Il portavoce italiano di Barack Obama, Walter Veltroni, rompe gli indugi e sfida il governo col suo piano da un milione di posti di lavoro in tuta verde. Dieci idee rivoluzionarie sulle quali vale la pena riflettere.
Ci arriva in ritardo, come al solito, ma quando Uolter prende il toro per le corna sono dolori per tutti. Stufo per l’inerzia di un governo “fisicamente assente” da
lla scena causa elezioni sarde, il lìder del piddì non ha perso la ghiotta occasione servitagli dagli Ecologisti democratici riuniti a convegno per discutere del “new deal” alla clorofilla al quale affidare l’ingrato compito di risollevare le sorti dell’economia mondiale. “Oggi il Pd è il partito di un ecologismo moderno, che ha dentro di sé il Dna del riformismo. L’ambiente è il cuore del progetto politico del Partito democratico. Per questo proponiamo un piano per un milione di posti di lavoro, serio, che avrebbe bisogno di poco dispendio di risorse e assicurerebbe molti benefici“. Anche volendo generosamente glissare sul milione di posti di lavoro che, dalle nostre parti, è una promessa di bonaventuriana memoria, non si può nascondere un minimo di perplessità sul testo dei dieci comandamenti consegnati al popolo in svogliata attesa.
CON CALMA – Veltroni non è uno che ami i colpi di testa o le iniziative troppo nette. Forse è per questo che, per il suo piano, ha pensato
di prendersi una decina d’anni di tempo per realizzarlo. Del resto, è roba impegnativa e non ci si può aspettare di compiere la quarta rivoluzione epocale – industriale, edilizia (sic) e telematica le prime tre – prima delle amministrative o delle europee. Non tutti i dieci punti, tuttavia, richiedono tempi lunghissimi per cui è assolutamente opportuno cominciare a parlarsi chiaro sul da farsi. Tipo sui frigoriferi e sui congelatori, perché su lavatrici e lavastoviglie sarebbe meglio avviare un confronto con le parti sociali allo scopo di valutare se i tempi siano maturi. Intanto, però, ecoincentivi per le classi di consumo A e A+ (per le A++ niente, mah) si possono concedere, magari applicando sovrattasse alle categorie di elettrodomestici meno sensibili al risparmio energetico. Alle brutte, per queste ultime si potrebbe arrivare alla sospensione delle vendite. Detto che a pensar male si fa peccato, e noi siamo molto timorati di Dio, ci sarebbe quella faccenda della Signora Ministro Ombra alle Politiche Comunitarie che sta nel CDA della Fineldo e che, magari, non è ancora del tutto soddisfatta dei 68 milioni di euro messi a garanzia dal Governo a favore dell’Antonio Merloni. Sono malignità, naturalmente, perché i conflitti di interesse sono tradizionalmente “ben altri“.
COSTRUZIONI MIRACOLOSE – Ora, non è che un piano decennale di questa portata può ridursi ai frigoriferi della signora
ministro. E, infatti, non è così. Veltroni ne ha un po’ per tutti, dalla conferma sine die degli incentivi alla riqualificazione energetica delle abitazioni private alla costituzione di un fondo di rotazione da 100 milioni di euro per la messa in sicurezza e il recupero di efficienza energetica degli edifici pubblici. Considerando il costo medio di una ristrutturazione va dai 1.000 ai 1.500 euro al metro quadro, significa un fondo capace di rimettere a nuovo circa 100.000 metri quadri di proprietà pubblica all’anno: poco meno del doppio di quanto ha fatto Trieste da sola negli ultimi 9 anni. Tra l’altro, pare che nei 100 milioni ci debbano stare anche 100.000 alloggi tra edilizia pubblica e canone agevolato. Più che un sogno, servirebbe un miracolo.




Di più: nella pagina del Ministro Ombra si apprende che “dal 1° gennaio 2005 assume la responsabilità delle Relazioni Istituzionali di Indesit Company”. Una lobbysta, direbbero negli States.
Negli States, la lobbysta risulterebbe difficilmente eletta al Congresso. ma si sa, certi conflitti son meno conflitti di altri.
W W W Uolter!
Lui sì che è l’alternativa… al futuro!