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Sinodo della famiglia: “Se i gay si sono fedeli, cosa può dire la Chiesa?”

Sinodo della famiglia, Papa Francesco attende il documento finale del lavoro dei vescovi, ovvero la Relatio Synodi che sta venendo elaborata in queste ore e sarà letta domani in plenaria e votata dai vescovi. Si avvia a conclusione il tortuoso cammino del Sinodo straordinario sui temi della famiglia, dopo il questionario inviato a fedeli e conferenze episcopali, dopo la discussione sinodale e la contestata Relatio Post Disceptationem che molto ha fatto discutere i Vescovi giunti a Roma da tutto il mondo, con tanto, si dice, di confronti aperti davanti agli occhi non proprio entusiasti del Romano Pontefice.

SINODO DELLA FAMIGLIA, I CIRCOLI MINORI – Ieri sono stati pubblicati gli interventi dei gruppi di lavoro liberi dei vescovi, degli auditori laici, degli esperti e dei delegati fraterni, ovvero gli esponenti di altre confessioni religiose invitati ai lavori del Sinodo. Delle relazioni dei Circoli sono emersi, lo dicevamo ieri, pareri estremamente duri nei confronti del testo pronunciato dal cardinale Peter Erdo di Budapest ma da lui sostanzialmente, si dice ormai a gran voce, disconosciuto e redatto in massima parte dalla segreteria del Sinodo di nomina papale (i monsignori Lorenzo Baldisseri e Bruno Forte su tutti). I Circoli Minori si sono scagliati come bolidi contro il testo della Relatio chiedendone, come raccontavamo, una revisione sostanziale che arrivi addirittura alla riscrittura di alcune parti, principalmente sulla questione dei divorziati risposati e su quella degli omoessuali, riguardo la quale nella Relatio erano presenti oggettivamente delle parole di apertura.

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INCIAMPI E PROBLEMI  – Secondo John Thavis, uno dei giornalisti decani della sala stampa vaticana, “l’agenda pastorale del Papa” si è trovata impigliata fra le “seghe circolari” dei vescovi più conservatori e a questo punto non sarebbe un dramma se la Relatio finale del Sinodo scrivesse, onestamente, che su alcuni punti non c’è accordo fra i rappresentanti della Chiesa, e che viene rimessa al Papa – e al Sinodo ordinario dell’anno prossimo – ogni ulteriore valutazione. Non aiutano certo Francesco i padri del fronte più progressista: Walter Kasper, il teologo più apprezzato dal Papa il quale ha più volte sottolineato in pubblico la sua vicinanza al prelato tedesco, ha rilasciato un’intervista nel quale dice che “il Papa la pensa come lui” e che per i vescovi africani “l’omosessualità è semplicemente un tabù” e per questo “non possono venirci a dire cosa dobbiamo fare”. Kasper ha smentito queste parole, peccato per lui che il giornalista che le ha raccolte ha messo online la registrazione in cui esse risultano pronunciate.

DOMENICA BEATIFICATO PAOLO VI – Insomma, a Papa Francesco arriverà una bella gatta da pelare. Secondo molti il documento finale del Sinodo lascerà tutto aperto e dovrà essere poi l’Esortazione sinodale – quella sì, scritta dal Papa – a dare la via della Chiesa nel futuro. Il tutto dopo la beatificazione di papa Paolo VI, il pontefice che, nello scrivere l’Humanae Vitae, radunò una commissione di esperti i quali raccomandarono che la Chiesa aggiornasse i propri insegnamenti sulla contraccezione artificiale; il Papa si prese la responsabilità di ignorare il lavoro della Commissione e di ribadire i tradizionali insegnamenti su contraccezione naturale e apertura alla vita. “Forse ci sarà un metodo progressivo su emendamenti fondamentali, su cui sarà chiesto di pronunciarsi, ma mi sembrerebbe molto strano non arrivassimo alla fine ad un consenso sul documento finale”,  ha detto oggi in conferenza stampa George Pontier, arcivescovo di Marsiglia e presidente della conferenza episcopale francese.

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Il cardinale Reinhard Marx

ANCORA SUGLI OMOSESSUALI – E in conferenza stampa oggi è intervenuto Reinhard Marx, cardinale di Monaco di Baviera e presidente della Conferenza Episcopale tedesca; il prelato che dall’inizio del Sinodo va ripetendo che lui ha portato con sé le firme di moltissimi vescovi tedeschi a sostegno della linea del cardinale Kasper sulla comunione ai divorziati, oggi ha pronunciato importanti parole tornando ancora una volta sulla questione degli omosessuali e delle loro unioni. “Non possiamo dire a qualcuno: ‘lei è omosessuale, non può vivere il Vangelo. Per me questo è impensabile. La prassi sessuale dei gay non può essere accettata. Ma non tutto nella loro vita è da condannare: se per 35 anni sono rimasti fedeli l’uno all’altro, se l’uno cura l’altro fino alla fine della vita, come Chiesa cosa debbo dire? Che non ha nessun valore? Non è vero questo. Non posso dire: è tutto nero, è tutto bianco. E’ molto difficile far capire questo, e questo spetta alla pastorale. Io l’ho vissuto come sacerdote, come confessore già dieci anni fa“, ha detto il cardinale tedesco, totalmente in linea con le parole contenute nella Relatio che il lavoro dei circoli minori ha smontato pezzo per pezzo.

DECIDERA’ IL PAPA – Come d’altronde importanti sono le parole sulla comunione ai risposati: “L’auspicio è che nel documento finale il Sinodo non ripeta quello che è stato detto sempre, ma dia un impulso forte alla pastorale”.Fra gli interventi passa prevedibilmente sotto silenzio quello degli invitati protestanti all’assemblea dei vescovi cattolici. Il vescovo Paul Butler di Durham ha detto ai Padri Sinodali: “Io e mia moglie siamo sposati da 32 anni e abbiamo quattro figli ormai grandi. Come voi, però, ci confrontiamo su come rispondere al meglio alle sfide che la famiglia riceve in tutto il mondo. Per questo vogliamo parlare di più della promessa e della speranza della famiglia, invece che concentrarci sui pericoli”.