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Delitto di Garlasco, per i periti Chiara fu uccisa in pochi minuti

Spuntano nuovi dettagli relativi all’aggressione letale subita da Chiara Poggi, la vittima del delitto di Garlasco (avvenuto il 13 agosto 2007 e per il quale è finito sotto processo il fidanzato della ragazza, Alberto Stasi). Secondo la ricostruzione contenuta nelle perizie medico legale e genetica di 158 pagine finite agli atti del processo d’Appello bis (che segue la doppia assoluzione per Stasi in Cassazione) l’aggressione alla 26enne, dai primi colpi fino al momento in cui il corpo fu gettato nella scala, non durò un tempo considerevole, come fu invece sostenuto dai periti nel processo di primo grado. Inoltre, sembrano del tutto marginali le probabilità che l’imputto Stasi abbia potuto effettuare il percorso in esame senza intercettare macchie di sangue.

 

Delitto di Garlasco : si apre il processo di appello bis a carico di Alberto Stasi(Foto: Spada / LaPresse)

 

AGGRESSIONE VELOCE – In particolare, stando al nuovo collegio di esperti per colpire e uccidere Chiara Poggi era «sufficiente un tempo assai breve». La pozza di sangue trovata nel punto in cui l’assassino si avventò su di lei potrebbe essersi formata in meno di tre minuti. Non si tratta di un dettaglio. La finestra temporale in cui il presunto omicida Stasi può aver commesso il delitto è di 24 minuti e minore è il tempo in cui avvenne l’aggressione, maggiori l’ipotesi dell’uccisione commessa dal fidanzato risulta verosimile.

INFINITESIMALI LE PROBABILITÀ DI NON CALPESTARE IL SANGUE – Risultano poi bassissime le possibilità che Stasi abbia aperto la porta della cantina e sia sceso due gradini fino a vedere il corpo di Chiara senza pestare sangue. Come spiega Claudio Bressani su La Stampa, dopo un milione e 350mila prove virtuali che hanno impegnato decine di computer i risultati sono chiari. Le probabilità sono dello 0,0000016% se Stasi ha iniziato il percorso con il piede sinistro e 0,0000013 se ha cominciato con il piede destro. Ovvero 16 o 13 casi su un miliardo. Numeri che potrebbero essere anche più impietosi perché non tengono conto di condizioni sfavolrevoli all’imputato. Vengono escluse ad esempio le macchie piccolissime, inferiori ai quattro millimetri quadrati.

(Foto di copertina: Spada / LaPresse)