X-factor, 3 giudici e un miracolato. E perfino i cantanti

02/02/2009 -   Ci sono tre  giudici, come tre re Magi che rappresentano i lati del carattere italiano. C’è un miracolato eternamente giovane che si muove e si dimena perchè è giovane e perchè non sa che altro fare. E poi ci

     
 

di

 

Ci sono tre  giudici, come tre re Magi che rappresentano i lati del carattere italiano. C’è un miracolato eternamente giovane che si muove e si dimena perchè è giovane e perchè non sa che altro fare. E poi ci sono i battibecchi. E ci sarebbero, per puro caso, anche i cantanti

Dunque. Dunque, a X-Factor ci sono i tre giudici. Sì, vabbe’, tecnicamente ci sono anche i cantanti. Ma non fatevi gabbare, sono solo particolari di secondaria importanza. In realtà a X-factor ci sono i tre giudici. Che sono tre, come i re Magi, e, come quelli, devono scegliersi un bambin Gesù cui dare oro, incenso e contratto discografico, giacché di mirra, di questi tempi, poco te ne fai. I tre giudici, gli unici tipi di giudici con cui Alfano e Silvio non abbiano ancora avuto da ridire, sono tre e soprattutto sono molto italici. Paiono creati apposta, infatti, per simboleggiare dei lati del carattere italiano.

VENTURA – C’è la Ventura, che rappresenta quella fetta di Italiani, largamente maggioritaria – nel caso della Ventura anche ampiamente maggiorata grazie al silicone – che fa un lavoro che non sa fare e a cui dovrebbe manco avvicinarsi, e anzi, a dir la verità non si capisce neppure come diavolo è arrivata ad essere messa a farlo. La Ventura, è stato detto una volta, sta alla canzone come Bombolo al cinema. Ecco, non ricordo chi lo ha detto, ma si trattava di un ottimista.

MAJONCHI – Poi c’è la Majonchi. La Majonchi rappresenta benissimo quella larga fetta del paese che il suo lavoro lo sa fare, ma se le offrono un compromesso non sa dire di no. Anche se si rende benissimo conto che il compromesso in oggetto è una boiata, che prevede l’utilizzo di materiale scadente, che probabilmente produrrà, alla fine, un qualcosa di totalmente inutile. Ma s’ha da fa e si faccia, perché dire di no comporterebbe il coraggio di una frattura. E dunque la Majonchi sta lì a sentire cantanti insulsi che, ci dovesse investire lei un baiocco per pubblicare il loro disco, piuttosto lo butterebbe subito nella fontana di Trevi, che almeno la sorte può darsi che ti premi con un ritorno a Roma. Siccome però i soldi non sono suoi, e nel progetto non rischia nulla, allora sta lì a sentire questa pletora di cantanti che sognano il palco e la gloria solo perché, incidentalmente, sono capaci di intonare una nota, e mica sempre.

MORGAN - Poi c’è Morgan. E qui, tanto di cappello, la Natura ha superato se stessa. Ci vuole una bella dose di incaponimento, infatti, per riuscire a combinare un tizio che riassuma in sé così bene tutti i difetti dell’intellettuale italico. La spocchia spesso gratuita, la certezza assoluta di possedere una genialità, la capacità di confondere la genialità, appunto, con la pura e semplice eccentricità senza costrutto. Morgan è il riassunto perfetto di cosa si deve fare, da conformisti, per convincere gli altri conformisti di essere alternativi: basta vestirsi come un Cure venuto male, parlare come uno Sgarbi che ascolta rock, e, quando non si sa come uscire da un cul de sac, abbandonarsi all’altezzosità del lei-non-sa(musicalmente)-chi-sono-io. Già, dimenticavo: ogni tanto farsi sorprendere dalla telecamera mentre si finge un rovello da filosofo: uno sguardo pensoso all’obiettivo e poi, il dubbio: “Sono diventato troppo commerciale?”. Pura poesia, ammettiamolo.

IL MIRACOLATO – Per tenere compagnia a questi tre soggetti, basta aggiungere il Miracolato. All’Italia i miracolati piacciono, danno quel senso d’imprevisto che dimostra che siamo una terra in cui può succedere di tutto, e a chiunque. Quindi, a condurre X-factor, ci hanno messo Dj Francesco. Uno che, per dire, quando è uscito sul mercato gli hanno profetizzato che sarebbe diventato il nuovo Jovanotti, e non gli è riuscito manco quello. Dj Francesco rappresenta la vasta schiera di giovani che sono giovani finché sono giovani e poi continuano ad esserlo per abitudine consolidata: a sessant’anni lo considereranno ancora un ragazzo simpatico, o per lo meno un ragazzo. Si muove e si dimena perché gli hanno detto che se sei giovane devi fare così, e poi perché, onestamente, non è che sappia fare molto altro. Il suo compito è fingere di sedare i battibecchi fra i giudici quando ce ne sono e suscitarli quando i giudici paiono dimenticarsi che il loro compito è battibeccare. Ecco, X-Factor, in soldoni, è questo: ci sono i giudici, c’è Dj Francesco, ci sono i battibecchi.

Ah Sì, poi ci sono anche i cantanti. Almeno mi pare.

     
 

34 Commenti

  1. ricchiuti scrive:

    Eh ma qui è un film muto. La crocefissione ai tempi dei sottotitoli per i non udenti. Secondo me, ti conviene che non risponda perché se sta zitta puoi immaginare chissà quale risposta ti potrebbe dare.

  2. cordapazza scrive:

    i commenti che ha ricevuto sono la degna risposta, ricchiù:-)

  3. ricchiuti scrive:

    Sei ingiusta con lei. E’ una professionista. Padroneggia gli argomenti secondo stilemi consolidati, sforna prodotti ineccepibili che vanno come il pane, non potendo sfornare altro dirai tu che sei un po’ jena ma buttala via. Ha tante di quelle qualità, che a volte non so cosa mi trattenga.

  4. cordapazza scrive:

    ma enzo, mi hai proposto il manuale di istruzioni per l’uso del tritacarne “gaLATE(T)a: ti adoro!

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Ultime Notizie