Germania under attack
|

Ue, addio al segreto bancario dal 2017

Dal 2017 i Paesi Ue diranno addio al segreto bancario, con l’unica eccezione dell’Austria, che si adeguerà alle nuove regole dal 2018. Raggiunto un accordo tra 27 Stati membri sull’estensione del campo di applicazione dello scambio automatico di informazioni tra amministrazioni fiscali, attraverso la revisione della direttiva sulla cooperazione amministrativa in materia di fiscalità diretta (2011/16/UE).

 

(Fabio Cimaglia / LaPresse)
(Fabio Cimaglia / LaPresse)

 

UE, DAL 2017 ADDIO AL SEGRETO BANCARIO –  L’accordo permetterà di estendere lo scambio automatico di informazioni fiscali su interessi, dividendi e altri redditi finanziari come i profitti da vendita di asset finanziari. «L’accordo di oggi è un forte contributo della Ue alla “governance” globale, ha commentato il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, presidente di turno dell’Ecofin, il Consiglio dei ministri economici degli Stati membri.

L’intesa rappresenta un passo in avanti nella normativa di contrasto delle frodi fiscali e dell’evasione fiscale.

Già dal 2005 l’inviolabilità del segreto bancario è stata messa in discussione, dopo un accordo che diede avvio agli scambi di informazioni tra i Paesi Ue sui movimenti dei risparmi. La collaborazione era stata rifiutata soltanto da Austria e Lussemburgo, che però avevano accettato un compromesso: prelevano già oggi un’imposta alla fonte del 35% sui redditi da capitale dei cittadini non residenti. Somme poi destinate agli altri Stati, ai quali non vengono invece forniti i nomi dei clienti delle banche.

Da tempo, però, si chiedeva  un rafforzamento della direttiva, di fronte ai vuoti normativi e alle richieste di estendere i controlli anche ai fondi di investimento e pensione, così come agli strumenti finanziari più recenti e ai pagamenti effettuati tramite fondazioni e trust. Le pressioni per un sistema realmente unificato di scambio di informazioni hanno portato alla revisione della direttiva. Un passo in avanti per una “piena trasparenza fiscale”, come ha concluso lo stesso Padoan.