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Beppe Grillo e i centomila euro per l’affitto del Circo Massimo

Dopo le polemiche, l’inchiesta. Il concerto romano dei Rolling Stones dello scorso giugno resterà nella storia della Capitale, e non soltanto da un punto di vista musicale. La questione di quei 7.934 euro versati al Campidoglio dall’organizzazione del concerto per l’affitto del Circo Massimo continua a tenere banco, specialmente dopo che la Procura della Corte dei conti ha aperto un’inchiesta per stabilire se il Comune di Roma abbia realmente subito un danno erariale, “svendendo” l’area archeologica nel cuore della città per pochi spiccioli. E ad alimentare una polemica mai sopita sono anche i piani di Beppe Grillo, pronto a pagare centomila euro per poter ospitare, proprio al Circo Massimo, l’imminente “tre giorni” del Movimento 5 Stelle.

Il Circo Massimo alla vigilia del concerto dei Rolling Stones - Foto: LaPresse
Il Circo Massimo alla vigilia del concerto dei Rolling Stones – Foto: LaPresse

CIRCO MASSIMO A OTTOMILA EURO: L’INCHIESTA – Il fascicolo aperto dalla Corte dei conti, racconta La Repubblica, si starebbe riempiendo di sempre più dati e dettagli. La questione è semplice: perché a Mick Jagger e compagnia cantante è stata praticamente regalata per una notte una delle aree più ambite della città, quando il Comune avrebbe potuto incassare centinaia di migliaia di euro?

Titolare delle indagini è il viceprocuratore generale Guido Patti. Primo obiettivo del pm contabile, verificare la presenza di un danno erariale per le casse del Comune. Poi saranno due le direttrici lungo le quali si muoverà l’inchiesta. Da una parte dovranno essere identificati i dirigenti responsabili delle minori entrate, che potrebbero essere raggiunti a breve dagli avvisi a dedurre (il corrispettivo degli avvisi di garanzia). Dall’altra ci sarà da affrontare lo scoglio del calcolo della corretta tariffa a cui il Campidoglio avrebbe dovuto affittare il Circo Massimo a Mick Jagger e soci.

QUANTO COSTA AFFITTARE IL CIRCO MASSIMO? – Ma, come spiega Lorenzo D’Albergo, la faccenda si fa complicata quando si tratta di stabilire a quale tariffa il Comune di Roma avrebbe dovuto affittare il Circo Massimo. Dopo tutte le polemiche dello scorso giugno Marta Leonori, assessore alle attività produttive di Roma, aveva fatto sapere che il costo dell’affitto del Circo Massimo sarebbe stato «adeguato», passando da ottomila a duecento mila euro. Una cifra che resterebbe comunque al di sotto delle tariffe medie richieste dalle varie città europee per eventi di simile portata: l’affitto dei parchi di Londra, tanto per fare un esempio, è di molto superiore ai 300.000 euro.

 

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Ora però, gli occhi di tutti sono puntati su Beppe Grillo e sul raduno del Movimento 5 Stelle in programma dal 10 al 12 ottobre: il leader pentastellato si è detto pronto a pagare centomila euro per tre giorni anche se la scorsa estate aveva annunciato che avrebbe riempito il Circo Massimo «con o senza autorizzazione» da parte del Comune di Roma. Poi, il progetto è finito sul tavolo del Ministero dei Beni Culturali che lo ha «riveduto e corretto». Scrive su Repubblica Paolo Boccacci:

Il primo progetto era stato bocciato perché le strutture erano troppo a ridosso della zona archeologica. Mentre nella nuova versione, il palco (16×20 metri), i 200 gazebo 3×3, gli spazi per i dibattiti e l’area accoglienza (10×10 metri) sorgeranno sul lato opposto, quello verso la Bocca della Verità. E i gazebo saranno disposti in modo tale da formare il profilo dell’Italia.

Ma i “conti” veri e propri non sono ancora stati fatti: e al di là della prima stima dei centomila euro di affitto, il Movimento 5 Stelle quanto finirà per pagare per la sua kermesse al Circo Massimo?

 

(Photocredit copertina: Roberto Monaldo / LaPresse)