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Parla la baby squillo di Cuneo: «I clienti? Bravissime persone»

I genitori e gli amici non sapevano nulla, il fidanzato ha intuito qualcosa senza fare troppe domande, i clienti erano bravissime persone con una bella famiglia e un lavoro onesto e importante e l’hanno sempre rispettata. La baby squillo di Cuneo si confessa a La Stampa, a una condizione: l’anonimato assoluto «perché in questa città ci vivo e se qualcuno viene a sapere il mio nome, cosa faccio nella vita di tutti i giorni, sono finita»

La baby squillo che si prostituiva per aiutare la madre in difficoltà economiche

 

L’INTERVISTA – Ieri la questura del capoluogo piemontese ha arrestato otto persone accusate di aver intrattenuto rapporti sessuali con lei quando era minorenne: «Loro che ci potevano fare? Io dicevo che ero maggiorenne: agli incontri non andavo mica vestita così, in tuta, eh. Se hanno commesso uno sbaglio è stato quello di non chiedermi la carta d’identità» si è difesa la ragazza, ora diciottenne, che ha iniziato a prostituirsi «perché mi andava e poi mi davano dei soldi. E io potevo permettermi delle cose che altrimenti mi sarei solo sognata». Tra gli indagati c’è anche un’amica più grande, accusata di averla fatta entrare nel giro e di averla sfruttata: «Non è vero che mi ha agganciata. Ci siamo entrate insieme e insieme abbiamo fatto tutto. Quello era il nostro segreto». La baby escort protegge anche un altro amico, proprietario dell’appartamento in cui avvenivano le prestazioni: «Hanno detto che gli davo dei soldi, ma la questione è diversa. Pagavo le spese». In chiusura argomento droga: i clienti pagavano fino a 200 euro oppure in dosi di cocaina e hashish ma ammette la giovane «con quella roba lì ho chiuso per sempre. Ho fatto tutto con l’aiuto degli psicologi»