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Serbia-Albania: il drone ha la bandiera del Kosovo, scatta la mega-rissa

Non propriamente una bella pagina di sport. Il match tra Serbia e Albania, valido per le qualificazioni ad Euro 2016 (gruppo I), è finito a calci e pugni. Succede tutto al minuto 41 del primo tempo: prima dagli spalti arriva in campo un fumogeno, poi un drone sorvola lo stadio di Belgrado sventolando una grande bandiera della Grande Albania con la scritta ‘Kosovo autoctono’ e il riferimento al 1912, anno della rivolta albanese. L’arbitro Atkinson sospende il match e l’attaccante serbo Mitrovic intercetta il vessillo, tirandolo giù. Da lì il caos: Mitrovic viene circondato, gli animi si scaldano rinfocolando vecchie tensioni tra le due etnie – il Kosovo è una repubblica a maggioranza albanese, la Serbia non ha mai ufficialmente riconosciuto l’indipendenza proclamata nel 2008 – e scatta la maxi rissa che coinvolge i giocatori in campo e le panchine. Volano schiaffi, pugni e sedie di plastica.

Nei tafferugli fa capolino anche Ivan Bogdanov, protagonista nell’ottobre 2010 dei disordini di Italia-Serbia che portarono alla sospensione del match. «Abbiamo rischiato il peggio, ho avuto davvero paura. Mai vissuto una situazione del genere» le parole di un provato Gianni De Biasi, ct dell’Albania

Photocredit copertina AP Photo/Darko Vojinovic