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Caso Matacena, Pistelli (viceministro Esteri): «L’ambasciatore italiano ad Abu Dhabi non è indagato»

++ Aggiornamento ++

PISTELLI (VICEMINISTRO ESTERI): «L’AMBASCIATORE ITALIANO AD ABU DHABI GIORGIO STARACE NON È INDAGATO»

In seguito all’interrogazione parlamentare fatta dall’onorevole del gruppo misto, Claudio Fava (ex Sel), dopo le notizie su un presunto coinvolgimento dell’ambasciatore italiano ad Abu Dhabi Giorgio Starace nell’indagine sul tentativo di favoreggiamento della latitanza di Amedeo Matacena, è stato il viceministro degli Esteri Lapo Pistelli a smentire l’ipotesi di un’eventuale indagine a carico. Giorgio Starace non è indagato, come ha assicurato la Farnesina, dopo aver sentito la stessa Procura competente. Pistelli ha spiegato:

«Il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale ha immediatamente effettuato le dovute verifiche dalle quali è emersa la piena correttezza dell’operato dell’ambasciatore. Ne è conferma il fatto che la competente procura della Repubblica, sentita al riguardo, ha comunicato al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale che nulla risulta a suo carico.

A partire da quando il cittadino italiano Amedeo Matacena è stato fermato all’aeroporto di Dubai il 28 agosto 2013, a seguito di un mandato di cattura Interpol emesso su richiesta della procura generale presso la Corte d’appello di Reggio Calabria per una condanna a 5 anni di reclusione per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa, l’ambasciata d’Italia ad Abu Dhabi si è attivata come previsto dalla legge, rispettando con tempestività tutte le procedure seguite in questi casi.

L’ambasciatore Starace ha ripetutamente sollecitato a tutti i livelli l’estradizione del connazionale e comunicato puntualmente ogni aggiornamento alle autorità italiane.

Interventi di sensibilizzazione sono stati svolti sui competenti direttori generali del Ministero degli esteri degli Emirati Arabi Uniti e direttamente con il Ministro della giustizia emiratino, Sultan Bin Saeed Al Badi. L’ambasciatore Starace, su indicazione del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, ha inoltre finalizzato i negoziati per la firma di un accordo di estradizione tra Italia ed Emirati Arabi Uniti, che il Governo auspica di sottoscrivere al più presto».

 

La risposta di Pistelli chiarisce come non risulti alcuna indagine a carico di Giorgio Starace, smentendo quindi le ipotesi emerse sugli organi di stampa nelle scorse settimane.

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Articolo originario dell’11 ottobre 2014

Sotto accusa c’è l’ambasciatore italiano ad Abu Dhabi, Giorgio Starace. Secondo il pm antimafia Giuseppe Lombardo, titolare (con Francesco Curcio) dell’inchiesta sulla latitanza dell’imprenditore ed ex parlamentare di Forza Italia Amedeo Matacena, avrebbe fatto pressioni alle autorità locali per dare copertura all’ex esponente azzurro. E sarebbe quindi finito nel registro degli indagati per favoreggiamento, con l’aggravante di aver favorito la ‘ndrangheta, come ha rivelato la Stampa.

 

Amedeo Matacena Piazza Pulita

 

CASO MATACENA, SOTTO ACCUSA L’AMBASCIATORE ITALIANO AD ABU DHABI –  Matacena è stato condannato in via definitiva a 3 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa (erano 5, poi ricalcolati e ridotti dalla Cassazione, ndr) per i suoi rapporti con la cosca Rosmini. Aveva però lasciato il nostro Paese qualche settimana prima della sentenza definitiva della Suprema Corte del 5 giugno 2013. Fermato all’aeroporto di Dubai, proveniente dalle Seychelles, era stato arrestato lo scorso 28 agosto, ma in carcere aveva trascorso appena due mesi. L’ordinamento giudiziario degli Emirati Arabi non prevede infatti il concorso esterno in associazione mafiosa. Stesso motivo per il quale l’estradizione è stata negata, lo scorso luglio.

In carcere lo scorso marzo erano intanto finiti anche la moglie Chiara Rizzo e l’ex ministro dell’Interno, Claudio Scajola. Per i pm, era stata organizzata una rete protettiva per permettere il trasferimento di Matacena verso il Libano, considerato più sicuro. E un ruolo lo avrebbe avuto lo stesso Giorgio Starace. Non soltanto avrebbe pressato le autorità di Abu Dhabi, ma non avrebbe nemmeno passato a Roma alcune informazioni considerate utili all’autorità giudiziaria. Come quando – riporta il quotidiano piemontese – non comunicò alla Procura come non fosse possibile ottenere l’estradizione di Matacena per il reato di concorso o di associazione mafiosa (inesistente nel paese arabo) e non spiegò che si poteva raggiungere il risultato contestando il reato di “riciclaggio”, presente nel codice penale locale e per il quale era anche ricercato l’ex parlamentare forzista. 

Secondo “La Stampa”, il nome di Starace è presente anche nelle inchieste sulle cosche in Liguria. Intanto, l’inchiesta reggina sulla rete di copertura a Matacena è arrivata a una svolta: e la procura ha ottenuto anche che gli imputati vengono sottoposti a giudizio immediato. 

Aggiornamento: Riceviamo e pubblichiamo anche la replica di Amedeo Matacena.(è possibile leggerla anche nei commenti, ndr)

«Le motivazioni di merito che hanno portato le Autorità giudiziarie emiratine a rigettare la richiesta di estradizione avanzata dalle autorità italiane sono relative soprattutto alla non esistenza nell’ordinamento emiratino del reato per il quale sono stato condannato (a torto) ch’è quello di concorso esterno in associazione mafiosa. Le Autorità emiratine non hanno riscontrato alcuna possibilità di integrare la fattispecie del reato per il quale sono stato condannato con altre fattispecie normative previste invece dal loro ordinamento locale. Infine, sempre a titolo informativo, colgo qui l’occasione per fare presente che il reato di riciclaggio non mi è mai stato contestato dall’autorità giudiziaria italiana e, quindi, non poteva da quest’ultima essere, se non con un falso, richiesta la mia estradizione per detto reato non commesso, non contestato ed in assenza di una condanna definitiva passata in giudicato»