|

Vertice Bce a Napoli, il video degli scontri tra polizia e manifestanti

«Polizia e stampa si aspettavano i black bloc. Sono rimasti delusi, i black bloc sono loro, che decidono sulle nostre teste, assassini in giacca e cravatta». Ieri questa frase è stata più volte ripetuta dal microfono e dai megafoni che hanno accompagnato la manifestazione di movimenti, associazioni e cittadini contro il vertice della Bce che si è svolto nella Reggia di Capodimonte, a Napoli. In effetti il corteo di protesta organizzato nella città partenopea per denunciare le politiche di austerity imposte dalle istituzioni europee e le scelte del governo italiano, è stato quasi sempre molto composto e ordinato. Ha fatto eccezione però il punto più caldo del percorso, dove la polizia ha deciso di lanciare lacrimogeni e utilizzare un idrante per allontanare i manifestanti.

 

Corteo anti-Bce a Napoli(Foto di Marco Cantile da archivio LaPresse)

 

(Foto di Marco Cantile da archivio LaPresse)

 

Le immagini dell’utilizzo dell’idrante e del lancio di lacrimogeni da parte della polizia, e delle proteste dei manifestanti contro gli agenti. Un attivista denuncia un’ingiustizia subita.

 

 

L’USO DELL’IDRANTE E IL LANCIO DI LACRIMOGENI – La manifestazione è partita della piazzetta antistante la stazione della metropolitana di Colli Aminei, ha percorso Viale Colli Aminei per poi incrociare per un breve tratto via Miano, la strada più vicina alla sede del vertice Bce, bloccata nelle due direzioni dagli agenti in tenuta antisommossa e dai loro mezzi.  È in quel preciso punto che il corteo ha vissuto momenti di tensione. Una decina di manifestanti si sono disposti a circa 20 metri di distanza da una delle postazioni della polizia, ma senza offendere. Gli agenti inizialmente non hanno reagito, poi è partita una carica con getto d’acqua e lacrimogeni, esattamente quando uno dei manifestanti, striscione alla mano, è salito su una scala di cinque metri per provare a superare la parete che separa la strada dal bosco di Capodimonte. La reazione (o l’offesa, come l’hanno definita i partecipanti al corteo) ha generato alcuni minuti di scontro verbale. Idrante e lacrimogeni hanno allontanato rapidamente i manifestanti (in gran parte con il volto coperto da una maschera di Pulcinella) che si erano schierati di fronte alle forze dell’ordine. Subito dopo dal corteo partiva l’accusa alla polizia (poi ripetuta più volte nel prosieguo della manifestazione) di aver prodotto un’offesa senza motivazione, senza che alcuna persona avesse accennato un gesto violento.

 

Manifestazione Napoli Block Bce 19(Foto di Giornalettismo)

 

Le immagini del corteo che riprende il suo cammino senza disordini dopo le tensioni a Capodimonte. Alla fine della manifestazione gli attivisti hanno accolto con fuochi d’artificio e abbracci il 43enne fermato dalla polizia per aver tentato di avvicinarsi alla Reggia dove era in corso il consiglio direttivo Bce (il gesto che avrebbe scatenato la reazione delle forze dell’ordine).

 

 

L’ARRIVO A PIAZZA BOVIO – Il clima si è comunque in seguito disteso e il corteo ha proseguito il suo cammino fino al centro storico, senza creare disordini. Da Capodimonte è dunque cominciata una manifestazione non autorizzata (che poi la Questura ha consentito e controllato) che ha attraversato prima corso Amedeo di Savoia, poi il Rione Sanità, via Duomo, corso Garibaldi, per poi concludersi a Piazza Bovio (conosciuta anche come Piazza Borsa). Dopo lo scontro tra agenti e manifestanti l’attenzione del corteo è sembrata rivolta anche al fermo del manifestante che aveva tentato il blitz per avvicinarsi alla sede del consiglio direttivo della Bce. Si tratta di Mario Avoletto, 43 anni, attivista di vecchia data, subito fermato dalla polizia e portato in Questura. Nel corso della seconda parte della manifestazione, è giunta notizia che Avoletta sarebbe stato rilasciato dalla polizia. Il corteo lo ha accolto il piazza Bovio con abbracci e fuochi d’artificio. «I padroni del mondo ci continuano a precarizzare. Non siamo disposti ad accettarlo», ha detto Avoletta parlando dal microfono a fine manifestazione. «È ridicolo – ha continuato – che per fermare una sola persona abbiano utilizzato idranti. Per noi la Bce non è la soluzione ma il vero problema. Speriamo che ciò che è successo oggi sia un invito alla Napoli che soffre a ribellarsi per costruire un altro mondo possibile. Loro sono i portatori di morte e miseria. Noi abbiamo portato vita e speranza».

 

(Foto di Giornalettismo)

 

(Foto copertina di Marco Cantile da archivio LaPresse)