Fidenza bandiera isis
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La madre di James Foley denuncia Il Giornale

Il Fatto Quotidiano riferisce la dura presa di posizione di Diane Foley, madre di James, uno degli ostaggi dei quali l’ISIS ha mostrato al mondo la decapitazione, che denuncia quello che ritiene lo squallido sfruttamento pubblicitario della tragica immagine della morte del figlio da parte de Il Giornale. magdimagdicristiano LE ACCUSE – Secondo Il Fatto Quotidiano la signora Diane Foley  cerca un avvocato italiano per difendere la memoria del figlio, decapitato dall’Isis.  L’immagine nella quale appare vestito con la tunica arancione come i prigionieri di Guantanamo e inginocchiato accanto al suo boia, è stata usata in questi giorni da Il Giornale per pubblicizzare il libro «Non perdiamo la testa», raccolta di saggi scritti «dalle migliori firme» del quotidiano milanese di proprietà dei Berlusconi e curato da Magdi Cristiano Allam, a sua volta presentato sulle pagine dello stesso quotidiano come uno dei «massimi esperti» di terrorismo islamista. IL PROBLEMA DELL’ISLAMOFOBIA – Al di là della credibilità dell’opera, che s’avvale del contributo degli autorevolissimi Alessandro Sallusti, Vittorio Feltri, Francesco Alberoni, Ida Magli e Fiamma Nirenstein, oltre che della curatela di Magdi Cristiano Allam, una raccolta di firme fin troppo omogenea e fin troppo incline all’islamofobia, la modalità di presentazione aveva suscitato scandalo fin da subito, evidentemente l’eco delle polemiche ha raggiunto la signora Foley, che non ha gradito. TUTTO BENE PER ALLAM – Magdi Cristiano Allam si è convertito al cattolicesimo nel 2008, ma fin da subito in aperta polemica con una chiesa che non condivide i suoi toni da crociata, toni che gli sono valsi l’apertura di un procedimento disciplinare da parte dell’Ordine dei giornalisti, che lo accusa proprio di «islamofobia» un po’ troppo manifesta. Sentito da Il Fatto, ha detto di non essere responsabile della scelta di marketing, che comunque ha commentato dicendo che non ci trova nulla di male o di irrispettoso