. «Alla fine dovremmo sposarci di nuovo, o dobbiamo semplicemente registrare il nostro matrimonio americano? Forse accadrà in tempo per festeggiare le nozze d’argento o d’oro», ha detto uno degli sposi alla giornalista.

(Foto di Daniele Leone da archivio LaPresse)