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Fondi Europei, l’Italia ne ha “rubati” più di tutti

Fondi europei, per l’Italia un grande buco nero: il nostro paese è il primo fra i membri dell’Unione per la quantità di emolumenti percepiti grazie a frodi di vario genere e per questo sottoposti a sequestro conservativo dalla Guardia di Finanza. Sono alcune regioni del Sud le prime per sprechi nei finanziamenti che arrivano da Bruxelles, ma anche alcune regioni del centro non si piazzano male in questa classifica poco invidiabile.

FONDI EUROPEI, I DATI DELLE FRODI – L’ufficio europeo antifrode (Olaf) che si sta tenendo in questi giorni certifica quanto calcolato dalla Guardia di Finanza e riportato dal Messaggero. “Negli ultimi 9 mesi su 550 milioni sottoposti a controllo, è risultato che più della metà era ottenuto attraverso una frode, e dunque illegittimo”: parliamo di 215 milioni di euro “indebitamente percepiti” e altri 75 “illecitamente richieste ma bloccate prima della loro elargizione per circa 75 milioni di euro”. In totale, fra tutti i finanziamenti ispezionati, sono 145 milioni di euro quelli sottoposti a sequestro fra gli emolumenti finiti sotto la lente di ingrandimento delle Fiamme Gialle. Il tutto fa totalizzare al nostro paese l’invidiabile primato dell’essere il primo paese per frodi riguardanti i fondi europei: 302 su 945 scoperte nei 28 paesi dell’Unione. Quasi un terzo, insomma.

LE REGIONI – La prima regione per ammontare di fondi ottenuti per truffa è la Sicilia, mentre al secondo posto c’è il Lazio con 20 milioni di euro; dietro troviamo la Puglia, la Basilicata ma anche la Toscana e il Piemonte. Quindi a spiccare sono le regioni del sud, tradizionalmente più interessate da fenomeni di criminalità e che sopratutto, per il loro tasso di arretratezza, ricevono più fondi e quindi più alta è la probabilità di fenomeni di frode; ma “nel Lazio il dato non si può riferire alla maggior contribuzione ricevuta”, scrive ancora il quotidiano romano. Secondo il comandante generale della Guardia di Finanza, Salvatore Capolupo, l’abbondanza di dati relativi a queste infrazioni è la prova che “il nostro sistema di controlli funziona”.