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L’Unità ha un nuovo editore: quello di Miracoli e Vero

L’Unità ha un nuovo editore, l’accordo con il Partito Democratico è chiuso e sarà ufficializzato entro la fine del mese: lui è Guido Veneziani, “editore puro” che porta in edicola “Vero”, “Stop”, “Miracoli” – riporta il Corriere della Sera che l’ultimo titolo di quest’ultima pubblicazione è “Satana non voleva che Giovanni Paolo II diventasse santo”. Tutto vero: “Abbiamo raggiunto un fantastico accordo con il Pd. Entro la fine di ottobre faremo un’offerta per l’acquisizione dell’Unità”, racconta al giornale di Via Solferino.

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L’UNITA’ E IL NUOVO EDITORE – Che c’entra Veneziani con l’Unità? “Io sono un editore puro”, dice Veneziani alla Stampa; “Se voglio l’Unità è perché è un buon affare”, un giornale con una “montagna di interregionali con forti radici nel territorio, il vero quotidiano nazionale”, da rilanciare, magari “con le opportune operazioni di marketing” per raggiungere il suo bacino di lettori, che sarebbe veramente ampio. Un giornale che, dice Veneziani, dovrebbe diventare “un vero quotidiano popolare” e il pensiero va subito alle pubblicazioni che Veneziani già edita, come Vero, che però non è un prodotto “gossipparo”: “E’ una rivista familiare, di intrattenimento e di approfondimento, con firme importanti. Poi, certo, la Clerici la mettiamo in copertina perché vende”. Così dovrà essere anche l’Unità? “Non sarà il Sun, per intenderci, non ci saranno le donne nude”. O meglio: “Certo, se becchiamo la fidanzata di Berlusconi nuda, la pubblichiamo”, sull’Unità.

IL NUOVO DIRETTORE – Il profilo politico dell’Unità, come cambierà? “Si occuperà di politica e di sociale”, dice l’Editore, “con un linguaggio giovane, adeguato ai tempi moderni. Anche la cronaca, non nera, avrà un grande spazio”. D’altronde, Veneziani si definisce “un cittadino, un imprenditore che ha avuto trascorsi di sinistra e che girava con in tasca l’Unità, ma anche il Manifesto e Cuore”. Però “non è mai stato iscritto ad un partito e li ho votati quasi tutti. Alle ultime elezioni, in effetti, il Pd”, sopratutto perché c’è Matteo Renzi: “Lei davvero pensa che in questo paese ci sia ancora chi si dichiara di sinistra, di centro o di destra? Ma poi, lei pensa che Renzi sia di sinistra?”. Il punto è principalmente che è “bello, sveglio, ha una gran dialettica ed è uno dei pochi politici che si capisce quando parla”. Il problema del direttore sarà affrontato in seguito, a Veneziani ne piacerebbe uno “molto giovane, dinamico, innovatore”, certamente sotto i 35 anni. Anche uno che viene dalle sue pubblicazioni? “Non lo escludo”.