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Il Cnel scomparirà, ma intanto assume a tempo indeterminato

Il governo vuole abolire il Cnel per ridurre la spesa pubblica. Il Cnel gioca d’anticipo e prima di sparire nel nulla prova ad assumere personale a tempo indeterminato. Nell’Italia alle prese con crescita economica negativa e difficoltosa tenuta dei conti pubblici accade anche questo, che il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro, un ente che ha prodotto in 60 anni 14 disegni di legge mai trasformati in legge, resiste alla sforbiciata della politica con una mossa estrema.

ABOLIZIONE NELLA RIFORMA DEL SENATO – Ne parla Claudio Marincola su Il Messaggero. Si pensa precisamente ad un nuovo concorso per regolarizzare i precari, proprio mentre la Legge di Stabilità presentata dall’esecutivo abolisce le indennità del presidente e dei consiglieri a partire dal prossimo gennaio, e, soprattutto, mentre il ddl di riforma costituzionale in discussione in Parlamento decreta la fine dell’ente. Ad alzare la barricata contro la scure sarebbe un gruppo di consiglieri intenzionato ad impugnare la norma della riforma. Il tutto condito dalla stabilizzazione dei precari e da un estremo riserbo dei vertici.

RESISTENZA DI ALCUNI CONSIGLIERI – «Il principio al quale ci siamo ispirati è il rispetto della legge, al di fuori di questo principio c’è l’arbitrio», si limita a far sapere il Cnel attraverso uno dei rari comunicati. Si tenta insomma di sopravvivere azzardando un braccio di ferro con il governo. Dopo l’abolizione del Consiglio, che giunge comuqnue dopo anni di riduzione dei costi, dovranno continuare ad essere erogati gli stipendi dei 90 dipendenti, mentre fino a dicembre i 65 consiglieri (provenienti da mondi diversi: sindacalisti, imprenditori, liberi professionisti, esperti nominati dal Quirinale o da Palazzo Chigi, rappresentanti del Terzo Settore) fino a dicembre continueranno a percepire 26mila euro lordi, 14mila in meno dei vicepresidenti. Tra loro ci sono anche i leader sindacali Luigi Angeletti della Cisl e Raffaele Bonanni della Uil.